Editore: Self publishing
Pubblicazione: 15 settembre 2021
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 2,99 ebook
C’è un momento nella vita in cui credi di aver perso ogni cosa.
È successo a me, è successo a qualcun altro e forse succede a tutti.
Ma io non ero pronta ad accettarlo. Non ero pronta a mettere da parte le mie sneakers consumate, il mio zaino in spalla e la mia anima da vagabonda. Perché viaggiando ho imparato a guardare il mondo con nuovi occhi e ad alleggerire il cuore.
Il cuore, quel muscolo al centro del petto che inarrestabile continua a battere, anche quando ti senti troppo stanco per continuare a lottare.
Perché quando la vita ti pugnala alle spalle, decidendo di ridurre i tuoi sogni in polvere, distruggendo il tuo sorriso e infilzando la tua anima con un milione spilli, non puoi far altro che provare a stare a galla per non affondare.
Ma io non ero abituata a stare a galla. Non ero abituata a sopravvivere. Io ero abituata a vivere. A sentire la mia anima incendiarsi come un fuoco d’artificio, i miei occhi azzurri brillare anche durante la notte più cupa e le mie mani tremare per l’emozione.
Mi chiamo Malena e, prima che il destino decidesse di giocarmi un brutto scherzo, ero dinamite.
Ero fuoco, vento, tempesta.
Adesso non sono altro che un ricordo sbiadito di ciò che ero. Uno sguardo senza luce e un cuore senza scintille.
Ma nonostante tutto, non sono ancora pronta ad arrendermi.
Così, ho deciso di partire, ma non per girare il mondo. Ho deciso di farlo per ritrovare me stessa.
Quello che non avrei mai immaginato, però, è che lì, nel cuore della pampa argentina, in un casale lontano dal caos della realtà, avrei incontrato lui…
Lui, con il suo sguardo da sognatore e l’anima d’artista.
Lui, con le sue dita sporche di colore e il cuore in subbuglio.
Lui, con l’aria da burbero e la lingua tagliente.
Lui, distrutto e arrabbiato quanto me.
Lui che… senza chiedere il permesso, al buio, ha riacceso una scintilla: la mia.
Primo romanzo di Benedetta Cipriano che leggo, e devo dire che l’ho letto con molto piacere, sono rimasta soddisfatta della storia raccontata, delle scelte dell’autrice nel caratterizzare i suoi personaggi e soprattutto dell’ambientazione: l’Argentina sembrava essere diventata il luogo dove stavo leggendo questo romanzo, ho toccato con mano i colori che hanno caratterizzato le vicende di questi protagonisti e ho respirato quel profumo di vita che porta con sé il vento dell’assoluzione, della riscoperta del proprio io e di quelle seconde possibilità che il nostro cuore ha bisogno per continuare a battere.
Léon, un maestro d’arte, un uomo di 35 anni che ha condotto buona parte della sua vita immerso nei colori acrilici della sua bottega, in compagnia della sua musa alla quale ha potuto dedicare le sue opere migliori. Tutto questo fino a quando ha potuto, non fino a quando ha voluto. Purtroppo per Lèon volere non è potere, il suo bisogno di dipingere l’arte si trasforma in un bisogno di vivere l’arte. La sua storia è talmente intima e personale che solo leggendola potrete amarla.
Perché il volto che ho appena dipinto in qualche modo mi appartiene. È un ricordo lontano. Confuso. Arrabbiato. È il ricordo di quando, guardandomi allo specchio, potevo ancora osservare nel dettaglio il mio volto. È il ricordo di ciò che sono stato: León Fabian Rojas, un giovane pittore che, all’età di venticinque anni, ancora riusciva a distinguere i colori, i contorni netti, le persone. Ecco perché non sono io. Perché quel ragazzo è soltanto un ricordo lontano. È uno sconosciuto che non incontro più. È ormai diventato un uomo. Un uomo che, però, non è nient’altro che un’ombra.
Malena, una ragazza imprigionata nel passato dove ha lasciato la sua valigia dei ricordi vuota, dove l’invasore dopo due anni di battaglia se ne è andato ma l’ha lasciata ancorata alla paura, ha bloccato la sua voglia di viaggiare, di godere il mondo, di assaporare gusti, tradizioni e sapori. Il suo zaino è riposto in un angolo in attesa che la sua mente possa essere liberata da quelle cicatrici che invece il suo corpo non può nascondere. Per Malena volere è potere. La sua storia è talmente delicata e fragile che solo conoscendola potrete amarla.
Ho vinto io. L’ho fatto a pezzi. Sono ancora in piedi. Eppure mi sento svuotata. Derubata. Distrutta. Senza scintille. Senza fuochi d’artificio. Senza la felicità di averlo battuto. Perché lui, l’Invasore, il mio nemico silenzioso e bastardo, qualcosa in cambio si è preso.Un tempo colmavo le valigie di vestiti, adesso sembra che io debba rifornirle di coraggio. Il coraggio per decidere. Il coraggio di smettere di nascondermi e di tornare a respirare. Il coraggio di mettere da parte la mia finta sicurezza e scontrarmi a quattr’occhi con la paura. Quella che mi ha lasciato come promemoria l’Invasore.
Un casale nella pampa argentina ospiterà ragazzi e ragazze per un mese in cerca del loro io interiore, di quella pace che sperano di poter ritrovare e di quelle seconde possibilità che meritano di ricevere. Oltre a Lèon e a Malena altri ragazzi saranno personaggi secondari di questa avventura che li porterà a confrontarsi l’uno con i dubbi e le paure dell’altro.
