Torna in Italia una delle mie autrici straniere preferite. Ho conosciuto la penna di Celia Aaron con Nate, romanzo mafia romance, e da lì è stato amore tra le righe. Ogni suo romanzo racchiude una parte dark, un non so che di misterioso che arricchisce sempre le sue storie. Con L'ancella il dark ha toccato livelli altissimi e il mistero è aleggiato tra i capitoli fino alla fine. Una fine che mi ha lasciato però l’amaro in bocca perché ora dovrò aspettare il secondo capitolo per capire come proseguirà la storia.
Ci affrettiamo a raggiungere la prigione, con il desiderio nel cuore e il fervore nell’anima. Vogliamo essere incatenate, possedute e spinte solo dallo Spirito del nostro Dio. Colui che ha consacrato il suo erede sulla Terra per incarnare il Suo volere. Il Profeta, Leon Monroe. Come Dio introduce nella Genesi: l’uomo è capo della moglie e la donna è sua sposa. E così accadrà qui. Il Protettore, con Dio nel cuore, guiderà l’Ancella e le mostrerà la via dei veri credenti.
Delilah ora è un’ancella del Profeta. Ha scelto la vita del monastero ed è stata selezionata per essere protetta e amata dalla comunità celeste così che il mondo esterno non potrà farle del male e soprattutto nessun uomo potrà mai essere il suo nemico. Niente di più falso, ovviamente, ma le ancelle questo non possono saperlo perché il Profeta riesce a inculcare nelle menti delle persone il suo personale credo, la sua parola che arriva direttamente da Dio, o, almeno, da quel Dio in cui lui crede. La sua fortezza è stata costruita per poter portare avanti la sua ideologia di comunità, di setta, dove lui comanda e gli altri ubbidiscono alle sue regole. Il tutto condito da una bella dose di violenza e brutalità a cui le ancelle, ormai prive di qualsiasi libertà di pensiero e di parola, dovranno compiacerlo e compiacere il protettore che sarà loro assegnato. Saranno involucri che dovranno soddisfare le voglie più represse dei protettori, saranno lige al rispetto, al silenzio e all’obbedienza, saranno incapaci di gestire i loro rifiuti e soprattutto saranno merce di scambio e di soprusi.
Nella notte dell’iniziazione Delilah si ritrova accoppiata a Noah, il figlio più giovane del profeta ma quando il cerchio si apre per avviarsi al monastero si ritrova la sua mano tra quella di un altro protettore. Adam, il figlio maggiore del profeta, ha visto qualcosa nei suoi occhi grigi, qualcosa che non ha mai notato in una ancella e il suo aspetto fisico lo incuriosisce ancora di più, i suoi capelli color argento e la sua pelle così diafana lo eccitano e provocano in lui uno stato di irrequietezza. Così la sceglie, sarà la sua ancella.
Ho creduto di aver visto qualcosa di più in lei… Una scintilla di ribellione. Non può essere. Se è stata così stupida da abboccare alle cazzate di mio padre sulla storia della prescelta e lasciare la sua vita per venire al Monastero, di certo deve avere qualche rotella fuori posto. Solo devozione cieca, insulsa adorazione e fede insensata.
Adam è un uomo che ha dovuto sottostare al volere di suo padre perché è il profeta e non ha avuto altra scelta che quella di unirsi alla vita del monastero. Non vede sua madre da anni ormai perché il profeta la tiene nascosta e nessuno può parlarle. Non ha un buon rapporto con suo padre perché non condivide le sue scelte e soprattutto il suo credo. Non ha mai accettato che si prendesse gioco delle donne, che le facesse sue con modi così antiquati e disumani. Essere un protettore non è motivo di gioia per lui ma se vuole vivere deve farlo. E allora ecco che anche lui si trasforma in quel mostro che non vorrebbe. Delilah però non è un'ancella comune, ha qualcosa che non riesce e decifrare, non si sottomette come tutte le altre. La sua voglia di ribellarsi nonostante abbia scelto di entrare nel monastero desta qualche sospetto e scoprirlo sarà la sua prossima mossa.
Chi era prima di venire qui? Dovrò andare a leggermi il suo fascicolo. La maggior parte delle ragazze che si interessano al Monastero provengono da famiglie malandate, e molte di loro hanno problemi irrisolti con la figura paterna. Un aspetto che mio padre sfrutta sempre al massimo. È questo, Delilah? Un altro dente spezzato nella ruota di un ingranaggio al quale non si è adattata?
Delilah è entrata nel monastero con un obbiettivo preciso: scoprire cosa è successo a sua sorella Georgia e l’unico modo per farlo è ripercorrere la sua stessa strada.
Missione non facile perché nessuno parla nel monastero e soprattutto le ancelle che lo fanno o che si ribellano dovranno vedersela con le filatrici, le adepte del profeta, e poi con il profeta stesso.
