Autore: Eveline Durand
Editore: Delrai Edizioni
Pubblicazione: 23 maggio 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 2,99 ebook
E poi mi piaceva tutto di lui.
Come sorrideva.
Il sapore dei suoi baci.
Il temperamento ostinato.
La mappa imperfetta dei suoi pensieri.
Le spalle ampie.
Lo sguardo.
Oh, quegli occhi…
Lorena ha quasi diciannove anni e lavora duramente per costruirsi un futuro. L’egoismo dei genitori, in eterno conflitto, l’ha spinta a crescere in fretta per ritagliarsi il suo angolino d’indipendenza. Alessandro vanta un nutrito conto in banca, una carriera d’ingegnere informatico in ascesa e la libertà che ogni ventinovenne vorrebbe avere. Lorena soffre di sindrome di abbandono. Alex è albino. È The Chariot, un celebre gioco online a farli conoscere. Sulla piattaforma virtuale, Lorena non è complessata per i suoi traumi o per la sua eccessiva altezza e Alex può sfuggire agli sguardi della gente che sussulta di fronte al suo aspetto pallido. La loro vita, però, subisce una svolta repentina non appena si incontrano. Finalmente avranno il coraggio di essere se stessi, in una società che rifiuta il diverso.
Eveline Durand è stata una scoperta interessante, un’autrice che scrive con l’anima tra le mani, una cantastorie che ti porta a vivere una favola moderna dove il principe e la principessa non saranno minacciati dai cattivi ma dovranno destreggiarsi tra mille sfumature che la vita gli metterà davanti agli occhi e davanti al cuore.
Una storia intensa, introspettiva, psicologica e matura, un romanzo che va assaporato lentamente perché alla fine della lettura mi sono ritrovata a dire: "ma è già finito?". Eh sì, ne avrei voluto molto di più perché due protagonisti come Alex e Lorena che aprono il loro essere umano lasciando parlare la purezza dei loro sentimenti non si vorrebbero mai lasciare andare.
Alessandro, Alex per gli amici, è un uomo di ventinove anni, ingegnere e tipo molto solitario. Non ama la confusione, uscire in mezzo alla gente, segue una routine ben precisa e soprattutto non gli piace essere guardato e osservato. Alex è albino e questa sua condizione fisica lo porta a isolarsi ancora di più agli occhi della gente.
Una storia intensa, introspettiva, psicologica e matura, un romanzo che va assaporato lentamente perché alla fine della lettura mi sono ritrovata a dire: "ma è già finito?". Eh sì, ne avrei voluto molto di più perché due protagonisti come Alex e Lorena che aprono il loro essere umano lasciando parlare la purezza dei loro sentimenti non si vorrebbero mai lasciare andare.
Alessandro, Alex per gli amici, è un uomo di ventinove anni, ingegnere e tipo molto solitario. Non ama la confusione, uscire in mezzo alla gente, segue una routine ben precisa e soprattutto non gli piace essere guardato e osservato. Alex è albino e questa sua condizione fisica lo porta a isolarsi ancora di più agli occhi della gente.
“Tutti quei colori in un bianco che lui si sforzava di detestare ma che io amavo follemente.”
Lorena è una ragazza universitaria di diciannove anni, amante della vita, sempre solare e sorridente, aiuta le cugine al B&B durante la stagione estiva prima di riprendere gli studi e tornare a casa dalla madre separata dal padre. Lorena soffre della sindrome dell’abbandono, lo sgretolarsi del matrimonio dei suoi genitori e il loro mancato affetto verso di lei l’hanno portata a dover crescere in fretta e a doversi sentire una donna già matura per la sua età.
“Sentirlo parlare in quel modo mostrava ancora una volta la sua profondità, il suo modo di pensare e il bisogno di non lasciare niente al caso. Era un uomo, non un ragazzino, dovevo tenerlo sempre a mente.”
Complice un gioco in internet, The Chariot, dove Alex e Lorena si confrontano in azione, iniziano ad approfondire la loro conoscenza inizialmente fatta solo da messaggi inerenti al gioco. Man mano che l’imbarazzo iniziale si dissolve le loro confidenze iniziano a essere più intime tanto da trasformare i messaggi in vocali e in telefonate. È come se si conoscessero da una vita tanto è intensa la loro complicità.
