"Non riesco a concepire un tipo di bellezza che non abbia in sé il dolore."
Troian Milanovic ha fatto una scelta, dopo il divorzio dei suoi genitori: seguire suo padre. Ha sempre desiderato essere il centro del suo mondo, ma le sarebbe bastato anche solo essere presa in considerazione da lui. Un uomo brillante, di successo, che lavorava alla Quantum Pharmaceuticals. Ha fatto di tutto per attirare la sua attenzione: voti alti a scuola, si è occupata delle faccende domestiche e ha cercato di non dargli mai problemi. Una figlia modello, eppure non è bastato.
Suo padre ha continuato a ignorarla, troppo preso dal lavoro e dai mille impegni. Troian ha continuato a soffrire in silenzio, a incassare delusioni e dispiaceri, finché un giorno non ha ricevuto il colpo di grazia. Di ritorno a casa ha beccato suo padre a fare sesso con la sua migliore amica. Non poteva finire peggio di così. Una ragazzina come lei, a letto con suo padre, il padre che ha sempre venerato e idolatrato.
In seguito tutti hanno creduto che Troian avesse tentato il suicidio, così è stata mandata a stare da sua madre e a ricominciare gli studi, a patto che fosse disposta a incontrare settimanalmente uno psichiatra.
Così ha ricominciato, in una nuova città e con un nuovo corso di studi.
L'incontro con il professore Léo Baudin è quanto di più devastante potesse succederle. Un uomo scontroso, diffidente, che sfugge agli sguardi degli studenti. Un uomo abituato a fare minacce in aula e a essere temuto. Ma anche un uomo tremendamente attraente che Troian vuole conoscere.
Si ritrovano in men che non si dica coinvolti in una relazione che è come una lama a doppio taglio. Entrambi hanno i loro demoni da combattere che non gli danno pace, entrambi sono spezzati, devastati e probabilmente non si riprenderanno mai. Eppure, insieme... riescono a mettere a tacere il tormento, anche solo per un istante. Eppure, insieme... qualcosa sembra tornare a funzionare.
Eravamo pazzi. Eravamo furiosi. Lo eravamo di comune accordo. Distruzione. Assicurata.
Ma come superare la differenza d'età e il passato complicato di Léo? Come superare la distanza una volta che il professore sarà tornato in Francia? Come riuscire a far conciliare il rapporto professore-alunna con quello di amanti?
Potevano credere che io non avessi limiti, potevo comportarmi come se non ne avessi. Ma li avevo. E lei era il mio fottuto limite.
Una trama interessante, che faceva ben sperare le amanti del forbidden. Un titolo che si è fatto attendere tanto, nella speranza che ne valesse la pena. Sarò schietta con voi: questa lettura per me è stata come un giro in altalena. Momenti di piacere e curiosità alternati a lunghi momenti di noia e disappunto. Un continuo sali e scendi che mi ha fatto arrivare all'ultima pagina abbastanza provata e stremata, con il desiderio impellente di mettere un punto alla storia di Troian e Léo.
Non ne è valsa la pena aspettare così tanto tempo, proprio no. I personaggi sono interessanti, hanno una caratterizzazione buona e dettagliata, il fatto che entrambi abbiano sofferto e non si siano ancora ripresi li rende più vulnerabili e li avvicina in maniera sempre più pericolosa. Al di là dell'attrazione fatale che provano, c'è qualcosa di più profondo che permette loro di riconoscersi. Anime affini, il dolore che si legge nei loro occhi è lo stesso, anche se causato da persone e situazioni differenti. Troian non è riuscita ancora a fare i conti con il disastro che ha seguito il tradimento di suo padre. Si è sentita ancora una volta rifiutata, messa al secondo posto, e questa volta a favore della sua migliore amica, altra persona da cui non si sarebbe mai aspettata un voltafaccia simile. Si è sentita di nuovo non abbastanza, l'ultima ruota del carro, la bambina bisognosa di attenzioni che non ha mai ricevuto. Léo dal suo canto non ha ancora superato la sparizione di sua moglie. È morta? È scappata? Cosa ne è stato di lei? Perché l'ha lasciato in quel modo, senza nemmeno una spiegazione? Le persone spariscono davvero così nel nulla?
