LA CADUTA DEL REGNO, A. ZAVARELLI. Recensione di Eleonora.


Titolo: La caduta del regno
Autore: A. Zavarelli
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 22 giugno 2022
Genere: Dark romance
Prezzo: € 5,99 ebook

Ero una tata che aveva bisogno di un lavoro.
Era l’oscurità personificata.
Avevo ben poco che potevo definire mio.
Era ricco, potente e pericoloso.
Il compito era semplice, e lo era anche il mio obiettivo.
Prenditi cura di suo figlio. Tieni la testa bassa. Quando meno se lo aspetta, distruggilo.
Avrebbe dovuto essere facile. E ho pensato che lo sarebbe stato fino a quando non ho guardato nei suoi occhi azzurri.
Baciare il nemico è una cattiva idea, ma lo è anche innamorarsi di lui.
Non sa che le fondamenta fatiscenti della mia vita sono costruite su bugie.
Quando scoprirà la verità, saprò se è brutale come credo.
Sono venuta qui per rubargli la vita.
Non avevo messo in conto che lui mi rubasse il cuore.

Ogni pubblicazione della Zavarelli mi suscita curiosità perché per me la sua scrittura è sacra, il suo stile inimitabile e le sue storie lasciano un’impronta indelebile. Tutto questo accadeva ai tempi della Malavita di Boston, dove la Zavarelli era la queen indiscussa del genere mafia romance. Con le sue pubblicazioni recenti, invece, mi sono trovata combattuta nel giudicarla. Mi sono confrontata con lettrici amanti di questa autrice ma non riuscivo a trovare un appiglio che mi soddisfacesse. Erano romanzi che un po' si allontanavano dal genere e forse li ho trovati fuorvianti per quello. Confidavo ciecamente in questo romanzo perché volevo rivivere le stesse emozioni di Boston ma, ahimè, anche qui, la formula magica non ha funzionato.
Alessio Scarcello, figlio sovrano della società IVI, la più grande organizzazione mafiosa d’America. È perfido, gelido e calcolatore. Vive con le mani sporche di quel sangue che gli regala le soddisfazioni più grandi. Ha un compito dal quale non può esimersi: prendersi cura di Nino, suo figlio. Assumere una tata per cercare di crescerlo nel migliore dei modi, mentre lui continua ad adempiere ai suoi compiti verso la società è l’unica soluzione. Voleva solo una tata, non una donna di cui innamorarsi. E invece…
Quel momento ha cementato nella mia mente una verità assoluta. L’amore non significa nulla. È solo il precursore del dolore. Gli uomini saranno sempre il sesso più debole. Per quanto sia rischioso, il loro istinto primordiale li porta a mettere in pericolo la loro stessa famiglia per pochi istanti di piacere.
Natalia Cabrera, una ragazza in cerca di lavoro, non certo in cerca di notorietà. Ha molto da nascondere e da cui nascondersi. Il passato ha lasciato gravi cicatrici sul suo corpo e la sua sete di vendetta non sarà soddisfatta fino a quando non avrà punito chi l’ha tradita, manipolata e quasi uccisa. Riesce ad avere il lavoro come tata per il figlio di un grande boss della mafia, un figlio sovrano del quale sa già tutto ma dal quale vuole solo una cosa: riavere parte della sua vita. Doveva portare a compimento il suo piano, non certo perdere la testa per quell’uomo. E invece…
E allora perché non mi spaventa? Perché, in qualche modo, nel caos del mio cuore in tumulto, mi sento al sicuro con lui?
Alessio e Natalia si ritroveranno a dover aprire un vaso di Pandora che conserva segreti del passato e riscatti del presente. Non avranno tempo e modo di conoscersi se non attraverso le bugie e gli inganni che sapranno raccontarsi a vicenda. L’IVI non perdona un torto, non ammette sbagli ma un credo sicuro lo professa: la giustizia, se pur portata a termine con metodi non molto legali, verrà sempre riconosciuta. 
