Autore: Monique Scisci
Serie: Chiudi gli occhi #3
Editore: Newton Compton Editori
Serie: Chiudi gli occhi #3
Editore: Newton Compton Editori
Pubblicazione: 21 maggio 2020
Genere: Erotic romance/BDSM
Prezzo: € 1,99 ebook
Un amore segreto, impossibile
Due cuori fragili travolti dalla passione
Josephine e Mads si sono appena ritrovati dopo una lontananza che, anziché logorare il loro rapporto, ha rafforzato il desiderio e il sentimento che provano l’uno per l’altra. Ma vivono in costante conflitto, divisi tra amore, roventi incontri di pura passione, sensi di colpa e nuovi vincoli che incombono sul loro destino. La morte della migliore amica ha ancora una volta messo in crisi le certezze di Josephine. Mads è il suo unico punto di riferimento e quando lui è costretto a tornare in Svezia dalla moglie, lei si ritrova sola ad affrontare i fantasmi e le incognite del presente. Jos è determinata a scoprire le verità che giacciono nascoste per salvare sé stessa e la sua relazione. Il legame con Mads è appeso a un filo, basta poco perché la sottile trama che avvolge le loro vite si disfi.
Ma Mads non è il solo ad avere segreti, anche Jos nasconde qualcosa che, questa volta, potrebbe distruggerli per sempre.
Riusciranno a superare le avversità, gli inganni e i tradimenti?
«Non abbassare mai la guardia» diceva suo padre, ma Josephine, fagocitata dal lavoro e dai problemi che le stava creando Carla, una nuova minaccia per l’agenzia, in quanto Carlisle non le aveva lasciato in eredità solo l’azienda ma anche i suoi debiti, e troppo concentrata a vivere quel frammento di esistenza al fianco di Mads, non aveva visto arrivare il pericolo.
E poi il dolore, straziante, per la perdita di Celine. Mads la vedeva soffrire, contorcersi in preda agli spasmi di un dolore cieco, e non poteva far nulla per alleviare la sua anima ferita.
E poi il dolore, straziante, per la perdita di Celine. Mads la vedeva soffrire, contorcersi in preda agli spasmi di un dolore cieco, e non poteva far nulla per alleviare la sua anima ferita.
«Le persone che amiamo se ne vanno, a volte per sempre, e non possiamo farci nulla, semplicemente succede.»
Perdere Jos non era stato un sacrificio necessario, si era sbagliato, allontanarsi da lei era stato l’errore più grande della sua vita. Ma lo aveva capito in tempo.
Jos non era pronta a dire addio a Celine, non era preparata a vivere senza di lei che con il tempo era diventata la sua famiglia, un punto di riferimento, un supporto, il suo sfogo. E riteneva Mads, in qualche misura, responsabile della morte della sua migliore amica. Questa consapevolezza lo opprimeva perché era certo che, se fosse stato così, non lo avrebbe mai perdonato. La prospettiva lo terrorizzava, ciononostante aveva bisogno di scoprire la verità.
Fino a che punto si sarebbe potuta spingere Ellinor?
Jos non era pronta a dire addio a Celine, non era preparata a vivere senza di lei che con il tempo era diventata la sua famiglia, un punto di riferimento, un supporto, il suo sfogo. E riteneva Mads, in qualche misura, responsabile della morte della sua migliore amica. Questa consapevolezza lo opprimeva perché era certo che, se fosse stato così, non lo avrebbe mai perdonato. La prospettiva lo terrorizzava, ciononostante aveva bisogno di scoprire la verità.
Fino a che punto si sarebbe potuta spingere Ellinor?
Quando si gioca con la vita, non c’è nulla di scontato, le variabili sono come schegge impazzite e non è possibile controllare ogni situazione.
Così Mads aveva preso la decisione di dare il via a una serie di indagini e ricerche per scoprire cos’era accaduto realmente a Celine. Ma alla donna che amava non disse nulla, non voleva coinvolgerla in quella straziante caccia alle streghe. Ovunque lo avesse condotto la verità, lo avrebbe saputo a tempo debito.
Ma c’erano diverse questioni da risolvere prima di partire, Mecy era una di quelle. Voleva sincerarsi che stesse bene, la sua relazione con Jules era sbagliata e lei doveva saperlo. Nonostante tra di loro fosse finita da tempo, Mads sentiva ancora il bisogno di proteggerla.
