Target me è il primo romanzo che ho letto di Lily Carpenetti. Dopo averla conosciuta di persona al Fevrier Rouge avevo voglia di scoprire il suo stile, le sue storie e la sua scrittura. Una lettura veloce, un romanzo breve ma intenso che concentra i fatti in un lasso di tempo breve e che regala al lettore quella giusta adrenalina che non gli permette di stare calmo e rilassato sotto la copertina del divano.
Bryan Sinclar è un giovane ragazzo bello e ribelle che per dispetto verso la sua famiglia altolocata decide di frequentare persone poco raccomandabili e addirittura diventa l’amante nascosto di un personaggio molto importante nella malavita di New York. A lui piacciono le sfide, il mistero, ma ancora non sa cosa si nasconde dietro le quinte della sua storia, fatta di tanto sesso e poco amore, con Vinnie. Proprio durante una notte, che doveva regalare fuochi e scintille a letto, si ritrova catapultato in una sparatoria, con vetri che scoppiano da tutte le parti e il corpo esamine di Vinnie proprio su quel letto.
Vinnie era stato scomodo a più di una persona, compreso il suo stesso padre, il grande Tony Lo Bianco, che lo considerava un debosciato dalle idee troppo moderne. Non era certo che il vecchio avrebbe potuto arrivare a far eliminare il proprio figlio, ma di sicuro non vedeva di buon occhio la loro relazione, che era la prova dello stile di vita depravato di Vincent. Quella era l’ipotesi che aveva più senso, ma perché non eliminarlo subito?
Viene strappato via da quella notte da un uomo alquanto oscuro che sembra essere il suo salvatore. Sembra, perché quando Bryan si ritrova sequestrato da Sasha la sua mente inizia a viaggiare alla velocità della luce. Le domande nella sua testa si fanno insistenti ma non tanto quanto quell’unica domanda che Sasha pone a Bryan: dove si trova la lista?
Una domanda alla quale Brayan non è in grado di rispondere perché non ha la minima idea del perché Vinnie sia stato ucciso, di chi sia stato e soprattutto perché chiede a lui dove di trova la lista.
Una lista che contiene i nomi più illustri della città che sono coinvolti nei traffici malavitosi di Tony Lo Bianco, il padre di Vinnie e possibile mandatario della sua morte. Trovarla sarà la missione di Sasha per evitare che si scateni una guerra tra famiglie rivali. Bryan, all’oscuro di tutto, dovrà capire perché tutti credono che Vinnie abbia lasciato proprio a lui quella lista.
Vivere a stretto contatto con Sasha in un rifugio nascosto nei boschi in pochi metri quadrati metterà Bryan a dura prova e nonostante quello che è successo quella notte in pochi giorni si ritrova ammaliato dal corpo del suo salvatore/carceriere. Non può uscire, non può chiamare nessuno. La missione di Sasha sarà quella di proteggerlo fino a quando quella lista non sarà stata trovata.
Il filo lo teneva su un precipizio, dal quale sarebbe precipitato in ogni caso, prima o poi. Ma quel momento era in qualche modo piacevole. L’unica arma in suo possesso era ciò che lo aveva sempre tirato fuori dai guai: il suo corpo, unito al fare seduttivo.
Giorni intensi e notti bollenti accompagneranno il rapporto tra Bryan e Sasha. Niente però è sicuro quando la malavita è coinvolta. Dentro quel rifugio potevano essere chi volevano e potevano smettere di essere chi erano.
Erano entrambi vittime di sentimenti fittizi, scaturiti dalla forzata convivenza, eppure voleva ugualmente goderseli e viverli fino in fondo perché nulla gli era mai parso così vero quanto quei baci e quelle carezze. Quanto Sasha.
Sasha sarà veramente il salvatore di Bryan? E se proteggerlo sarà solo per poter impossessarsi a sua volta di quella lista? L’amore improvviso di Bryan potrà salvarlo da morte certa?
Doveva lottare per la propria vita. Aveva scoperto una possibile via di fuga e l’unica cosa che meritasse la sua attenzione doveva essere un piano per allontanarsi da lì il più in fretta possibile. Sasha continuava a essere il nemico da lasciarsi alle spalle. Non l’appiglio sicuro a cui continuare ad aggrapparsi.
Lily Carpenetti ci racconta una storia carica di movimento, insaziabile di emozioni e sicura nelle descrizioni. Un romanzo che si svolge in un lasso di tempo breve: le azioni che vengono descritte si concentrano in pochi giorni e riescono a tenere alta l’asticella dell’attenzione del lettore. Bryan è un grande protagonista che verrà messo a dura prova, la sua giovane età non tradirà le aspettative del lettore perché gli darà modo di raccontarsi e di scoprirsi un ragazzo che ha voglia di amare e di essere amato per la sua anima e non per il nome che porta. Sasha è un degno compagno di avventure. Fino alla fine la sua immagine sarà messa in discussione non solo dalle sue scelte ma anche dal ruolo ambiguo che rappresenta. L’autrice è riuscita a creare e descrivere un’intimità innaturale tra di loro, rendendoli fragili e duri al tempo stesso. I personaggi di contorno sono sempre presenti e sanno colorare gli avvenimenti di questa storia con varie sfumature, dalle più nere alle più chiare. Una luce aspetta Bryan in fondo al tunnel della verità. Sarà il lettore che, accompagnandolo fino alla fine, scoprirà quanto l’amore sa donare a chi vuole crederci veramente.
Lo stile narrativo di questa autrice è in terza persona, una grande difficoltà per me, ma come preciso sempre, è un mio personale limite, che non va a intaccare la bellezza della lettura del romanzo. Mi è piaciuta molto la scelta di far svolgere la storia in un arco di tempo breve. Alcune volte mi sono chiesta se in poco tempo si possa dire di amare una persona appena conosciuta e Lily Carpenetti ha saputo darmi la risposta attraverso la costruzione del personaggio di Bryan che si è messo in discussione con un uomo diverso da lui nel corpo, Sasha, ma molto simile nell’anima.
Lasciatevi catturare da un’avventura adrenalinica, piena di colpi di scena e ricca di suspense. Verrete catapultati in una New York che non guarda in faccia a nessuno e che non risparmierà nessuna vita.
Buona lettura,
Eleonora




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