WHITE LOVE, ALICE WINCHESTER & FANNY D. ROSE. Recensione.


Titolo: White love
Autore: Alice Winchester & Fanny D. Ross
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 2 dicembre 2020
Genere: New adult
Prezzo: € 2,99 ebook

"Non mi sono mai sentita attratta dai ragazzi pericolosi, quelli con una reputazione da dimenticare, ma Atlas White ha qualcosa in quel suo sorriso famelico, quello sguardo beffardo, quella voce sicura."

Kara Martin si è appena trasferita in America dall'Australia dove ha lasciato un pezzo di se stessa: i ricordi dell'adorata madre, le amiche, le giornate tranquille. Ha seguito suo padre incoraggiata dalla promessa di una nuova vita.

E ci sta provando davvero. 

Tutto il suo mondo, però, viene sovvertito e lei si sente troppo debole e sola per resistere quando gli occhi magnetici e bramosi del bullo della scuola, Atlas White, si posano su di lei. 

Lui è desiderio, trasgressione, pericolo allo stato puro e amore, ma un amore malato che la trascinerà in un baratro bianco.


La vita di Kara si è fermata nel giorno in cui sua madre se n'è andata. L'ha persa nel modo più inaspettato possibile: l'ha salutata, un giorno, prima di andare a scuola e quando è tornata a casa lei non c'era più. È un dolore a cui non sa abituarsi, con cui non riesce a convivere. 
Un maledetto incidente d'auto le ha portato via la cosa più bella che aveva. Adesso è stata costretta a seguire suo padre e lasciare la sua amata e cara Australia per andare in America.
Le manca tutto: le strade, i negozi, le sue abitudini, la vecchia scuola. Inserirsi a Portland, farsi degli amici e creare una nuova routine è una fatica a cui Kara non sa dedicarsi. Preferisce restare sempre un po' nell'ombra, non esporsi e tirare avanti giorno dopo giorno. Finché nella sua vita non piomba il cattivo di turno. 
Il suo nome è Atlas White ed è il peggior ragazzo che Kara potesse incontrare sul suo cammino. A differenza della ragazza, Atlas è conosciuto e super corteggiato: sembra che nei corridoi della Portland High non si parli che di lui. Quando gli occhi di Kara incrociano i suoi il mondo sembra fermarsi per un istante. Ma non può. Kara sa che quel ragazzo significa guai e non ha nessuna voglia di immischiarsi con lui. 
Risse tra i corridoi, dipendenza da alcol e droghe, nessun filtro tra bocca e cervello: questo è Atlas. Nessun limite che non si possa superare. Prima di potersene rendere conto davvero, Kara è finita nel girone dell'inferno insieme a lui. Risalire sarà difficile, se non impossibile, e richiederà a entrambi tanto sacrificio e dolore. 
Come finirà la storia tra la brava ragazza per eccellenza e il bad boy più corteggiato e temuto della scuola? Chi dei due finirà per percorrere la strada dell'altro? 
White love è una storia moderna, attuale e più reale di quanto possa sembrare in apparenza. Il romanzato si mescola alla perfezione con esperienze di cui sentiamo parlare ogni giorno, con una frequenza sempre maggiore. È la storia di un amore malato, tossico, la dimostrazione che innamorarsi di una persona non sempre porta del bene nella nostra vita. Già, perché quando ci innamoriamo della persona più sbagliata della terra, diversa da noi negli ideali, negli obiettivi e nella morale, allora finiamo sempre un po' per perderci. Kara arriva al punto di smarrire se stessa: ogni cosa bella che la contraddistingueva sparisce in un soffio. Diventa l'ombra di se stessa e l'unica cosa che la tiene ancora in vita è l'amore che prova per questo ragazzo arrogante, assurdo e sconsiderato. Sarò dura, e mi dispiace, ma ho fatto tanta fatica per tutta la prima parte del romanzo. Io Atlas l'ho detestato. In ogni sua cellula, in ogni sua parola, in ogni suo respiro. Un personaggio negativo, pronto a trascinare sul fondo insieme a lui anche persone che non lo meritano. Il suo non conoscere limiti va ben oltre l'idea del bad boy che affascina noi lettrici di romance. Atlas è un drogato che gioca con la vita delle persone, che le mette a rischio senza pensarci due volte, che si spinge sempre più in là di quanto dovrebbe e potrebbe. È eccesso, rischio, pericolo. È da evitare, è uno di quelli che una volta incontrati non c'è altro da fare che scappare il più lontano possibile. Purtroppo, però, Kara è la ragazza perfetta per finire dritta nella tana del lupo. È pulita, ingenua, e crede di essere più forte. Finisce così per piegarsi fino a spezzarsi quasi definitivamente. Non entrerò nello specifico, ma mi limiterò a dirvi che soffrirete insieme a lei. Il desiderio di picchiare Atlas e di fargli del male sarà impellente per la maggior parte delle pagine; a questo, però, a un certo punto, si aggiungerà anche una leggera insofferenza per Kara. Mi sono chiesta se davvero questa ragazza si amasse così poco da buttarsi via con tanta facilità. Possibile che il dolore per la morte della madre, i problemi che ha con suo padre e la solitudine la spingono così oltre? Si sente incompresa, abbandonata, e questo posso capirlo. Ma come riesce a lasciarsi andare a quel mondo a occhi chiusi? Come fa a non capire che questa è una strada senza ritorno? Troppo, veramente troppo ingenua e debole. 
Un ragazzo troppo forte, una ragazza troppo debole. Una storia d'amore, se così possiamo chiamarla, che può finire solo in un modo: male. Due personaggi che con le loro peculiarità vi porteranno inevitabilmente a schierarvi. Puntare il dito sarà facile, almeno all'inizio. Poi il cerchio si allargherà, rivaluterete un bel po' di cose e non saprete più con chi avercela. I confini si faranno labili e il colpevole, il cattivo della situazione non sarà più solo lui.
