INVISIBLE SUN, ELLE ELOISE. Recensione di Eleonora.


Titolo: Invisible sun
Autore: Elle Eloise
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 1 novembre 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 1,99 ebook

Mi sentii improvvisamente esausto, sconfitto. «Non volevo una storia di sesso, Fiona.»
«E cosa volevi?»
Scrollai le spalle. «Baciarti.»
Mi appoggiai allo stipite della porta della mia stanza e incrociai le braccia. 
«Volevo baciarti. E quando l’ho fatto ho voluto farlo ancora. E ancora. E ancora.» Deglutii, senza fiato. «Ti è mai capitato che un singolo bacio ti desse la sensazione di cadere dentro qualcuno? Sono volato giù da una cascata, Fiona, e adesso sono immerso nell’acqua fino al collo.»

Per lei, Edo è un vero eroe: come altro definire qualcuno che salva la vita di un bambino, per poi dileguarsi senza pretendere nemmeno un grazie? Lei prova da subito una profonda fiducia nei suoi confronti, ricomincia a credere che nelle persone possa nascondersi un sole invisibile che le sprona a fare la cosa giusta, a non perdere la speranza, a cercare germogli anche in terreni poco sani. Si fida così tanto di quell’introverso ragazzo con il volto ferito, da convincerlo ad affittarle una stanza del suo appartamento e a farla entrare nel suo piccolo mondo, fatto di abitudini inattaccabili, di dolorosi ricordi e di ragazze senza volto alle quali non cede mai il suo cuore. 

Al primo incontro, lui paragona Fiona a un fastidioso folletto invadente, con un sorriso che emana la luce del sole, non per questo innocuo. Quando, durante una notte fatta di tuoni e di fulmini, lei ricompare proprio davanti a casa sua, fradicia di pioggia, lui non vede più soltanto il sole. Trova due lune fluorescenti al posto degli occhi, capaci di emanare pericolosi sortilegi d’amore e di fargli compiere azioni inaspettate. È così che Fiona entra nella sua vita fatta di schermi e di cancelli, di una casa vuota che ha congelato il passato e di lenzuola che hanno visto più ragazze che lavaggi. Lui non ha tempo per i sentimenti, non ha il cuore per l’amore. Eppure, inevitabilmente, il suo universo comincia a popolarsi di piante magiche che si arrampicano sui palazzi, di piccole lune che fingono di essere occhi e di liane d’oro che nascondono segreti. 

Più che una “presenza” rappresentavo “un’assenza”. In un’epoca in cui tutti volevano apparire in un modo o nell’altro, era diventato davvero difficile essere invisibile, anche per chi ne aveva tutte le intenzioni.

Un nuovo romanzo per Elle Eloise che si conferma la “scrittrice urbana” che ho sempre desiderato leggere. Le sue storie sono uno specchio della realtà che viviamo ogni giorno, rappresentano il bello e il brutto di una coppia, di una amicizia, di una famiglia, racchiudono quelle emozioni che a lungo teniamo dentro di noi per paura di esternarle. La penna di Elle rilascia un inchiostro indelebile sulle pagine della vita. Un’esplosione di colori, di profumi, di sensazioni rappresentate dai protagonisti ai quali dedica anima e corpo per farli vivere dentro al lettore. Sì, perché ognuno di noi può sentirsi Edo e Fiona e solo leggendo questa storia ne capirete il perché.

Edo e Fiona si conoscono dai tempi delle scuole superiori ma non si sono mai frequentati. Se Edo rappresenta il principe azzurro agli occhi di Fiona, lo stesso non si può dire di lei per lui. Sono esternamente diversi ma simili nell’anima. Si perdono di vista per poi ritrovarsi casualmente a un colloquio di lavoro. Un incontro che porterà con sé delle conseguenze inaspettate. 

Edo dovrà vedersela con un salvataggio che inevitabilmente lo porterà a uscire dal suo guscio, dalla sua comfort zone. Vuole essere invisibile agli occhi della gente. Ha sofferto in passato a causa della sua famiglia, ha perso il rapporto con una madre e un padre che non sono mai stati presenti, non sono mai stati in grado di accudire loro stessi figuriamoci un figlio da educare. Ma Edo ha superato le difficoltà più dure che la vita gli ha posto sul cammino, a testa alta, sempre, senza l’aiuto di nessuno e oggi vuole vivere la sua vita all’ombra, distante da tutto quello che lo ha fatto sentire distante.

