CICATRICI D'ARGENTO, POSY ROBERTS. Recensione di Eleonora.


Titolo: Cicatrici d'argento
Autore: Posy Roberts
Editore: Triskell Edizioni
Pubblicazione: 12 agosto 2020
Genere: M/M romance
Prezzo: € 4,99 ebook

Una bomba ha distrutto la vita apparentemente perfetta di Gil Lemieux, avvocato di successo. L’esplosione gli ha lasciato cicatrici dentro e fuori e da quel giorno il disturbo da stress postraumatico ha preso il controllo della sua vita. Tornare a vivere con la madre dovrebbe essere una soluzione provvisoria, tanto quanto correggere bozze per una rivista medica. Ma due anni dopo aver vinto il caso sbagliato in tribunale, Gil vive ancora nel terrore.
Keith Kramer vive a 2500 chilometri di distanza da Gil, ma il lavoro li fa incontrare: un incontro casuale che cambierà le loro vite. Keith è bello e intelligente, ma ciò che attrae di più Gil è la sua capacità di vedere che oltre le cicatrici c’è molto altro. Keith è tutto ciò che era Gil, e di più. Gil non riesce a credere che l’altro ricambi la sua attrazione.
La sola cosa che può aumentare la distanza tra di loro è il dubbio. La speranza di Keith, nata dall’essere sopravvissuto a problemi molto seri, non basta a colmare il divario. Perché possano costruire una vita insieme, è necessario che Gil creda in se stesso e capisca di avere altrettanto da offrire quanto Keith.

Una trama accattivante, intricata e curiosa che mi aveva conquistato fin da subito. Non conoscevo ancora questa autrice e mi sono buttata nella lettura di questo romanzo con aspettative molto alte perché le premesse erano buone ma, ahimè, dopo una trama così bella non c'è stato uno svolgimento altrettanto bello.

Gil è un avvocato di successo scampato a un incidente. Un uomo ha piazzato una bomba per colpirlo, a causa del lavoro che Gil ha svolto durante un difficilissimo caso in tribunale. Reagire a quanto successo non è facile, per lui inizia un incubo fatto di dolore, fisico e psichico, di paura per se stesso e negli altri e soprattutto ha perso la speranza di poter continuare a fare il lavoro che ama, l’avvocato, perché ritrovarsi in mezzo alla gente provoca in lui uno stato di ansia che non gli permette di respirare.

Non farò nessun passo avanti se non inizio ad abbassare lo scudo e a lasciare entrare le persone. La dottoressa Soto, la mia terapista, sarebbe d’accordo.

Keith, caporedattore in una struttura medica, porta con sé e su gi sé gli effetti di un incidente che ha segnato per sempre la sua vita. È un uomo intraprendente e non vuole assolutamente essere un peso ma riuscire a continuare la sua vita come se nulla fosse successo lo costringe a dover accettare la sua nuova identità e correre il rischio di non poter avere più un uomo accanto lo getta nello sconforto.

Gil e Keith, due sopravvissuti, due uomini che portano le ferite e le cicatrici sul corpo con responsabilità e carattere ma che non riescono a giustificarle alle loro menti. Non sono più gli stessi di prima, prima che l’odio e la sfortuna si prendesse una parte di loro. Si meritano di essere felici e continuare le loro vite nel miglior modo possibile. 

Gil decide di cambiare lavoro e forse il loro incontro potrebbe aiutarli, anche se si ritrovano a vivere a più di 2500 chilometri di distanza. Complice una serata tra colleghi, Gil e Keith si spingono ben oltre quello che avevano programmato e lasciare andare i freni inibitori sarà un vero toccasana per loro. Gil scopre che Keith è molto simile a lui, capisce che anche lui ha sofferto e può aiutarlo nel risalire quella salita che ancora non ha accettato di affrontare. Keith vuole donarsi a Gil per continuare a sperare che il suo essere un sopravvissuto non potrà minare la sua voglia di essere ancora un uomo in grado di soddisfare le voglie del suo compagno.

«Mi dispiace tanto che sia successo a te.» «Anche a me dispiace,» indica il mio viso, «che sia successo a te. Ma siamo sopravvissuti.» Non trattengo una risata sarcastica. «Io mi sento più una vittima.»

Gli ostacoli da affrontare saranno tanti e le difficoltà non semplici da superare perché se la distanza è solo uno dei tanti problemi, le loro teste dovranno combattere per capire che la vita ha ancora tanto da offrire loro e solo insieme saranno in grado di prendersi per mano e continuare il cammino l’uno accanto all’altro.

La convivenza con le cicatrici non sarà facile né per Gil né per Keith e un solo sbaglio li farà cadere ancora nel dubbio.

E la paura? Saranno capaci di affrontare la paura e lasciarsi il passato alle spalle?

Cosa c’è di male a sentirsi fortemente legati a una persona eccezionale? Cosa c’è di male a cedere al desiderio, anche se, in quel momento, potrei averlo scambiato per amore?

Posy Roberts ha scritto una storia molto intensa, dalle premesse molto allettanti che però durante la lettura del romanzo non hanno catturato la mia attenzione. L’empatia con i personaggi non ha sortito l’effetto sperato. La storia è raccontata dal punto di vista di Gil e in alcuni momenti avevo bisogno di conoscere anche il punto di vista di Keith per poter capire come meglio affrontare le loro scelte.

Ho faticato nella prima parte della storia perché dopo un primo incontro fisico e focoso, Posy Roberts ci descrive il rapporto tra i due protagonisti a distanza, fatto di telefonate, mail, video chat dove Gil e Keith interagiscono tra di loro per capire meglio il carattere l’uno dell’altro. La mamma di Gil mi ha messo molto in difficoltà, capirete leggendo il perché. Nella seconda parte le loro vite si uniscono e riescono meglio ad affrontare le loro difficoltà. Ma i dubbi restano, e non solo per Gil e Keith ma anche per me che non sono riuscita a conoscere bene l’introspezione di questi personaggi. Qualcosa mi è mancato, la narrazione non mi ha aiutato nel comprendere gli stati d’animo e le emozioni dei protagonisti. Sono uomini adulti e come tali mi sarei aspettata delle reazioni da uomini maturi. La lettura è stata un po’ piatta, come se nessun colpo di scena avesse attirato la mia attenzione lasciandomi quella solita curiosità che cerco nei libri. Mi è mancata quella sorta di calore umano che si instaura in una storia m/m. La noia a volte ha preso il sopravvento sull’allegria.

I temi trattati sono forti e importanti e le basi per una storia intensa c’erano tutte. Forse è stato un mio limite, forse non ho trovato quei punti di contatto necessari a entrare in profondità con la storia, forse ho solamente provato meno emozioni di quelle che avevo sperato. 

Nonostante la mia delusione, è un romanzo che consiglio di leggere a chi vuole cimentarsi nel genere, a chi piacciono le seconde possibilità e a chi non si fa fermare dalla disabilità umana.

Buona lettura, 

Eleonora


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