Autore: Elvereth Ahn
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 4 luglio 2019
Genere: Dark/Mafia romance
Prezzo: € 2,99 ebook
Mi chiamo Júlia e sono una donna.
No.
Mi chiamo 145681 e sono una puttana.
Non ricordo cosa significhi essere amata, desiderata, protetta. Odio gli uomini e le loro viscide mani, il loro fiato sul viso e la loro presunzione di essere i re del mondo.
Odio tutto.
Vorrei essere morta.
Lo vorrei, finché le porte della mia prigione non vengono abbattute da Lui. Un uomo che stravolge le mie convinzioni.
E risveglia i miei sensi.
La mia umanità.
Mi chiamo Viktor e sono un mostro.
Sì.
Covo rabbia e desiderio di vendetta per chi mi ha portato via tutto.
Il mio mondo.
La mia vita.
Il mio angelo.
Per questo le armi sono diventate le mie migliori amiche, insieme alla furia più spietata.
Non so cosa significhi la pietà. Non ne ho. Soprattutto con uomini che in realtà sono animali e osano far del male a chi meriterebbe solo di essere protetto.
Poi incontro i suoi occhi azzurri e la sua forza.
E tutte le mie convinzioni crollano.
Ma la mia ira e la mia vendetta si rinsaldano.
Io ucciderò.
Io rinascerò.
Io porterò vendetta.
Io mi fiderò di lui.
Insieme ameremo.
E l’amore segnerà la nostra vita ancor più del dolore.
E prometto, giuro sulla mia vita, sulla mia anima, sul mio cuore, sul mio ultimo respiro, che io sarò la giustizia. Io sono la giustizia. E non avrò pietà. E non ho pietà.
E io resto ancora senza parole. Per la seconda volta Elvereth Ahn mi ha lasciato a bocca aperta con un sacco di emozioni che non riuscivo a trasformare in parole perché erano troppe, troppo frenetiche e troppo intense da assimilare in una volta sola. Mi ha catturata, ha devastato la mia anima, ha spezzato il mio cuore e ha lacerato la mia mente. Un vero inchino davanti alla bravura di una autrice italiana che ha saputo costruire un romanzo dark mescolando tutti gli ingredienti necessari e fondamentali per la perfetta riuscita di una storia indimenticabile.
Un tema importante, il traffico illegale delle donne, affrontato con i guanti di velluto, con la giusta dose di sofferenza e di rivincita, con cicatrici che non potranno mai nascondersi ma che sono state un grande incoraggiamento, una seconda possibilità di riprendersi la propria vita e farne un capolavoro. Un insegnamento importante che ci fa capire che non sempre è tutto nero o bianco perchè anche il grigio ha mille sfumature che possono portare l’arcobaleno a risplendere.
Morte, promesse, fiducia. Morte, l’unica che può riportare in vita le anime spezzate. Promesse, quelle infrante e quelle ancora sperate che possono ricucire il cuore scheggiato. Fiducia, la sola possibilità di mettere il proprio corpo al sicuro, tra le mani di chi veramente può amare ed essere amato.
Viktor non ha più una vita, la sua gliel’hanno portata via anni fa quando ha perso il suo angelo biondo, sua sorella, rapita, violentata e venduta da loschi uomini di potere. Si è trasformato in una macchina da guerra che semina morte e sangue ovunque ci sia bisogno di salvezza. Il suo unico scopo è quello di salvare il maggior numero di donne rapite per mano dei trafficanti, per cercare di donare loro la dignità e il rifugio adatto per salvarsi, per dimenticare l’orrore che hanno dovuto vedere e subire. Lui non ama, lui odia e basta. I suoi occhi verde smeraldo sono velati da un’intensa oscurità che non lo lascia lucido. Non fino a quando, durante un’azione di liberazione di alcune donne condannate a essere le puttane di uno dei più grandi magnacci, incontrano Jùlia. Un altro angelo biondo, un’altra donna reclusa, condannata a essere sfruttata per soddisfare il piacere sessuale di uomini senza anima.
Un tema importante, il traffico illegale delle donne, affrontato con i guanti di velluto, con la giusta dose di sofferenza e di rivincita, con cicatrici che non potranno mai nascondersi ma che sono state un grande incoraggiamento, una seconda possibilità di riprendersi la propria vita e farne un capolavoro. Un insegnamento importante che ci fa capire che non sempre è tutto nero o bianco perchè anche il grigio ha mille sfumature che possono portare l’arcobaleno a risplendere.
