ICE, MARY LIN. Recensione di Eleonora.


Titolo: Ice
Autore: Mary Lin
Serie: Rebels #3
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 7 luglio 2017
Genere: New adult/Dark romance
Prezzo: € 2,99 ebook

Anni addietro, Caley e Lonan sono cresciuti nella stessa casa-famiglia, a loro modo entrambi isolati dagli altri.

Per Caley quel ragazzo freddo e controllato era un eroe, il suo.
Lei era diversa da tutti, riusciva a leggere negli occhi di Lonan, al di là della maschera di ghiaccio che lui indossava.
Per Lonan quella bambina che gli stava sempre tra i piedi era un uccellino a cui veniva impedito di volare.
Lui era un adolescente con un passato da nascondere.

Oggi Caley è una ballerina.
È riuscita a fare della sua diversità il suo punto di forza.
Oggi Lonan è il sergeant at arms dei Rebels, il Chirurgo.
È giunto il momento di portare a termine la vendetta che aspetta da anni e Caley è solo un danno collaterale.

Ora lui è il suo nemico. Il suo carnefice.
Combattere? Arrendersi? Fuggire?
Cosa fare quando è così difficile separare l’immagine di quel ragazzo da quella di un assassino?

Ora lei è la sua nemesi. La sua fragilità.
Ferire? Dimenticare? Perdonare?
Cosa fare quando lei è la sola capace di distruggere la sua corazza?

Terza tappa del mio viaggio nel mondo dei Rebels. Nuovi personaggi che mi hanno raccontato la loro storia difficile e sofferta. Io ero pronta ad accoglierli a braccia aperte e con le lacrime agli occhi perché avevo già immaginato che il chirurgo, Lonan, mi avrebbe causato tanto dolore. Non avevo però immaginato che avrei assorbito la sofferenza attraverso gli occhi di Caley.

Posso controllare la fame. Posso controllare la sete. Posso controllare la voglia di scopare. Ma non esiste al mondo che io possa lasciar andare un impunito. Il Chirurgo non è nato per la sadica voglia di tagliuzzare una carcassa inutile. Il Chirurgo non è nato per sopperire a un mio bisogno di sublimare un’insana voglia di uccidere. Il Chirurgo è nato perché freddo, indifferente, impenetrabile. Se una cosa va fatta, va fatta. Punto.

Eccolo, il chirurgo. Lonan è il controllo fatto persona, non prova emozioni, le ha sepolte da molto tempo, da quando la sua vita si è trasformata in un unico dovere: sopravvivere. Proviene da una famiglia ricca, importante; il padre lo ha abbandonato alla prima occasione utile. Il suo sangue non era puro, mischiato a quello di una prostituta irlandese. Spedito in una casa famiglia per non macchiare l’onore della sua stirpe. Ha visto e ascoltato cose che nessun bambino merita di conoscere. Lui si è sempre difeso da solo, ha imparato a sopportare il dolore infierendolo agli altri. La firma del chirurgo la si trova sui corpi di quelli che hanno voluto mettergli i bastoni tra le gambe. Un involucro vuoto che desidera solo compiere l’ultima brutale azione per poter finalmente sentirsi appagato: annientare colei che ha distrutto la sua vita.

Lei è marmo. Un marmo sinuoso, un marmo abbagliante, etereo, al cui interno è incastonato un mosaico multicolore. Caley.

Caley, la piccola bambina cresciuta nella famiglia che aveva in affido Lonan, Adam ed Eileen. Figlia naturale di due genitori che non avevano a cuore nessun bambino affidatogli. Due esseri umani che hanno sempre fatto i loro interessi a discapito di quelle piccole anime. Caley ha sempre portato nel suo cuore Lonan nonostante fosse molto più grande di lei. Nelle sue braccia si trovava al sicuro e non voleva mai lasciarlo andare. Il giorno del loro addio lo porta sulla pelle, il suo corpo mostra le ferite che il tempo non ha cancellato. La sua vita ora è lontana, in un altro continente, ma sarà la spettatrice indiscussa di quello che Lonan aveva predetto. Non potrà sottrarsi alla rabbia, alla brutalità e all’odio che lo stesso prova nei suoi confronti. Verrà trascinata in una realtà che non avrebbe immaginato, che non avrebbe mai conosciuto e che soprattutto non avrebbe mai collegato a quel ragazzo che aveva rapito il suo cuore di bambina.

