IL MOSTRO NEI SUOI OCCHI, J.M. DARHOWER. Recensione di Eleonora.


Titolo: Il mostro nei suoi occhi
Autore: J.M. Darhower
Serie: Il mostro nei suoi occhi #1
Editore: Hope Edizioni
Pubblicazione: 26 dicembre 2020
Genere: Mafia romance
Prezzo: € 3,99 ebook; € 12,90 cartaceo

Ignazio Vitale non è un brav’uomo.
Lo intuisco quando, la prima volta in cui lo vedo, percepisco l’aria di pericolosità che lo circonda. Ha un modo tutto suo di pretendere l’attenzione, di assumere il controllo, e sa quello che sto pensando ancor prima che lo sappia io stessa.
È al contempo spaventoso e affascinante. Oscuro e letale. È tutto ciò che ho sempre desiderato, ma è l’ultima cosa di cui ho veramente bisogno: un’ossessione.
Non ci impiega molto a sedurmi, a farmi cadere nel suo letto e a intrappolarmi nella sua vita. Una vita di cui io non so nulla, finché non è troppo tardi. Lui ha dei segreti, segreti che non posso neanche immaginare, segreti che mi rendono impossibile liberarmi, non importa quanto lo preghi di lasciarmi andare. A volte, riesco a vedere nei suoi occhi un’oscurità che è terrificante ed eccitante al tempo stesso. È un mostro, nascosto sotto la maschera di un uomo bellissimo. E quello che scopro, quando tolgo quella maschera, cambia ogni cosa.
Vorrei odiarlo.
A volte, ci riesco.
Eppure, non riesco comunque a impedirmi di amarlo.

La cover di questo romanzo aveva catturato da subito la mia attenzione, il soggetto in copertina mi aveva dato un segnale preciso: in quegli occhi troverai gioie e dolori. E così è stato, perché tutta la lettura è stata ricca di sofferenza alternata a serenità, il tutto racchiuso in due personaggi che mi hanno trasmesso mille emozioni e che hanno ancora tanto da regalare. 

Karissa è una ragazza universitaria di diciannove anni che dedica ogni minuto del suo tempo allo studio per potersi mantenere con una borsa di studio che la scuola riconosce agli studenti più meritevoli. Sua madre vive lontana e non si fida della vita che conduce a NY, la spaventa tutto e ogni scusa è buona per chiederle di tornare a casa. Ma qui Karissa si trova bene, finalmente ha degli amici, uno scopo da raggiungere e un futuro tutto da costruire. 

Le sue certezze crollano nell’esatto momento in cui due occhi azzurri incontrano i suoi.

Le sue parole mi portano indietro di un’ora, a quel figaccione che ho incontrato nell’aula di filosofia. Non l’ho raccontato a Melody. Non lo so il perché. Forse perché non ha significato nulla. O forse perché sto ancora sperando che potesse significare qualcosa. In un modo o nell’altro, me lo tengo per me, chiuso nel mio cuore, in un posto che è solo mio. Parlarne significherebbe razionalizzare quanto successo, invece io voglio solo lasciarlo decantare. La realtà non è mai affascinante quanto la fantasia.

Un uomo, un vero uomo, non uno studente, non un professore. Un uomo con un abito scuro entra in contatto con la sua mano mentre le consegna il cellulare che aveva lasciato in classe e subito una scossa percorre la sua pelle. 

Chi è quell’uomo? Perché era nella sua classe di filosofia? E soprattutto perché stava parlando con il suo professore?

Ignazio Vitale. Un uomo oscuro, con un passato misterioso e un presente tutto da capire, si ritrova faccia a faccia nuovamente con la piccola Karissa: sarà il suo salvatore durante una festa dove ha bevuto troppo e forse è stata anche drogata. La soccorre e la porta a casa sua. Vorrebbe farla sua ma vuole che sia lei a deciderlo. Così da un primo incontro si passa a una cena, da una cena a una notte. E che notte! Karissa si ritrova catapultata in un mondo che non aveva mai conosciuto. Qualche effusione con qualche amico e la perdita della verginità sono ricordi lontani e soprattutto non hanno nulla a che vedere con quello che Naz, Ignazio, le fa provare. 

Lui è una droga, una di quelle che creano enorme dipendenza, e non sono sicura di potermi disintossicare. È bastata una sola dose. Una dose massiccia ed elettrizzante, e ora ne sono ossessionata.

Un vero uomo nel suo corpo e lei alla sua mercè. Il paradiso in terra e tutto il resto passa in secondo piano. 