Morte, promesse, fiducia. Morte, l’unica che può riportare in vita le anime spezzate. Promesse, quelle infrante e quelle ancora sperate che possono ricucire il cuore scheggiato. Fiducia, la sola possibilità di mettere il proprio corpo al sicuro, tra le mani di chi veramente può amare ed essere amato.
Viktor non ha più una vita, la sua gliel’hanno portata via anni fa quando ha perso il suo angelo biondo, sua sorella, rapita, violentata e venduta da loschi uomini di potere. Si è trasformato in una macchina da guerra che semina morte e sangue ovunque ci sia bisogno di salvezza. Il suo unico scopo è quello di salvare il maggior numero di donne rapite per mano dei trafficanti, per cercare di donare loro la dignità e il rifugio adatto per salvarsi, per dimenticare l’orrore che hanno dovuto vedere e subire. Lui non ama, lui odia e basta. I suoi occhi verde smeraldo sono velati da un’intensa oscurità che non lo lascia lucido. Non fino a quando, durante un’azione di liberazione di alcune donne condannate a essere le puttane di uno dei più grandi magnacci, incontrano Jùlia. Un altro angelo biondo, un’altra donna reclusa, condannata a essere sfruttata per soddisfare il piacere sessuale di uomini senza anima.
Il sangue mi macchia anche quando lo lavo via dalla pelle. Scende più in profondità dell’inchiostro di un tatuaggio. Si infiltra nei muscoli, nelle ossa, nel cuore, nell’anima, ed è impossibile da eliminare. Rosso. Il rosso imbratta sempre le mie mani, il mio corpo e i miei vestiti, anche se immacolati. Rosso è il mio colore preferito. È il colore dell’ossessione. Della mia ossessione.
Jùlia era una donna, ora è solo un numero, 145681, ed è una puttana. Un numero tra tanti, tra tante. Il suo corpo, venduto e deturpato da uomini senza gloria, non sente più nulla. Non è in grado di ribellarsi al volere altrui ma non smette di reagire, di sperare che forse in fondo a quella gabbia una luce ci possa essere. E quella luce ecco che arriva in una notte in cui è sola nella sua gabbia, in cui il suo carceriere non c’è e tutto si trasforma in un frastuono. Si ritrova di fronte un uomo, ma non un uomo qualsiasi, un uomo del quale dovrà fidarsi per la prima volta, al quale dovrà affidarsi per correre verso quella luce che tanto sognava.
Io sono uno sbaglio. Io sono marcia, sono danneggiata. Sono stata infettata dal sangue, dalla saliva e dal tocco di altri uomini spregevoli. Che cosa mai potrebbe purificarmi? Sono lurida. Ho sbagliato. Ho sbagliato. Chi mai vorrebbe baciare una persona come me?
Viktor e Jùlia intrecciano i loro destini nel momento peggiore delle loro vite. Lui mentre cerca di onorare l’anima di sua sorella salvando il maggior numero di donne condannate al piacere maschile e lei mentre cerca di non morire per soccombere a quel lurido piacere che le ha disintegrato l’anima.
Non è facile fidarsi di un uomo quando l’uomo si è sempre approfittato di te. Non è logico cercare comprensione in un uomo che ha sempre messo il suo piacere al primo posto. Non è naturale cedere davanti alla propria forza di volontà e ammettere di avere bisogno di aiuto.
Ma questo uomo non è un uomo qualunque. Viktor è tempesta fuori e quiete dentro, è inquietudine e calma, è tormento e paradiso. Quel paradiso che Jùlia ha perso cinque anni fa e che nessuno è mai riuscito a donarle di nuovo.
Non è facile fidarsi di un uomo quando l’uomo si è sempre approfittato di te. Non è logico cercare comprensione in un uomo che ha sempre messo il suo piacere al primo posto. Non è naturale cedere davanti alla propria forza di volontà e ammettere di avere bisogno di aiuto.
Ma questo uomo non è un uomo qualunque. Viktor è tempesta fuori e quiete dentro, è inquietudine e calma, è tormento e paradiso. Quel paradiso che Jùlia ha perso cinque anni fa e che nessuno è mai riuscito a donarle di nuovo.
Il suo tocco mi rigenera, pulisce la sporcizia che ha osato contaminarmi. Mi tocca dentro, muove fili invisibili della mia anima devastata. E la purifica. La fa splendere. Nei suoi occhi vedo ciò che c’è anche nei miei. Le anime spezzate si riconoscono. So che anche lui ha riconosciuto la mia.
