«Vai, Aisha. È la tua unica occasione».
E subito dopo la ragazza si era lanciata in una corsa disperata uscendo dalla stanza nella quale aveva passato quasi l’intera esistenza, mentre il “Lupo cattivo” la inseguiva, affamato.
«Non ricordo quando ho deciso questo nome per lui, ma rammento la storia di una bambina con un mantello rosso e di un lupo che voleva mangiarla». Poi vide tutto nero: «Ovunque io guardi c’è solo buio. Senza finestre in cui vivo. Il nero è dubbio, è cecità, è vulnerabilità. Il nero è dolore, è male. È il Lupo cattivo».
La ragazza si sentiva bloccata in una dimensione completamente oscurata a fissare un’irraggiungibile luce in fondo al tunnel, in compagnia solo di una profonda sensazione di inquietudine. Dopo aver provato a farla finita un sacco di volte senza successo, si era arresa all’idea che lui fosse il padrone della sua esistenza, e che la sua vita dovesse essere sacrificata a lui. Ma dopo aver ascoltato il terrificante piano del “Lupo cattivo”, aveva preso la decisione di scappare da quel tugurio, a qualunque costo.
E poi era stata trovata priva di sensi in una strada di Lahbab e portata al Rashid Hospital di Dubai, dove aveva ricevuto le prime cure e scoperto che il suo vero nome era Firdaws, e che era stata portata via alla sua famiglia dieci anni prima.
Nella clinica dove era stata trasferita, alcuni medici premurosi e attenti al suo benessere, si prendevano amorevolmente cura di lei. Jordan ad esempio non era solo il suo psicoterapeuta ma anche il suo buon consigliere.
«Firdaws, spero davvero di riuscire ad aiutarti. Sai, è come se ti conoscessi da sempre, ancor prima di averti incontrata».
C’era poi un tirocinante di nome Shaytan che l’aveva inquietata non poco, fin dal suo primo sguardo.
«Ho l’impressione che a lui la mia paura piaccia, che lo diverta. Sembra voler entrare nella mia testa. Leggermi dentro. O forse è la mia insicurezza a farmi avere queste sensazioni».
I familiari di Firdaws attendevano con impazienza di incontrarla ma lei non si sentiva ancora pronta, ebbra di tutte quelle rivelazioni e informazioni su di lei che non ricordava ancora, e che non facevano altro che confonderla.
Firdaws aveva i suoi mostri da combattere. Quando tornavano a farle visita, si sentiva ancora quella bambina impaurita e rannicchiata a terra, che versava lacrime infinite senza essere considerata. Lacrime di una piccola creatura che perdeva giorno dopo giorno la sua innocenza e le sue speranze.
Una volta tornata a casa, si era vista catapultare, ancora una volta, in una realtà che non era riuscita a concepire e non aveva potuto, in alcun modo, accettare le dinamiche familiari che le erano state propinate, con le quali era stata costretta a fare i conti. L’amico di un tempo, confidente e compagno di giochi col quale aveva avuto uno speciale rapporto prima della prigionia, lo aveva appena ritrovato, e scoperto essere un aspirante medico. Ed era suo fratello:
«Angelo, sono io. Non piangere. Sai che non lo sopporto.» Shaytan si era portato la mano di lei alla bocca sfiorandone il dorso con le labbra. Un gesto gentile che, tuttavia, non celava la follia nel suo sguardo. Chissà come faceva. Gli bastava parlarle o toccarla, e Firdaws veniva subito invasa da una moltitudine di sensazioni: «Anche adesso, anche se sono arrabbiata con lui e con me stessa, anche se sono disperata e confusa, lui mi esplode dentro».
Aveva il respiro corto Firdaws e il cuore che le martellava nel petto. Sarebbe voluta solo fuggire, ma era consapevole che non c’era un luogo abbastanza lontano dove poteva nascondersi da ciò che di impuro provava per lui.
Tanti i segreti, misteri da svelare, le macchinazioni e congiure che sono state orchestrate alle sue spalle, per allontanarla in modo vile e perverso dai suoi affetti. Gelosie insensate, malvagità e manie di onnipotenza, ma anche sentimenti immorali, hanno deviato le menti di chi ha agito nell’ombra.
Fino all’ultimo si resta col fiato sospeso; le due autrici sono state molto attente nel tessere intrecci e intrighi del tutto impensabili, che mi hanno lasciata basita e sconvolta, ma anche affascinata.
Si evince dall’esposizione fatta dei luoghi citati, che hanno compiuto un lavoro certosino e preciso di ricerca, nella descrizione ad esempio della Moschea o del Deserto. Anche il riferimento ad alcuni aspetti della religione musulmana è stato fatto in modo scrupoloso e con rispetto.
Forbidden è una lettura incalzante, che colpisce per la profondità dei contenuti. Firdaws e Shaytan sono luce e buio, il Diavolo col suo Angelo intrappolati tra le fiamme dell’inferno, illuminati però dall’appassionante volo di una Farfalla blu.
Alcuni aspetti risultano essere in parte immorali ma perfettamente in linea con il lato “proibito” del racconto.
Lettura consigliata!
Vicky Sp




Nessun commento