«Quindi sei una di quelle persone.» «Quali persone?» «Quelle ciniche, che pensano che da un terreno mal nutrito non possa nascere niente che non sia erbaccia. Che non ci possa essere redenzione o speranza per nessuno. Che non si possa cambiare l’ordine delle cose. I vinti saranno sempre i vinti e tutta quella roba lì…» Sorrideva. E lo faceva con un sorriso che non aveva nulla di artefatto. Un sorriso vero, non uno stupido meccanismo dettato dalle normali regole dell’educazione, quelle che io forse avevo dimenticato. «Sì, sono una di quelle persone».

Fiona non ha ancora trovato il suo posto nel mondo e nemmeno nella sua vita. Non si sente parte di niente e nessuno. La sua nascita non è stata cercata, voluta, amata. La sua anima riporta le ferite che la sua incoscienza non ha saputo proteggere. La delusione degli altri l’ha ferita e ancora di più il non credere in se stessa la porta ad annullarsi, a escludere e dissolvere quel sole di cui avrebbe bisogno per splendere di luce propria.

Cosa potevo dirgli? Che ero una persona orribile perché non avevo ereditato da mia madre un briciolo di senso materno? Lei era stata stuprata, da uno studente pluriripetente della sua scuola, a ventisei anni. Nonostante questa drammatica storia aveva tenuto il bambino. Quel bambino ero io. “Sole invisibile” nella pancia. La sua speranza. Ero stata questo per lei, nonostante il mio aspetto diventasse ogni giorno più simile a quel figlio di puttana. Bionda, lentiggini, occhi nocciola, carnagione dorata, l’antitesi di mia madre e di mio fratello, bruni con gli occhi chiari e la pelle di alabastro. Io ero lui. In tutto. Eppure, mia madre mi aveva sempre guardata come se fossi stata un dono del Cielo.

Edo e Fiona sono due soli invisibili che si sono incontrati per caso ma il destino aveva già pensato a un cammino comune per loro.

Da conoscenti, ad amici a coinquilini e amanti. Il loro rapporto si trasforma in breve tempo e in quel tempo si accorgono di essere simili, di avere le stesse cicatrici sia sul corpo che nel cuore. 

Provare a viversi potrebbe rovinare il rapporto reciproco che si sono guadagnati ma i loro occhi dicono il contrario. Luccicano ogni volta che si trovano vicini e le loro mani bramano di esplorare il corpo dell’altro. 

La tentazione è forte ma è il loro punto di inizio per cercare di andare più a fondo nelle loro vite, per cercare di capire che possono chiedere di più alla vita senza che altro gli venga tolto.

Una nota dolente in tutto questo è la fiducia reciproca che non riescono a concedersi. Quando si trovano davanti a una confessione tornano a essere Edo e Fiona, non i due ragazzi che hanno provato ad aprire i loro cuori nella speranza che i loro battiti venissero ascoltati.

«Perché la tua visibilità deve essere più importante del mio desiderio di essere invisibile?» «Da quanto?» domandai. Mi lanciò uno sguardo stranito. Sospirò, stanco di questa discussione. «Da quanto… Che cosa?» «Da quanto tempo ti sei convinto di non valere niente?» Era quello che chiedevo a me stessa tutti i giorni, da due anni. Provare un dolore fisico per soffocare un dolore emotivo. Non era così che funzionava?”.

L’invisibilità non gli toglie il dolore. L’invisibilità non li rende migliori. L’invisibilità è solo una scusa per non affrontare i loro problemi della vita. Hanno pagato uno scotto alto per sentirsi amati e non sono pronti a scottarsi un’altra volta. Il loro dolore emotivo si era trasformato nel loro quotidiano. Fiona aveva però portato uno spiraglio di luce nella vita di Edo e lui aveva capito che dietro quella corazza che si era costruito per non soffrire più c’era un cuore che poteva ancora battere. Doveva crederci. Come doveva farlo Fiona. La vita le aveva portato via un’altra vita ma nessuno più di lei poteva capire che solo rialzandosi e convincendosi che non era lei la causa del suo dolore poteva essere libera di amare ancora e di sentirsi amata.