Non sarà facile per loro vivere sotto lo stesso tetto, Jùlia ha bisogno di aiuto ma Viktor non può starle vicino, deve concludere la missione per la quale sta lavorando da tanto tempo, quella missione che aveva promesso a sua sorella di compiere per renderle giustizia.
Non aveva però messo in conto che Jùlia era spezzata fuori ma non dentro. La sua anima pian piano ha guardato dentro gli occhi di Viktor e dietro a tutta quella oscurità ha visto un barlume di luce, una speranza, una salvezza. Ha capito che non era tutto perduto, che se si fosse fidata di lui forse la sua vita sarebbe tornata serena, forse quel paradiso tanto sognato sarebbe arrivato nella sua vita. Ricominciare non sarà facile ma sarà necessario per tornare a respirare.
Non aveva però messo in conto che Jùlia era spezzata fuori ma non dentro. La sua anima pian piano ha guardato dentro gli occhi di Viktor e dietro a tutta quella oscurità ha visto un barlume di luce, una speranza, una salvezza. Ha capito che non era tutto perduto, che se si fosse fidata di lui forse la sua vita sarebbe tornata serena, forse quel paradiso tanto sognato sarebbe arrivato nella sua vita. Ricominciare non sarà facile ma sarà necessario per tornare a respirare.
No, non è lei a essere debole. Sono io. Sempre e solo io, misero bambino, misero ragazzo, misero uomo... Questa donna ha la capacità di mettere a soqquadro i miei piani, di sconvolgermi l’anima. Fottermi la mente. È strano come una persona riesca a ignorare il proprio dolore, a far finta di non provarlo, ma non a restare impassibile di fronte a quello degli altri. È ciò che fa Júlia. E mi sorprende e devasta allo stesso tempo.
Ma un uomo può salvare un donna che è sempre stata una schiava del desiderio sessuale maschile? Può un uomo amare un donna e venerarla per il suo vero essere donna?
Elvereth Ahn ha costruito con maestria e sicurezza un romanzo che non solo sconquassa l’anima del lettore ma gli dona un insegnamento importante: l’amore vero tra un uomo e una donna esiste, si basa sulla fiducia, sul rispetto e sulla volontà reciproca. Il tema che tratta è delicato ed Elvereth ha saputo destreggiarsi molto bene usando un linguaggio appropriato. Le descrizioni di molte scene crude, violente e sofferenti sembrano quasi reali da quanto sono minuziose e precise senza mai perdere di vista il controllo dei protagonisti. Sono Jùlia e Viktor che si raccontano in prima persona, che portano alla luce le loro ingiustizie, le loro perdite, il loro dolore. Il passato parla alle loro menti, non le lascia libere di lasciarsi andare e il ricordo del dolore è sempre vivido. Il male si è preso le loro vite e le ha stravolte, il diavolo è entrato nelle loro menti e le ha annientate. La paura si è presa il posto del coraggio ma non lo hai mai cancellato. Jùlia è una donna che porta sul suo corpo delle cicatrici indelebili, la sua anima è spezzata ma la voglia di vivere non l’ha mai lasciata sola. Viktor è un uomo che ha bisogno di redenzione, ha voglia di riscattarsi per mettere a tacere la bestia che si nasconde in lui ma salvando Jùlia, senza saperlo, salverà anche se stesso da una fine già segnata.
Elvereth Ahn ha costruito con maestria e sicurezza un romanzo che non solo sconquassa l’anima del lettore ma gli dona un insegnamento importante: l’amore vero tra un uomo e una donna esiste, si basa sulla fiducia, sul rispetto e sulla volontà reciproca. Il tema che tratta è delicato ed Elvereth ha saputo destreggiarsi molto bene usando un linguaggio appropriato. Le descrizioni di molte scene crude, violente e sofferenti sembrano quasi reali da quanto sono minuziose e precise senza mai perdere di vista il controllo dei protagonisti. Sono Jùlia e Viktor che si raccontano in prima persona, che portano alla luce le loro ingiustizie, le loro perdite, il loro dolore. Il passato parla alle loro menti, non le lascia libere di lasciarsi andare e il ricordo del dolore è sempre vivido. Il male si è preso le loro vite e le ha stravolte, il diavolo è entrato nelle loro menti e le ha annientate. La paura si è presa il posto del coraggio ma non lo hai mai cancellato. Jùlia è una donna che porta sul suo corpo delle cicatrici indelebili, la sua anima è spezzata ma la voglia di vivere non l’ha mai lasciata sola. Viktor è un uomo che ha bisogno di redenzione, ha voglia di riscattarsi per mettere a tacere la bestia che si nasconde in lui ma salvando Jùlia, senza saperlo, salverà anche se stesso da una fine già segnata.