Le tematiche affrontate dalle autrici sono importanti e delicate: dipendenza da sostanze stupefacenti, perdita prematura e improvvisa di un genitore, ribellione adolescenziale, e tanto, tanto altro. Un quadro dell'età giovanile tutt'altro che positivo, anzi direi sconfortante. Un quadro però realistico e meno romanzato di quanto si possa credere. In giro per il mondo, e anche vicino a noi, ci sono più Atlas di quanto crediamo e più Kara di quanto pensiamo. Mascherati da belle intenzioni e bell'apparenza. Impegnati a non far apparire troppo di quello che succede nelle quattro mura solitarie delle loro case. 
White love è un romanzo che fa male, che spacca in due. Un romanzo che porta il lettore a farsi domande su domande, a incazzarsi con la vita, con la fragilità intrinseca di quest'ultima, con Atlas e con Kara, con i loro amici, con i loro genitori. Non c'è niente di buono tra queste pagine, niente che va come dovrebbe. È tutto così sbagliato da far accapponare la pelle. Il messaggio finale è altrettanto forte, di sicuro positivo. Un messaggio di rinascita e pieno di possibilità, ma non credete di chiudere il Kindle con un bel sorriso stampato sulle labbra, perché quello che dovrete attraversare per arrivare fin lì vi toglierà ogni gioia. 
Certi cambiamenti, sia di Atlas che di Kara, mi sono sembrati troppo repentini per considerarli credibili. Certi passaggi troppo veloci. C'è così tanta carna a cuocere, in questo romanzo, che riuscire a trattare ogni argomento nel modo giusto era davvero difficile. Alice Winchester e Fanny D. Rose sono state brave a dare al loro plot una piega diversa, meno scontata del solito. Si sono messe in gioco, hanno rischiato il tutto per tutto, perché, diciamocelo, con un personaggio come Atlas White le critiche potrebbero fioccare e di giustificazioni ce ne sarebbero ben poche. 
Il linguaggio usato è semplice e diretto, calza a pennello con i personaggi principali e con quelli secondari. La scelta del pov alterno aiuta il lettore a comprendere meglio gli stati d'animo dei protagonisti e cosa li porta a fare determinate scelte. 
«Perché io?», riesco a gracchiare e lui mi volta per guardarmi negli occhi. Rimaniamo lì con le iridi magnetizzate dentro quelle dell'altro finché lui non spezza l'incantesimo lasciandomi andare e portando lo sguardo lontano. «Perché sei tutto ciò che so di non potermi prendere senza combinare un casino» risponde stringendo i denti, quasi arrabbiato, in collera con qualcosa che esiste dentro di lui e che pare stia cercando di combattere. 
Ogni volta che siamo chiamati a scegliere possiamo fare due cose: il bene e il male. Kara e Atlas fanno sempre e deliberatamente il male. Scelgono male per se stessi, scelgono male per gli altri. 
Si ridurranno in cenere, e oltre a farvi incazzare vi deluderanno milioni di volte. Non lo so se fa parte del gioco, se era questo l'intento delle autrici, ma di sicuro l'amarezza è stata tanta. 
E lo vedo, l'attimo esatto in cui la vecchia Kara cade nella tana del bianconiglio e comincia a precipitare senza trovare appigli, senza speranza, persa lì in quel buio che avrà pur una fine, ma che non si sa dove sia. 
Non fingerò che il finale sia bastato per farmi scordare ogni cosa, che abbia lenito ogni ferita e giustificato ogni cavolata fatta. Questa storia necessita di tanta riflessione ed è più profonda di un romance qualsiasi. Il modo in cui Kara si butta via e volta le spalle a se stessa dovrebbe servire da monito a ogni donna. Non siate mai una Kara, imparate a bastarvi da sole, a stare lontane da ragazzi/uomini tossici, che si portano dietro relazioni altrettanto tossiche e malate. Non illudetevi di sapervi salvare da sole: finirete dritte all'inferno. L'amore non vi salverà perché non sempre da solo basta. Ci vuole ben altro. 
Sono persa dentro questo mondo pericoloso e sbagliato, dentro di lui che continua i suoi assalti dopo avermi concesso quell'esclusiva che mi è costata il prezzo più alto che potessi pagare: ho venduto me stessa. 
A due giorni dalla fine della lettura mi sento ancora piuttosto scossa e turbata a ripensare a certi passaggi. Non ho saputo mandare giù certi bocconi amari. Non ero pronta a una storia così forte. Non me l'aspettavo, ecco perché mi sento di mettervi in guardia e dirvi che White love non è un romance per tutti e non racconta di un amore qualsiasi. Non è la storia tra una brava ragazza e il bad boy di turno. È una storia di droga, prostituzione, limiti superati, degradazione. È la storia di chi si perde del tutto e impiega tanto a ritrovarsi. Leggetelo con consapevolezza, con criticità e senza l'illusione di riuscire a sognare la favola. 
Atlas White è un incubo con la I maiuscola, un uragano che rade al suolo tutto ciò che incontra. Atlas White è uno che è meglio perdere che trovare. E strada facendo capirete che Kara non è l'angelo buono che deve essere salvato che sembra. 
C'è tanto, tantissimo altro da scoprire, e se avete voglia di forti emozioni, grandi rifiuti e un'incazzatura da record non potete esimervi dalla lettura. Non troverete tanti romanzi come questo in giro. 



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