Edo è un bravo prestigiatore con la sua vita e Fiona è la strega che elargisce incantesimi. Erano capaci di mentire spudoratamente a loro stessi ma l’incantesimo che stavano vivendo annullava la loro paura di scoprirsi, di raccontarsi, di assaporarsi. I loro gesti, le loro parole, i loro desideri erano in grado di governare le loro menti lasciando andare i loro freni inibitori.

Io non volevo tornare a casa, se non c’era lei ad aspettarmi. Era come se avessi compiuto un viaggio lunghissimo e faticoso per anni e avessi appena varcato la soglia di una casa che mi aspettava da tutta la vita.

Sentirsi parte di qualcuno, sentirsi a casa, desiderato e amato era gioia e dolore per Edo, perché il rischio di cadere di nuovo dal precipizio era a un passo dal suo naso.

Mi stava proteggendo dal resto del mondo, il suo corpo era il folto fogliame di un arbusto alto e vigoroso che dava riparo al mio, donandomi un luogo sicuro in cui poter essere finalmente me stessa.

Sentirsi accettata, rispettata e desiderata era quello che aveva sempre sognato Fiona, perché da quel maledetto giorno la vita l’aveva privata dei battiti del suo cuore e fermarlo nuovamente era ancora rischioso.

«Fiona» sussurrò sulle mie labbra, le palpebre serrate. «Fai l’amore con me.» Mi mancò l’aria. «Perché?» Era una domanda semplice, eppure fondamentale. «Perché non riesco più a trovare una sola ragione valida per non farlo.» Ci mostravamo per ciò che eravamo: due ragazzi spaventati che per un solo misero istante non volevano più sentirsi soli al mondo. Due ragazzi che desideravano amarsi ma non sapevano da dove iniziare. Due ragazzi che dovevano tenere a bada i loro demoni per provare ad affidarsi davvero a qualcuno.

E io sono crollata. Crollata con Fiona, con la sua voglia di sentirsi protetta, con Edo con il suo bisogno di amare incondizionatamente.

Una meritata catarsi del corpo dopo uno sforzo disumano del cuore. Forse sarebbe stato questo il solo modo in cui potevamo amarci io e lei, con disperazione. Era il nostro modo di esistere, l’unico che avevamo. Ogni persona sulla Terra aveva il diritto di appartenere a qualcuno, ma cosa succedeva se quel diritto fosse andato sprecato? [...] Mille pezzi erano appena caduti sul pavimento come cocci di un cristallo in frantumi.

Elle Eloise è l’ingrediente magico della pozione che Edo e Fiona hanno assunto per regalarci la loro storia. La sua penna, come detto prima, è “urbana” nel senso che i suoi protagonisti sono ragazzi normali che hanno bisogno di aprirsi, di confrontarsi, di viversi. Non c’è il bel gnocco di turno, non c’è la principessa da salvare da castello fatato. Ci sono un ragazzo e una ragazza che mettono sul piatto della vita le loro emozioni, si denudano di tutta quella rabbia, quel dolore e quella angoscia che li hanno ricoperti per anni. Portano dentro un sole che non riesce a risplendere. Sono invisibili ai loro occhi ma non agli occhi di chi li ama. Hanno due famiglie complicate alle spalle, non hanno di certo avuto un cammino facile davanti a loro ma hanno saputo tirare fuori le unghie e sono stati in grado di lottare contro quel muro che all’inizio credevano potesse salvarli dall’amore. Hanno superato i pregiudizi, le cicatrici, le incertezze e hanno aperto i loro cuori. Lo stile di Elle Eloise è senza filtri, senza inganni e senza falsità. Gli errori che commetteranno Edo e Fiona sono gli stessi che potrebbe commettere il lettore. Nelle loro scelte viene coinvolto e travolto costringendolo a mettersi in discussione su temi attuali e di vita quotidiana. 

Uno stile narrativo quello di Elle Eloise che premia sicuramente lo studio e il lavoro che mette nei suoi romanzi. Romanzi che sono il sale della vita e l’aria dell’amore.

Non si può essere invisibili agli occhi di chi ci ama. Se lo si fa con il cuore in mano allora il sole potrà sorgere alto nel cielo.

Siete curiose di scoprire di più sulle vite di Edo e Fiona? Ci sarebbero tante cose che vorrei dire ma toglierei il gusto dolce amaro di questa lettura che merita di essere goduta, capita e apprezzata.

Complimenti Elle, continua così.

Buona lettura,

Eleonora 

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