Titolo: Vorrei solo poterti odiare
Autore: Kennedy Ryan
Serie: Shot #2
Editore: Newton Compton
Pubblicazione: 30 aprile 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 4,99 ebook
Se Jared Foster avesse un dollaro per ogni volta che Banner Morales gli ha fatto saltare i nervi, sarebbe un uomo ricco. Se avesse un dollaro per ogni volta che lei l'ha rimesso al suo posto, poi, sarebbe miliardario. Jared è un agente sportivo di successo e Banner è la sua concorrente numero uno. Per lui i "no" non esistono. Sono semplicemente l'occasione per dimostrare quanto è bravo a convincere chiunque a fare affari con lui. Chiunque tranne Banner, ovviamente. Lei è convinta che riuscirà a vincere la sfida con il suo più grande rivale. E non lascerà che la fortissima attrazione tra loro si metta in mezzo...
Jared e Banner sono amici. Li lega un affetto profondo, una sintonia unica. Il loro è il tipo di rapporto che Jared non ha mai avuto con nessuno. È per questo che cerca di proteggerlo dagli occhi esterni più che può. Si incontrano quando sono da soli, passano del tempo in lavanderia, studiano insieme, ma sempre di nascosto, lontano da occhi indiscreti. Lui non lo ammette, ma tiene a Banner più di quanto sia lecito.
A un passo dall'essere ammesso nel Branco, una società segreta simile a quella dell'Università di Yale, ecco che a Jared viene chiesta la prova più difficile. Deve andare a letto con una grassona, nello specifico deve andare a letto con Banner. Non sa perché il capo del Branco voglia far del male alla ragazza, ma tant'è. Se davvero Jared è ambizioso come sembra, deve portarsi a letto la sua amica per ottenere l'ammissione ed entrare a far parte della cerchia d'elite della scuola.
Jared sa fin da subito cosa fare: non metterà a rischio la sua amicizia con Banner, per niente al mondo. Così manda al diavolo tutti i membri del Branco e decide di lasciar perdere. In qualche modo, però, finisce lo stesso a letto con la ragazza. E quando, proprio in quel momento, i ragazzi li beccano insieme, ecco che la verità viene a galla ferendo a morte Banner.
È finito così il loro rapporto speciale. Con Banner in preda alle lacrime e all'umiliazione. Con Jared ferito nell'anima e incompreso.
Oggi le strade di Jared e Banner sono destinate nuovamente a incontrarsi. Entrambi sono degli agenti sportivi pieni di talento e ambizione. Banner ha superato lo scoglio dei chili di troppo ed è diventata la donna che ha sempre sognato di essere. Ha successo nel lavoro, si è fatta un nome e ha il coraggio di portare avanti le sue scelte. Quell'insicurezza che l'accompagnava sempre da ragazza, però, a volte torna a farle visita. Jared è altrettanto bravo nel lavoro e darebbe la vita per far capire a Banner che anni fa è andato tutto a rotoli per colpa sua, ma che non l'ha mai presa in giro perché ci teneva davvero a lei, in maniera particolare.
«Cosa hai provato?». I suoi occhi non lasciano mai il mio viso. È stato perfetto. Giusto. Finalmente. Quelle sono le parole che mi rimbombano in testa quando ripenso a Jared dentro di me, che si muove con la certezza di mille scopate quando in realtà era la nostra prima o la seconda. Come se, in un altro spazio e in un altro tempo, facessimo l'amore dall'alba dei tempi.
L'odio e il risentimento sono sempre pronti a venire a galla e a minare la serenità di oggi. I ricordi bussano alla porta e fanno male come un tempo. Riuscirà Jared a riconquistare la fiducia e la stima della sua Banner?
Nessuno mi aveva mai spinta dove mi ha portata Jared, chiedendo la mia resa ogni istante. Io sono la resistenza fatta persona ma con lui non ci riesco.
Vorrei solo poterti odiare è un romanzo su cui avevo riposto tante, tantissime aspettative. Nei mesi appena passati ho avuto l'occasione e l'onore di leggere tutti i libri arrivati in Italia di Kennedy Ryan e mi sono innamorata perdutamente. Mi ha fatto battere il cuore come poche autrici hanno saputo fare in anni e anni di letture compulsive. Ha toccato corde nascoste, le ha fatte vibrare. Mi aspettavo la stessa cosa da Jared e Banner.