Iniziano una fitta corrispondenza virtuale fino a quando Lorena propone di vedersi. In quel momento Alex entra in crisi e non se la sente di mettere a rischio il bel rapporto che sta costruendo con Lorena che considera già la “sua ragazza”.
Iniziano una fitta corrispondenza virtuale fino a quando Lorena propone di vedersi. In quel momento Alex entra in crisi e non se la sente di mettere a rischio il bel rapporto che sta costruendo con Lorena che considera già la “sua ragazza”.
“In base ai miei canoni d’interazione sociale, parlare ogni giorno con qualcuno avrebbe dovuto essere un vero e proprio inferno, invece mi ritrovavo ad aspettare quella mezz’ora di confidenze come se fosse una sorta di ricompensa, il premio di fine giornata. Chattare con Lorena mi metteva alla prova, mi gratificava, facendomi assaggiare quel senso di vertigine alla bocca dello stomaco quel fascino dell’ignoto che non sperimentavo da tempo.”
Non è facile per Alex far capire a Lorena perché non vuole farsi vedere di persona e dopo che lui ha spiato il suo profilo Facebook e l’ha guardata di nascosto a un mercantino ammirando la sua naturale bellezza, è ancora più difficile rivelarle la sua condizione fisica.
Decide di rivelarlo a Lorena quando capisce che potrebbe perdere la sua amicizia.
Decide di rivelarlo a Lorena quando capisce che potrebbe perdere la sua amicizia.
“Essere albino non era nemmeno il peggiore dei miei problemi; ci pensava la mia naturale tendenza alla misantropia a provocare la maggior parte dei danni.”
Per Alex soffrire di albinismo non è l’unico problema della sua vita, contribuisce a farlo vivere nella sua casa bunker, senza confronto con l’esterno e senza viversi le gioie della vita in compagnia degli amici.
La svolta arriva quando Alex, costretto da un infortunio al ginocchio, spinge Lorena a correre da lui per accertarsi delle sue condizioni.
Quanto influirà l’aspetto fisico su una mente matura? Sarà sufficiente il sapersi guardare dentro, colorarsi l’anima, lasciando il bianco solo fuori?
La svolta arriva quando Alex, costretto da un infortunio al ginocchio, spinge Lorena a correre da lui per accertarsi delle sue condizioni.
Quanto influirà l’aspetto fisico su una mente matura? Sarà sufficiente il sapersi guardare dentro, colorarsi l’anima, lasciando il bianco solo fuori?
«Non puoi giudicare se non sai di cosa sto parlando». «Hai vissuto per caso tutta la vita circondata da gente che ti fissa, che ti compatisce, che ti tratta come se fossi fatta di vetro?» «Se ti fossi disturbato a guardare più a fondo, avresti scoperto che la tua condizione non avrebbe potuto dividerci» dichiarai con amarezza. «Sei stato così preso dai tuoi blocchi dalle tue paure, che hai bruciato ogni possibilità che avevamo.»
È difficile parlare troppo di questo romanzo, potrei spoilerare troppe cose, perché questa storia va apprezzata con gli occhi del lettore, con il cuore in mano e con la speranza a portata di mano.
Quando i loro occhi si sono incontrati per la prima volta io ho smesso di respirare. Avevo le lacrime tanto era carica l’attesa del loro primo incontro. Ormai ero parte della storia, vivevo al loro fianco ogni giorno, mi sentivo coinvolta nelle loro scelte. Eveline Durand ha tessuto le fila di un rapporto che è nato e cresciuto senza trovare l’appiglio giusto per maturare lentamente. Alex e Lorena sono la perfetta combinazione tra il bianco e i colori, profumano di vita e amore, ma non sono ancora pronti a lasciarsi andare completamente. Così questa autrice ci racconta tutte le sfumature di quelle emozioni che rappresentano un rapporto tra un uomo che decide di sfidare il destino e iniziare a credere a quella ragazza che gli apre il cuore bisognosa di sentirsi finalmente accettata e amata. Il tema dell’albinismo è trattato con grande precisione e studio: mi hanno affascinato molto le descrizioni fisiche di Alex, il suo lato psicologico sempre in contrasto con la solarità di Lorena. I dieci anni di età che li separano non sempre ci fanno capire che il più grande è Alex. Lorena è una ragazza molto matura, a volte troppo impulsiva, ma questa sua caratteristica è perfetta per contrastare le insicurezze di Alex. L’abbandono di cui soffre Lorena viene affrontato piano piano, si capisce quanto abbia sofferto ma nonostante tutto non rinuncia a buttarsi in quell’abbraccio che sa che potrà donarle tutto quello di cui ha sempre avuto bisogno. Quanto li ho amati questi due! Sono la metà di un puzzle che deve solo trovare la forza di unirsi perchè l’incastro è già perfetto così com’è.