È come se stessimo combattendo contro la nostra stessa vita. Il mare agitato e l’inverno rappresentano il nostro passato e ciò che ci attende, e noi lottiamo con tutte le nostre forze, senza mai arrenderci. «Sto sentendo la vita, Viktor.» «È splendida. È liquido ardente che scorre nelle vene e arriva dritto al cuore, intensificando i suoi battiti. È amore puro. Mi circonda, mi invade, ed è mia. La mia vita.» Si abbraccia. Si stringe. Si conforta. Piange in silenzio. E io mi frantumo.
Questi protagonisti sono stati forgiati dal dolore, sono un connubio di odio, amore e sangue. Ma sono anche simbolo di rinascita. Sono fatti l’uno per l’altra, i loro corpi bramano quel tocco, quel sentimento, quella dignità che solo due esseri umani rotti possono esigere. E se lo meritano perché hanno scavato a fondo delle loro anime per trovare un po’ di pace e di serenità. Perché la vita non può più scegliere per loro. Sono loro che avranno l’ultima parola, sono i loro occhi che brilleranno dopo il buio. Sono le loro mani che alzate verso il cielo sapranno toccarlo con un dito.
Gli antagonisti sono stati creati a immagine e somiglianza dell’angelo del male. Luridi, oscuri e subdoli. Gli amici Xavier e Kol dimostrano quanto sia importante il loro ruolo non solo economico di sicari ma anche affettivo, perché una famiglia non è solo di sangue ma anche di amicizia e affetto. Amanda sarà la pedina che aiuterà i protagonisti a lasciarsi andare e a credere in loro stessi. Insomma, un bel gruppo di persone che arricchisce questa storia tenendo il lettore incollato alle pagine dalla prima all’ultima. Perché quando, durante la lettura, vi sembrerà di aver già capito cosa accade, l’estro dell’autrice sbaraglierà ogni prospettiva rispedendo al mittente la soluzione.
Una battaglia, una guerra, una rivincita. Una storia che merita di essere letta, conosciuta e apprezzata nel suo intero, che racchiude emozioni forti e contrastanti, che farà piangere, sorridere e ridere. Che lascerà un segno indelebile nel cuore di chi sa amare leggendo. Un epilogo che farà brillare gli occhi fino ad ammettere: sì, il paradiso esiste davvero sulla terra.
Gli antagonisti sono stati creati a immagine e somiglianza dell’angelo del male. Luridi, oscuri e subdoli. Gli amici Xavier e Kol dimostrano quanto sia importante il loro ruolo non solo economico di sicari ma anche affettivo, perché una famiglia non è solo di sangue ma anche di amicizia e affetto. Amanda sarà la pedina che aiuterà i protagonisti a lasciarsi andare e a credere in loro stessi. Insomma, un bel gruppo di persone che arricchisce questa storia tenendo il lettore incollato alle pagine dalla prima all’ultima. Perché quando, durante la lettura, vi sembrerà di aver già capito cosa accade, l’estro dell’autrice sbaraglierà ogni prospettiva rispedendo al mittente la soluzione.
Una battaglia, una guerra, una rivincita. Una storia che merita di essere letta, conosciuta e apprezzata nel suo intero, che racchiude emozioni forti e contrastanti, che farà piangere, sorridere e ridere. Che lascerà un segno indelebile nel cuore di chi sa amare leggendo. Un epilogo che farà brillare gli occhi fino ad ammettere: sì, il paradiso esiste davvero sulla terra.
Per la vita di tante persone che non hanno avuto l’opportunità di raccontare che cosa hanno dovuto subire. Per l’occasione che ci è stata data, per la fortuna che a un certo punto ci ha baciato.
Io ho pianto, tanto. Ho trattenuto il respiro troppe volte ma sono stata ripagata dalla voglia di arrivare fino in fondo. Non voglio svelare altro se non augurare una buona lettura.
Eleonora
#1, Tocka
#2, Xavier (spin-off) (recensione)



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