Dopo un inizio un po' lento e prolisso, mi sono detta: "andrà meglio, migliorerà più avanti". Così sono andata avanti senza troppe remore. Ho continuato mossa dall'entusiasmo, che man mano, però, andava sempre più a svanire lasciando posto alla delusione. Non riuscivo a entrare in empatia con i protagonisti, non riuscivo a trovare un contatto con loro. Né con i ragazzini inesperti e immaturi di un tempo, né con gli adulti di oggi. In particolare devo ammettere di non essere riuscita a farmi piacere lei, Banner. La ragazzina di un tempo sì, perché le sue insicurezze e i suoi timori sono tipici della giovane età, e l'autrice è stata brava a tratteggiare ogni sfumatura. Ma la Banner di oggi, quella proprio non l'ho digerita. Le insicurezze vanno bene, a qualsiasi età, l'autocommiserazione invece no. L'ho trovata fin troppo lamentosa, sempre pronta a piangersi addosso, a tornare nel vortice di un'insicurezza ingiustificata. Le sue cadute non hanno nessuna motivazione valida o ragionevole.
Tutto intorno a me crolla. E tutto dentro di me si distrugge. Le mie promesse, la mia integrità, la mia relazione... il mio mondo è in pezzi. Ho distrutto tutto e non riesce a importarmene nulla. Con il corpo di Jared incollato al mio, cuore contro cuore, legati uno all'altra, non me ne frega niente. Non sento altro che il nome di quest'uomo che arde sulle mie labbra.
Jared sa di aver sbagliato, ma di fatto non muove un dito. Non arriva mai veramente al dunque, non riesce mai a scusarsi come si deve per ciò che ha fatto e per l'equivoco a cui ha dato vita. Si muove senza parlare chiaramente, e questo genera ancora confusione, facendo cadere il rapporto dei protagonisti in un limbo senza fine. L'intero romanzo, di fatto, gioca su un impasse di cui sono prigionieri per mancanza di chiarezza e di dialogo. Se solo lui avesse avuto il coraggio di spiegarsi, l'intera vicenda si sarebbe conclusa nell'arco di venti pagine. E poi mi è sembrato così freddo e imprenetrabile... proprio non mi è piaciuto. Non mi sono innamorata, non ho saputo apprezzarlo. È come se non si fosse mai messo a nudo, mai aperto al lettore. È rimasto chiuso in se stesso, come se tra lui e me ci fosse stato sempre un muro a dividerci.
Apprezzabile l'impegno della Ryan di toccare, ancora una volta, temi delicati e importanti come il bullismo e l'obesità. Con tatto da una parte, senza indorare la pillola affinché il messaggio arrivi forte e chiaro dall'altra. Ci vuole una sensibilità unica per poterlo fare nella maniera più giusta e incisiva possibile, e di certo all'autrice non manca.
Stavolta però è stato tutto troppo. Trovo che abbia calcato troppo la mano sull'obesità - ormai passata - della protagonista. È stata una fase della sua vita, e capisco che l'abbia cambiata profondamente e abbia dettato le regole anche del suo presente e del suo futuro, ma questo tornarci su continuamente mi ha infastidita e l'ho trovato fuori luogo. È ossessionata dalle calorie, dalla dieta e dalla ragazza di cui un tempo qualcuno si è preso gioco. I suoi pensieri tornano sempre lì, mettendo in discussione la corazza di donna realizzata e forte che si è creata.
Un personaggio un po' ambiguo e incoerente, dunque. Un personaggio poco definito, con cui non ho saputo creare un legame.
Troppe insicurezze, troppa confusione, poca chiarezza. Vorrei solo poterti odiare gioca su questo. Oltre ai mille ripensamenti, ai mille errori, alle mille scorrettezze che i protagonisti fanno all'altro e agli altri. Non c'è verve, non ci sono colpi di scena, non c'è tensione. Tutto procede a ritmo piatto e lento, tra un dialogo ripetitivo e l'altro. Una settimana. È questo il tempo che mi ha richiesto la lettura del romanzo. Credo non sia mai successo in tanti anni, eppure sono stata bloccata per sette lunghi giorni su questa storia, senza riuscire ad abbandonarla perché, maledizione, come è possibile che un libro della Ryan mi abbia deluso così tanto? E senza nemmeno riuscire a finirlo perché niente, non scorreva e non scorreva. Avrei voluto piangere e strapparmi i capelli, perché mi aveva letteralmente bloccata. Ero finita in un limbo molto simile a quello in cui erano impantanati i protagonisti.
Incrocio le dita per il prossimo romanzo della serie. Questo non ha niente a che vedere con il primo (meraviglioso!) e spero sia stata un'eccezione da dimenticare.
SHOT SERIES
#1, Vorrei solo averti qui (recensione)
#2, Vorrei solo poterti odiare
#3, Vorrei solo fidarmi di te




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