Quando con Josephine era tutto finito, Macy le era stata vicina e durante quelle settimane avevano legato molto. L’aveva aiutata a superare i primi giorni ed era stata in grado di sedare i momenti critici in cui Jos si era sentita persa. Mecy l’aveva ascoltata e calmata, proprio come aveva fatto con lui, tante volte, in passato.
Ma c’erano diverse questioni da risolvere prima di partire, Mecy era una di quelle. Voleva sincerarsi che stesse bene, la sua relazione con Jules era sbagliata e lei doveva saperlo. Nonostante tra di loro fosse finita da tempo, Mads sentiva ancora il bisogno di proteggerla.
Quando con Josephine era tutto finito, Macy le era stata vicina e durante quelle settimane avevano legato molto. L’aveva aiutata a superare i primi giorni ed era stata in grado di sedare i momenti critici in cui Jos si era sentita persa. Mecy l’aveva ascoltata e calmata, proprio come aveva fatto con lui, tante volte, in passato.
«Lo sai anche tu, quando un sentimento così forte ti precipita nel petto non puoi opporti, non puoi combatterlo, vince sempre, vince su tutto».
Mads amava profondamente Josephine.
Aveva perso la testa per lei la sera stessa in cui le aveva posato gli occhi addosso, nel grande salone dell’hotel di Dubai.
Aveva perso la testa per lei la sera stessa in cui le aveva posato gli occhi addosso, nel grande salone dell’hotel di Dubai.
«Lei era come una pietra preziosa tra miriadi di imitazioni, risplendeva su ogni cosa, al di sopra di tutti e la sua luce mi aveva abbagliato.»
L’aveva osservata per tutto il tempo, preda di un desiderio viscerale che gli aveva bruciato la pelle. E ancora non sapeva che quella donna gli avrebbe strappato il cuore dal petto e lo avrebbe fatto suo.
Senza Josephine non aveva realmente vissuto. Averla lasciata era stato un madornale errore.
Senza Josephine non aveva realmente vissuto. Averla lasciata era stato un madornale errore.
«Sopravvivere non è vivere, è solo aprire gli occhi la mattina e sperare che le ore passino in fretta, che arrivi la notte a inghiottire la speranza, a spegnere tutto».
Aveva imparato a sue spese che l’orgoglio è l’arma che usiamo contro noi stessi e che a furia di fare pratica, alla fine si perde.
Ma era consapevole di non essere libero di poterla amare, non ancora, almeno non nel modo in cui lei meritava. Si era caricato di tutti i fardelli della sua famiglia, senza nessuna esclusione, sempre attento ai loro bisogni e alle loro debolezze.
Con suo fratello i rapporti non erano idilliaci. Adam era anaffettivo ma conosceva bene il significato della parola opportunismo, ed era estremamente scaltro. Poi c’erano da tenere in considerazione le fragilità di sua madre e la rinata voglia di condivisione di Ellinor e la sua ossessione nei suoi confronti.
Dunque tutto quello che lo costringeva tra le mura della tenuta di Norr era un ostacolo alla sua felicità. Per non parlare delle pesanti ostilità con suo padre.
Mads era convinto che per il genitore non era altro che una delusione ma aveva imparato a convivere con questa consapevolezza. Suo padre diceva a tutti che Mads non fosse nato per gli affari perché era "un dannato intellettuale". In tanti avevano provato a farlo rinsavire da questa “inutile passione”, ma, prontamente, lui li aveva rimessi al loro posto.
Aveva imparato a essere Mads Kavén, l’uomo ostile, scostante, il sadico dominatore, l’indomito professore con la passione per l’insegnamento. Cinismo era il cassetto dentro cui seppelliva i valori morali, soprattutto quando si chiudeva tra le pareti del Dungeon e dava libero sfogo alle sue perversioni.
Adorava il mondo sommerso perché qui gli imprevisti dettati dalle emozioni erano banditi. L’autocontrollo era fondamentale, e lui ne aveva bisogno.