Hanno il cuore spezzato e non credono di meritare una seconda occasione. Léo, in particolare, è convinto di non meritare una cosa bella come Troian. È un dannato, un uomo destinato a passare il resto della sua vita a scontare le sue pene, e una ragazza come Troian è una manna dal cielo. Non vuole sporcarla, non vuole piegarla, ma il suo lato perverso, unito alle lusinghe e alla tenacia della ragazza, riusciranno a ribaltare la situazione.
La piegherà, la sottometterà, la renderà sua. Non ci sarà più via di scampo per loro e per la chimica che provano quando sono insieme.
Molti lo avrebbero descritto come arrabbiato o frustrato; in superficie, mentre si faceva strada verso il bancone, c'era un accenno di intensa irritazione. Ma ciò che vidi io fu un'aura malinconica, profondamente radicata in lui e che poi, come edera, si avviluppava a spirale e si faceva strada su ogni muscolo, su ogni linea del viso, e si aggrappava a ogni suo respiro. Bello ma letale.
Be', fin qui tutto ok. Questo è il lato della storia che mi è piaciuto. Ciò che invece non mi è piaciuto è Léo, nel suo modo di rapportarsi a Troian. Un personaggio ombroso, silenzioso e che non viene mai fuori del tutto. Il dolore lo ha cambiato, sta ancora tentando di asciugarsi le ferite, e questo posso capirlo, tuttavia emerge solo il suo lato negativo, quello più brusco e violento. La passione, il tumulto, il tormento ci stanno, ma nel rapporto con Troian non ho gradito il suo innalzarsi a dominatore. E non mi riferisco certamente a pratiche bdsm. È lui a tirare le fila, a tenere in mano le redini di una storia che a volte gli fa comodo e altre volte rifiuta. Per motivi pure comprensibili, a volte, sì, ma non hanno fatto di lui un uomo con la U maiuscola. Difficile da spiegare a parole, ma proprio non c'è stata sintonia tra me e lui. Per quanto bello e misterioso, al posto di Troian l'avrei mandato al diavolo già alla seconda volta.
Altra cosa che non ho amato particolarmente è il modo in cui il romanzo viri all'improvviso sull'erotico. Dr. Rebecca Sharp ha creato dei protagonisti con una storia e un passato importanti, la relazione tra i due avrebbe dovuto seguire lo stesso filone. Invece da quando si lasciano andare per la prima volta, tra i due è solo sesso proibito, sesso disinibito e sesso senza freni inibitori. Molte volte anche sesso fine a se stesso. L'autrice avrà avuto voglia di scrivere d'improvviso scene piccanti e ha perso il lume della ragione? Può essere.
The fall of Troy fa tanti giri rocamboleschi, ma al lettore sembra di essere sempre al punto di partenza. Noia, noia, noia. Pagine infinite che non terminavano. Il rapporto tra i due non evolveva e non si andava proprio da nessuna parte. Lo stile dell'autrice è una delle poche cose che mi sento di salvare. Uno stile moderno e al tempo stesso poetico, con tantissime potenzialità che restano inespresse con due personaggi come Léo e Troian insieme.
So di essere impopolare con questo mio parere negativo, ma non sono riuscita a farmi coinvolgere. Sicuramente quando il protagonista maschile non ci conquista è difficile poi che il romanzo piaccia. Léo ha le sue colpe. Anche Troian, però, è immatura da far paura. Aspettatevi due personaggi pieni di contraddizioni e cambi repentini d'idea. Immaturi, a volte incoscienti, in bilico tra ciò che desiderano fare e ciò che è giusto fare. Non aspettatevi il brivido del proibito che una relazione tra professore e studentessa dovrebbe darvi, perché almeno io non ne ho trovato nemmeno l'ombra.
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