Alessio si ritrova a dover fronteggiare le sue paure più grandi, tra cui tornare a fidarsi delle persone dopo essere stato tradito più volte dalla sua famiglia di sangue e da quella di onore.
Che ca**o sto facendo? Che ca**o le ho fatto? Mi ha appena raccontato nei minimi e più orrendi dettagli i peggiori momenti della sua vita e io, per tutta risposta, decido di ripeterli.
Natalia si ritrova a dover fronteggiare i suoi demoni più grandi, ritornare nell’abisso dove chi doveva proteggerla l’ha abbandonata e perdere nuovamente quel pezzo della sua vita che potrebbe guarire le sue ferite.
Cammina a testa alta, mi ha detto. Non puoi nascondere le tue cicatrici per sempre, né devi desiderare di farlo. Se le nascondi, vuol dire che lui ha vinto. Ma l’amore è l’emozione più complicata di tutte. Non svanisce solo perché qualcuno ti ferisce e ti tradisce. Dobbiamo essere decisi a lasciarlo andare, e io non lo sono mai stata.
Chi sono davvero questi protagonisti? Di cosa hanno bisogno per conoscersi, lasciarsi andare e tornare a vivere?
Non importa quanto sia tentata di abbassare la guardia, il risultato non cambierà. Questa storia può finire solo in due modi. Morirà lui, oppure morirò io.
La Zavarelli ha impostato una trama molto originale, a tratti già conosciuta, ma con lo sfondo mafioso che avrebbe potuto intensificare la lettura e rendere la storia da cardio palma. Per me non è riuscita pienamente nel suo intento. 
Nella prima metà del libro, dove i protagonisti devono farsi conoscere al lettore, ho trovato le parti descrittive molto ripetitive, tali da non caratterizzare i loro profili e lasciarmi con un sacco di dubbi sulla loro natura di veri protagonisti. Mi sono risultati senza spessore, non hanno provocato quelle emozioni, che nella trama mi avevano incuriosito, né tra di loro né verso il lettore. Ogni rivelazione viene sbattuta in faccia al lettore senza provocare suspense, pathos, incredulità. La si legge, la si assimila e finisce lì. Ho fatto davvero fatica ad immedesimarmi in questa storia perché da una autrice di questo calibro non posso accettare di iniziare a entrare nel vivo delle azioni dopo il 70% della lettura per poi ritrovarmi una parte finale con troppi accadimenti, quasi a dover recuperare il tempo perso in partenza. 
La Zavarelli mi ha abituato a personaggi intensi, importanti, di un certo calibro, sia maschili che femminili e qui, purtroppo, ho trovato un uomo dal carattere oscuro ma senza cognizione nei suoi pensieri. Prima vede nero, poi vede bianco poi ancora nero. Per quanto riguarda la figura femminile, la stessa aveva molte caratteristiche per poter risultare una vera eroina ma non sono state, a mio avviso, portate a termine come aveva fatto intendere nei suoi piani iniziali. Insomma, volevo provare quel senso di stordimento e di emotività che caratterizzano lo stile della Zavarelli ma non ci sono riuscita. 
Mi sono fatta un’analisi personale molto accurata perché ero davvero combattuta sul giudizio di questo romanzo. Nulla da criticare in merito alla traduzione e all’editing, sempre ben curati e corretti, ma la delusione di non aver fatto centro nel mio cuore non mi ha permesso di spingermi oltre e mi dispiace.
Anche a fine lettura ero ancora con quel senso di... mah…
Tirando le fila del discorso, è una lettura piacevole, che consiglio di leggere perché la scrittura della Zavarelli è sempre un piacere per gli occhi e per la mente. La storia avrebbe potuto regalare molto di più per le capacità narrative della stessa. Se cercate emozioni forti e battiti da cardiopalma non ne verrete ripagati con la stessa moneta ma sarete comunque soddisfatti di aver conosciuto lo stile di questa autrice che rimane tra le mie preferite d’oltre oceano.
Buona lettura, 
Eleonora


Nessun commento