È tutto rose e fiori quello che le offre Naz, m qualche interrogativo però se lo pone Karissa: da dove arriva questo uomo che è così gentile e premuroso? Che lavoro fa? Perché sono tutti rispettosi nei suoi confronti? E soprattutto, dove va di notte quando la lascia sola nel suo letto?

Pian piano Karissa e Naz iniziano a scoprire le loro carte. I loro piccoli segreti vengono svelati ma quell’aura oscura continua ad aleggiare intorno a lui. 

«Probabilmente, dovrei andare.» «Perché?» «Perché è tardi.» «E quindi?» «Quindi…» Quindi, non lo so. «Pensavo che…» Mugugna qualcosa nel mio orecchio, le sue mani scivolano lungo i miei fianchi, fino al punto dolorante tra le mie gambe. «Pensa di meno, senti di più.»

Karissa è metodica, si riporta fedelmente alle regole e alle impostazioni della filosofia che sta studiando ma non sente, non si ferma a sentire, si limita a pensare.

Dietro all’oscurità di Naz potrebbe nascondersi un segreto che non è pronta a scoprire ma non vuole mollare. Vuole lui, lo vuole con tutta se stessa. E quando scatta la parola “ti amo” tutto si fa buio. 

Gli occhi di Naz diventano colore del petrolio, il mostro si è fatto vedere e sta per farsi sentire. Le sue mani su Karissa lasciano un segno indelebile. La portano al limite, il suo corpo non può reagire, la sua mente smette di pensare e la sua anima inizia a sentire. Sente tutto di lui, sente il dolore, l’angoscia, la sofferenza mischiate alla voglia di godere, di gioire, di amare. 

È un bambino a cui è stato regalato un giocattolo nuovo di zecca, e io spero solo che non mi rompa nel momento stesso in cui mi tirerà fuori dalla confezione.

Due anime sono pronte a fondersi in una sola, mettendo in pericolo le proprie vite, senza immaginare cosa il destino abbia in serbo per loro.

Karissa è sua e Naz è suo. Nessuno potrà tornare indietro, i giochi sono aperti, il dado è tratto.

«Possiamo giocare a questo gioco tutta la notte, Karissa, ma queste sono sciocchezze che non significano nulla. Il mio colore preferito è il nero, le bistecche sono il mio cibo preferito e, se dovessi scegliere un film, direi La parola ai giurati, ma queste cose non ti dicono chi sono.» «Chi sei, allora?»

Ora non resta che scoprire chi è davvero Naz, perché ha scelto proprio Karissa e cosa ne sarà delle loro vite. 

Questo romanzo è scritto tutto in prima persona, il pov di Karissa permette al lettore di entrare in empatia con la sua vita, con le sue abitudini, con i suoi dubbi. Lascia alla fine di ogni capitolo dei grandi interrogativi che innescano nel lettore la voglia di continuare a leggere questa storia perché a ogni nuova scoperta seguirà una nuova gioia o una nuova delusione. 

Il personaggio di Karissa è completo, ben studiato e costruito secondo uno schema molto preciso. Le descrizioni dell’autrice permettono al lettore di capire ogni sua sfumatura, di percepire ogni suo piccolo dubbio. Il personaggio di Naz è il suo esatto opposto, nonostante non si scomponga mai, si sente più libertino, meno razionale ma non per questo meno sicuro. La sua anima è oscura, il suo ego ferito e la vita appesa a una speranza che solo Karissa sarà in grado di portare a termine.

Le scene intime dei personaggi sono ben descritte, con maestria e capacità, senza mai cadere nel volgare e sono tutt’altro che ordinarie. Attraverso queste descrizioni si percepiscono tutte le sfumature delle emozioni che attraversano le anime di Karissa e di Naz. 

Lo stile narrativo della Darhower è scorrevole, lineare, pulito e diretto. Il lettore non ne sarà sazio fino a quando arriverà alla fine. Tanti piccoli tasselli troveranno il loro giusto posto ma il puzzle non è finito perché solo dopo il secondo romanzo, descritto dal punto di vista di Naz, si potrà avere una visione completa di tutta la storia. 

Questa lettura mi è proprio piaciuta perché non mi ha lasciato l’amaro in bocca e, nonostante la storia non sia finita, ho ritrovato tra le pagine una storia che non mi aspettavo e che mi ha ripagato a 360 gradi. 

Consiglio questo romanzo a chi ha voglia di buttarsi a capofitto in una storia d’amore dolce e oscura, sensibile e arrogate. Un bel mix che farà venire la pelle d’oca e lascerà un profumo dolce e pungente nell’aria.

Buona lettura, 

Eleonora


#1, Il mostro nei suoi occhi
#2, Il tormento della sua anima


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