«Ti piegherò, Caley…» «Ti torturerò, Caley», continuo, accarezzandola con l’acciaio. «Ti renderò schiava, sputando addosso alla tua dignità e rubando la tua vita…» «Farò di te il mio dannato capolavoro, Caley.»

E così è stato. Lonan ha mantenuto la sua promessa, ha colpito dove poteva fare più male ma non aveva messo in conto che il dolore, come un boomerang, sarebbe tornato indietro.

«Mi dispiace…» alla fine dico, con il cuore a pezzi. «Mi dispiace, davvero.» Piango senza più vergogna, senza più trattenermi. «Mi dispiace…». «Mi dispiace davvero tanto, Lonan…». Le dispiace… le dispiace, porca puttana. Come se un mi dispiace possa aggiustare qualsiasi cosa. Come se un cazzo di mi dispiace possa far sparire ciò che mi scorre nelle vene. Come se quel fottuto mi dispiace possa restituirmi ciò che ho perso, ciò che ho fatto, ciò che sono!

Cos’è successo a queste anime? Cosa ha provocato questo odio, questa voglia di vendetta che si percepisce a fior di pelle? 

Lonan non ha mai perdonato la piccola Caley, aveva giurato che si sarebbe vendicato. Non aveva mai fatto pace con se stesso per la sua perdita, per il suo coraggio abbandonato per strada, per la sua voglia di tornare a provare emozioni.

Caley non aveva mai dimenticato Lonan, non è più un’innocente e innocua bambina, ora è una donna che porta con sé un bagaglio pesante di ricordi, un senso di colpa mai colmato, una speranza mai assopita.

Ho sentito ciò che lui sentiva. Ho provato ciò che lui provava. La nostra tristezza, il nostro rammarico, le nostre colpe sono divenute un tutt’uno.

Un’altra storia raccontata dalle abili mani di Mary Lin: la sua mente contorta ha passato nuovamente i limiti del lecito per descrivere due protagonisti peccaminosi. Se nei precedenti romanzi i personaggi erano degli psicopatici, Lonan direi che ne è il re indiscusso. La sua anima è caratterizzata da un atteggiamento antisociale, da un deficit di empatia, da un rimorso che ha causato l’assenza delle emozioni che ha nascosto nella parte più oscura della sua anima. Le sue azioni sono ingannevoli e violente, i suoi occhi rispecchiano la necessità di comunicare al lettore una visione completa del suo mondo fatto a pezzi da una ragazzina innocente. Caley non è da meno, anche lei una vera principessa psicopatica che è riuscita a esercitare un estremo fascino sulla mia psiche. È un personaggio mosso da impulsi puramente razionali, l’impulsività nel ferire il suo corpo per sopperire al dolore è devastante. Credono di essere incapaci di amare perché non hanno ricevuto amore, ma dimostrano attraverso la loro povertà emotiva di avere la capacità di distruggere un cuore e di farlo tornare a battere più forte di prima. Sono agitati, pieni di ira, pronti alle lacrime, a scoprirsi indifesi con parole addolorate che cercano di giustificare le loro azioni folli. I loro corpi in collisione con le loro menti fanno scintille.

Ho trovato una forza di sentimento, un’espressione di consapevolezza capace di giustificare anche la più atroce freddezza. Vanno analizzati a fondo Lonan e Caley, non vanno giudicati, vanno soltanto accettati per come sono e amati per come meritano.

Non ho vinto, Caley. Ho appena compreso che non ho vinto per niente, perché se perdi tu, perdo anche io. Sono maledetto.

Una storia che supera i confini del concesso, che lascia un’impronta forte di come si può imparare ad amare attraverso il dolore. Il perdono è una conquista che va assaporata lentamente. Il ghiaccio, che sigilla le loro anime, verrà sciolto da un vento caldo che porta con sé la voglia di liberarsi di colpe che non meritano di essere cucite addosso a loro.

Consiglio questa lettura a chi crede che oltre la sofferenza possa esserci un sentimento talmente grande da poter colmare il bisogno di salvarsi da un danno collaterale. Personaggi psicopatici, descritti da un’autrice psicopatica, per lettori psicopatici!

Buona lettura, 

Eleonora 


REBELS SERIES
#1, Monster (recensione)
#2, Fire (recensione)
#3, Ice
#4, Thunder

Nessun commento