Aspettavo con trepidazione la pubblicazione di questo libro. Sapevo fin dall’inizio che mi avrebbe sorpreso, scioccato, ammaliato. Ma non ero affatto pronta alle macchinazioni, ai colpi di scena e alle impressionanti rivelazioni che ho scoperto, leggendolo.
L’autrice ha saputo tessere intrecci incredibili e inaspettati, descrivendo minuziosamente ogni evento, inserendo dettagli fondamentali per avvalorare quelle ipotesi che, alla fine, si sono rivelate scomode verità.
Nulla è dato per scontato. Fino all’ultimo si resta sospesi. Mads, in un particolare momento, dimostrerà tutta la sua fragilità attraverso delle introspezioni che colpiscono profondamente, straziano il cuore ma danno prova, ancora una volta, di quanto quest’uomo sia disposto a rinunciare pur di vedere felici e al sicuro le persone che ama.
Ho apprezzato molto come l’autrice sia riuscita a dare, ad alcuni personaggi, tratti di umanità e redenzione.
L’amore puro, folle, immenso e incondizionato tra Mads e Josephine, resta il tema centrale dell’intera trilogia.
Ma era consapevole di non essere libero di poterla amare, non ancora, almeno non nel modo in cui lei meritava. Si era caricato di tutti i fardelli della sua famiglia, senza nessuna esclusione, sempre attento ai loro bisogni e alle loro debolezze.
Con suo fratello i rapporti non erano idilliaci. Adam era anaffettivo ma conosceva bene il significato della parola opportunismo, ed era estremamente scaltro. Poi c’erano da tenere in considerazione le fragilità di sua madre e la rinata voglia di condivisione di Ellinor e la sua ossessione nei suoi confronti.
Dunque tutto quello che lo costringeva tra le mura della tenuta di Norr era un ostacolo alla sua felicità. Per non parlare delle pesanti ostilità con suo padre.
Mads era convinto che per il genitore non era altro che una delusione ma aveva imparato a convivere con questa consapevolezza. Suo padre diceva a tutti che Mads non fosse nato per gli affari perché era "un dannato intellettuale". In tanti avevano provato a farlo rinsavire da questa “inutile passione”, ma, prontamente, lui li aveva rimessi al loro posto.
Aveva imparato a essere Mads Kavén, l’uomo ostile, scostante, il sadico dominatore, l’indomito professore con la passione per l’insegnamento. Cinismo era il cassetto dentro cui seppelliva i valori morali, soprattutto quando si chiudeva tra le pareti del Dungeon e dava libero sfogo alle sue perversioni.
Adorava il mondo sommerso perché qui gli imprevisti dettati dalle emozioni erano banditi. L’autocontrollo era fondamentale, e lui ne aveva bisogno.
Aspettavo con trepidazione la pubblicazione di questo libro. Sapevo fin dall’inizio che mi avrebbe sorpreso, scioccato, ammaliato. Ma non ero affatto pronta alle macchinazioni, ai colpi di scena e alle impressionanti rivelazioni che ho scoperto, leggendolo.
L’autrice ha saputo tessere intrecci incredibili e inaspettati, descrivendo minuziosamente ogni evento, inserendo dettagli fondamentali per avvalorare quelle ipotesi che, alla fine, si sono rivelate scomode verità.
Nulla è dato per scontato. Fino all’ultimo si resta sospesi. Mads, in un particolare momento, dimostrerà tutta la sua fragilità attraverso delle introspezioni che colpiscono profondamente, straziano il cuore ma danno prova, ancora una volta, di quanto quest’uomo sia disposto a rinunciare pur di vedere felici e al sicuro le persone che ama.
Ho apprezzato molto come l’autrice sia riuscita a dare, ad alcuni personaggi, tratti di umanità e redenzione.
L’amore puro, folle, immenso e incondizionato tra Mads e Josephine, resta il tema centrale dell’intera trilogia.
«Noi eravamo fatti di possesso e perdizione, di quell’adorazione che si mescolava all’ossessione, di cuore e di pelle e di anima e dolore, di ferite e sangue, di morte e rinascita, noi eravamo fuoco e pioggia insieme. Eravamo perfetti e sbagliati, un mondo che non poteva appartenere alla realtà.»
Vicky Sp
#1, Chiudi gli occhi (recensione)
#2, Un nuovo inizio (recensione)





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