Io mi sono infilata in questa trappola pienamente consapevole delle sbarre e dei morsi del metallo arrugginito, che promettono solo dolore e disperazione. L’ho fatto per Georgia. Troverò il suo assassino. Poi ripagherò quello che le è accaduto col sangue.
Le ancelle, tutte vergini, in attesa a loro insaputa di essere depredate dal profeta, vivranno nelle loro celle con indosso solo una veste e nient’altro, dovranno spogliarsi senza vergogna ogni qualvolta sarà loro richiesto, verranno addestrate dalle filatrici per compiacere i loro protettori, dovranno superare dure prove per riuscire a soddisfare i loro padroni e tutto ciò che verrà inflitto ai loro corpi sarà per il voler di Dio e del profeta.
Di giorno saranno del profeta e di notte dei loro protettori. Le urla e i pianti che si sentono durante ogni notte provenire dalle varie celle sono disumani e scatenano in Delilah ancora più rabbia e più paura. I lividi che si vedono sui corpi delle ancelle non lasciano spazio all’immaginazione.
Adam non è come gli altri protettori però. Non ha abusato di lei, le permette nonostante tutto di cercare di fidarsi di lui. Lui che più volte ha disonorato il padre per difenderla e che a causa di ciò è stato punito con dolore e sangue.
Non si può provare dei sentimenti per il proprio carceriere ma Delilah riesce a vedere dentro l’anima di Adam, capisce la sua sofferenza, ascolta il suo cuore a pezzi. Forse attraverso di lui può capire cosa è successo veramente a Georgia.
Ecco cosa ho visto in lui poco fa. La verità che echeggiava nella parte più oscura della mia anima. Adam è spezzato dentro, proprio come me. Il Profeta ti tiene al sicuro dai lupi, ma non vieta ai leoni di sbranarti. Prima lo accetti e più facile sarà per te. «Piacere e dolore. Offro entrambi e tu li prenderai entrambi. E ti fiderai di me, che te li somministrerò nella quantità che riterrò più opportuna.»
Tornare alla vita normale non è un’opzione, salvarsi non è una scelta. Queste ancelle non riescono a resistere e l’unica via di salvezza è scappare. Ma dove? Con chi? E soprattutto per chi?
«Questo è quello che il mondo vi farà senza la protezione del Profeta. Questo è il male che prospera fuori dai cancelli dei Ministeri della Città Celeste. Ma il Profeta castigherà i malvagi e vi solleverà. Lui è buono e giusto, e vi ricompenserà per esservi allontanate dal peccato ed essere cadute ai suoi piedi.»
Una storia oscura, malata, enigmatica è raccontata dalla mente di Celia Aaron che ci porta direttamente dentro una realtà inverosimile. All’inizio mi ero detta che era tutta fantasia, che non poteva esistere una realtà così. Ripensandoci poteva essere vero. Tante sette hanno dei credo religiosi che si rifanno alla vera fede, storpiandola a loro piacimento. In questo romanzo sono riportati dei versetti tratti dal vangelo e dalla Bibbia e ovviamente ricreati a immagine e somiglianza del profeta che ha distolto la realtà dall’immaginazione. Lo stile narrativo di questa autrice è duro, diretto, sporco, violento. Alcune scene sono davvero da voltastomaco ma necessarie per capire come certe persone lasciano che altre si impossessino delle menti per farne giocattoli sessuali. L'ancella è una lettura intensa che lascia il lettore in balia delle conseguenze che Delilah dovrà affrontare per portare a termine la sua ricerca. Il coraggio che si riscopre in queste donne è fortissimo. Adam sarà l’eccezione alla regola del profeta, sarà colui che, spezzato dentro, potrà capire come Delilah si sente e sarà in grado di aprirsi a lei. Ma nessuno si salva da solo, un agnellino che scappa sarà una preda succulenta.
Nonostante questo romanzo mi sia piaciuto, sono rimasta un po’ insoddisfatta per la scelta di non approfondire tanto la missione che ha portato Delilah a entrare nel monastero. Per la maggior parte dei capitoli la storia si è svolta prettamente attraverso le descrizioni dell’addestramento delle ancelle. È una trilogia, è vero, ma qualche colpo di scena in più avrebbe arricchito la suspense e la voglia di andare ancora più a fondo. I protagonisti sono ben caratterizzati e le descrizioni del luogo dove si svolge la storia sono complete e ben studiate. Con Celia Aaron nulla è mai deciso, nulla è mai scontato, fino alla fine e oltre.
Una lettura che consiglio a chi piace il genere, a chi è pronto ad addentrarsi in una realtà oscura, tenebrosa e impenetrabile. Dovrete lasciare ogni pregiudizio personale fuori da ogni giudizio oggettivo. Sarà l’unica vostra salvezza per non venir risucchiati dal vortice del male.
Buona lettura,
Eleonora




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