Quando i loro occhi si sono incontrati per la prima volta io ho smesso di respirare. Avevo le lacrime tanto era carica l’attesa del loro primo incontro. Ormai ero parte della storia, vivevo al loro fianco ogni giorno, mi sentivo coinvolta nelle loro scelte. Eveline Durand ha tessuto le fila di un rapporto che è nato e cresciuto senza trovare l’appiglio giusto per maturare lentamente. Alex e Lorena sono la perfetta combinazione tra il bianco e i colori, profumano di vita e amore, ma non sono ancora pronti a lasciarsi andare completamente. Così questa autrice ci racconta tutte le sfumature di quelle emozioni che rappresentano un rapporto tra un uomo che decide di sfidare il destino e iniziare a credere a quella ragazza che gli apre il cuore bisognosa di sentirsi finalmente accettata e amata. Il tema dell’albinismo è trattato con grande precisione e studio: mi hanno affascinato molto le descrizioni fisiche di Alex, il suo lato psicologico sempre in contrasto con la solarità di Lorena. I dieci anni di età che li separano non sempre ci fanno capire che il più grande è Alex. Lorena è una ragazza molto matura, a volte troppo impulsiva, ma questa sua caratteristica è perfetta per contrastare le insicurezze di Alex. L’abbandono di cui soffre Lorena viene affrontato piano piano, si capisce quanto abbia sofferto ma nonostante tutto non rinuncia a buttarsi in quell’abbraccio che sa che potrà donarle tutto quello di cui ha sempre avuto bisogno. Quanto li ho amati questi due! Sono la metà di un puzzle che deve solo trovare la forza di unirsi perchè l’incastro è già perfetto così com’è.
“Accorgiti di me. Non vedi che sto male se mi metti da parte?”
Non chiedono altro che guardarsi, difendersi e sorreggersi da quel nero che vuole a tutti i costi nascondere quel bianco che risplende di luce propria. Quel bianco che si ama, che si venera, che si gusta. L’antidoto sono quei colori che dipingono l’affetto, la passione e la coscienza di due esseri umani che imparano a guardare al di là dell’aspetto fisico, che sanno ascoltare le loro anime senza parlarsi, che vogliono avere il loro per sempre vissuto fianco a fianco.
La scrittura fluida e precisa di Eveline Durand dona a questo romanzo una voglia di continuare a leggerlo senza fermarsi, il titolo di ogni capitolo è dedicato a un colore e a un sentimento che servono al lettore per entrare ancora più in contatto con i protagonisti.
L’ambientazione italiana è perfetta, le descrizioni dei luoghi affascinanti invogliano a partire e a trasferirsi in quei posti dove questi colori sanno colorare il bianco. Cover e titolo sono in sintonia con il racconto e i pov alternati danno la visione della storia sia dal punto di vista di Alex che di Lorena.
Che altro dire se non di aprire questo romanzo per lasciarvi trasportare da un arcobaleno di emotività, turbamento ed eccitazione capace di farvi guardare dentro l’anima in cerca di quel valore aggiunto che va oltre l’aspetto fisico dell’essere umano.
Buona lettura,
La scrittura fluida e precisa di Eveline Durand dona a questo romanzo una voglia di continuare a leggerlo senza fermarsi, il titolo di ogni capitolo è dedicato a un colore e a un sentimento che servono al lettore per entrare ancora più in contatto con i protagonisti.
L’ambientazione italiana è perfetta, le descrizioni dei luoghi affascinanti invogliano a partire e a trasferirsi in quei posti dove questi colori sanno colorare il bianco. Cover e titolo sono in sintonia con il racconto e i pov alternati danno la visione della storia sia dal punto di vista di Alex che di Lorena.
Che altro dire se non di aprire questo romanzo per lasciarvi trasportare da un arcobaleno di emotività, turbamento ed eccitazione capace di farvi guardare dentro l’anima in cerca di quel valore aggiunto che va oltre l’aspetto fisico dell’essere umano.
Buona lettura,
Eleonora




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