La vita non è stata gentile con Lèon e Malena e ne portano i ricordi sui loro corpi e nei loro sguardi, lasciarsi andare ora appare più difficile di quanto vorrebbero.
L’arte è una componente fondamentale per loro due, sono due anime che vivono di colori e di profumi, di luci e di ombre, hanno il bisogno di esternare la loro personalità attraverso la loro creatività.
Se Malena è più spigliata e spontanea di Lèon, quest’ultimo ha ancora la necessità di avere i propri spazi, di non far entrare nessuno nei suoi confini, nella sua fragilità.
Perché il cuore, di solito, me lo tengo stretto. Non è per tutti. Il mio, poi, è malconcio, pieno di graffi e ferite. E io non sono certo di poterle dare un cuore pieno di graffi.
Se Lèon è più burbero e scontroso di Malena, quest’ultima ha bisogno di relazionarsi con un uomo per capire se il suo corpo è pronto a riscattarsi dal passato.
Lui ha percepito il mio dolore, ha capito che, sotto milioni di strati, si nasconde la tempesta.
Sono due anime che si trovano a doversi confrontare, aprirsi e fidarsi. Nessuno dei due vuole continuare a respirare quell’aria pesante e grigia che ha costruito un muro di cemento armato nei loro polmoni. Quando si trovano vicini i loro corpi vengono attirati come una falena dalla luce, sentono il bisogno di doversi sfiorare, toccare per trasmettersi quelle emozioni che da troppo tempo non provano più per qualcuno.
Ma se poi lascio che lei si apra e scopro che sono ingordo delle sue parole, che vorrei tenerle la mano per sempre e baciare ognuna delle sue cicatrici? Se scopro che vorrei leccare le sue ferite e le sue lacrime, sciogliere le sue paure con le mie carezze, concederle di condividere il peso del suo dolore con me, cosa succede?
Non sono gli sguardi a metterli a nudo, ma il contatto tra le loro anime. Un semplice tocco può far tornare il sole in una giornata buia, una voce dolce può far tornare il sorriso sulle labbra tristi, un abbraccio può trasmettere tutto ciò che il silenzio fa provare.
Questi due ragazzi avranno tanto da raccontarsi, avranno tanto da perdonarsi e avranno tanto da donarsi perché solo le anime spezzate possono ricomporsi grazie alle sfumature che portano nel cuore.
Ci pensi mai? Inizia sempre tutto da un contatto. All’inizio ci si sfiora solo con gli occhi, un gioco di sguardi che di colpo ti inchioda all’altro, facendoti sentire incredibilmente attratto. Soltanto in un secondo momento ci si conosce grazie al tocco di una mano, delle dita, delle labbra che si sfiorano appena. Con León, invece, è sempre stato tutto diverso.
Fate entrare i colori nelle vostre vite come lo hanno fatto Lèon e Malena, colorate la vostra vita con le loro storie, fatevi coinvolgere dalle loro ombre per capire quanto di bello la vita riserva a chi la vita la vuole vivere.
Benedetta Cipriano ha trasformato le pagine di questo romanzo in una tela dove ha dipinto una storia che racchiude le sfumature dei colori, le trasforma in emozioni e le trasmette al lettore grazie a questi personaggi che rappresentano il giusto riscatto verso quella vita che non concede mai nulla. Tra i colori di questa storia ritroviamo il dolore che hanno dovuto provare, sopportare ed accettare per sentirsi bene con loro stessi e anche verso gli altri. Malena è una donna incredibile, ha saputo combattere e rialzarsi davanti ad un dolore che solo una donna può capire e accettare. Lèon è un uomo che è stato privato di una libertà che ha portato il dolore fino al suo cuore ma che ha saputo reindirizzare i suoi sensi in una unica direzione. Hanno un cammino lungo davanti a loro, gli ostacoli saranno sempre all’ordine del giorno ma la loro voglia di amarsi sarà più forte del dolore.
Pablo Picasso disse: dipingere è come fare l’amore con te.
Ed è grazie allo studio e alla precisione nelle sue descrizioni che Benedetta Cipriano ce lo dimostra attraverso Lèon e Malena, considera le loro emozioni come una realtà tutta da scoprire. Grazie a loro sentiamo, percepiamo e conosciamo quelle fragilità che l’animo umano può affrontare. Ognuno di noi, come Lèon e Malena proviamo affetto, rabbia, amore, rancore, frustrazione e li viviamo e li esprimiamo in modo diverso. Benedetta ci insegna che le emozioni che proviamo nella nostra quotidianità sono quelle che rendono la nostra esistenza unica e preziosa. Una prosa pulita, ben strutturata e un lessico che coinvolge. Una cover che racchiude il senso di questa storia, che rispecchia i suoi personaggi. Alla fine di questa lettura mi sono detta: oh, sono felice, felice, felice.
Questo romanzo è uno spaccato di vita che merita di essere condiviso e apprezzato, un modo per farci capire come ognuno di noi esprime il proprio mondo interiore, una ricchezza che non può essere sottovalutata. I colori hanno un potere forte, non sanno solo colorare una tavolozza bianca, sanno anche definire quei contorni che la vita a volte nasconde dietro un’ombra. Un’ombra d’argento che profuma d’amore.
Buona lettura,
Eleonora




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