HO IMPARATO A ODIARTI, VI KEELAND & PENELOPE WARD. Recensione in pillole di Vicky Sp.


Titolo: Ho imparato a odiarti
Autore: Vi Keeland & Penelope Ward
Editore: Newton Compton
Pubblicazione: 18 luglio 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 5,99 ebook

Tutto è iniziato con un misterioso biglietto cucito dentro un abito nuziale. Ero andata in un negozio dell’usato per disfarmi del mio vestito da sposa, così da togliermi di torno la rappresentazione in pizzo e merletti del mio fallimento sentimentale. E tra le cianfrusaglie ho scoperto che qualcuno aveva avuto la stessa idea. Così ho dato un’occhiata al meraviglioso modello a sirena di qualche altra relazione andata in frantumi e, con sorpresa, ho trovato il misterioso messaggio: “Grazie per aver trasformato ogni mio sogno in realtà”. C’era anche una firma: Reed Eastwood, apparentemente l’uomo più romantico che sia mai esistito. Non sono riuscita a trattenere la curiosità. Non solo l’ho cercato, scoprendo che è bellissimo, ma ho anche deciso che avrei fatto di tutto per capire che cosa abbia mandato in frantumi il suo fidanzamento. Chi l’avrebbe mai detto che per uno strano scherzo del destino sarebbe diventato il mio capo?


Le cianfrusaglie usate, che al giorno d’oggi si chiamano vintage, venivano vendute nei negozi dell’Upper East Side, a Brooklyn, a un occhio della testa. Charlotte era solita acquistare abiti d’occasione, ma non certo i vestiti da sposa, perché le storie che per lei portavano con sé la turbavano. 
Si trovava in quel negozio per vendere il suo abito di nozze, che non aveva potuto indossare a causa del tradimento del futuro marito. Oltretutto neppure le piaceva quel vestito, era sofisticato e noioso, ma per far felice la madre di Todd lo aveva scelto, diventando una conformista e perdendo se stessa per strada.
Si sentiva sconfitta e abbattuta. Stranamente, non era gelosa perché l’uomo che pensava di amare avesse voltato pagina, ma le faceva male il fatto di essere stata sostituita con tanta facilità. Era la conferma che ciò che c’era stato fra di loro non era mai stato speciale.
Mentre girovagava nel negozio, la sua attenzione fu catturata da un meraviglioso abito di piume color cipria, e decise di indossarlo, perché ne era fortemente attratta. All’interno della fodera scoprì esserci un biglietto d’amore cucito sui bordi. Quando lo lesse andò in visibilio: «quell’abito di piume era il mio spirito guida, e mi sentivo un po’ come se quel biglietto fosse stato scritto per me dal mio fidanzato immaginario» .
Ma non voleva semplicemente indovinare quale storia avesse quell’abito. La voleva vivere!
Il biglietto riportava anche il nome dell’autore, un certo Reed Eastwood, ai suoi occhi l’uomo più romantico mai esistito, e cercarlo divenne la sua ossessione.
Scoprì che Reed era un agente immobiliare, bellissimo ma fin troppo arrogante, e, usando vari stratagemmi, riuscì a incontrarlo. Persino a lavorare per lui.
A Reed Charlotte non stava affatto simpatica, anche se ne ammirava la bellezza; non era molto felice di averla sotto le sue dipendenze, e non perdeva occasione per farglielo notare. Ed era questo che rendeva divertente disprezzare una persona fisicamente attraente: «Era come una battaglia fra mente e corpo che in circostanze normali il corpo sarebbe stato destinato a vincere».
Ma Charlotte Darling era quanto di più lontano poteva esistere nella normalità, e Reed doveva ricordare di tenere alta la guardia se non voleva soffrire né farle del male.
Entrambi avevano i cuori spezzati, ma mentre lei era andata avanti, superando il dolore e l’umiliazione ricevuti, Reed era rimasto come bloccato in un limbo. Charlotte pensava che se avesse condiviso con lui quanto le era successo a un passo dal matrimonio, forse si sarebbe aperto un po’ di più.
«Io… non so cosa sia successo fra di voi… ma so cosa significa essere feriti da una persona a cui tieni, o a cui credevi di tenere. Forse se ne parlassi ti aiuterebbe a lasciare andare un po’ di rabbia». 
Ma le cose non andarono come aveva previsto, anzi ottenne l’effetto contrario, ossia quello di irritarlo: 
«L’unica persona che mi fa arrabbiare sei tu. Dal momento in cui hai messo piede nella mia vita non hai fatto altro che causarmi problemi».
Da quando la ragazza si era messa a nudo con lui, Reed si sentiva molto turbato, perché più la conosceva più si sentiva, stranamente, vicino a lei, come in una sintonia pacifica. 
Charlotte adesso che aveva iniziato un nuovo lavoro e una nuova vita, si riteneva finalmente felice. Aveva perso di vista i suoi obiettivi quando stava con Todd, alla spasmodica ricerca di uno spazio tra loro e la sua carriera, e per uniformarsi al suo stile di vita e ai suoi passatempi.
Ora invece desiderava soltanto capire chi fosse veramente, e per farlo doveva prima scoprire le sue origini. 
«Nell’ultimo periodo, scoprire chi fossi esattamente era diventata una sorta di missione per me». 
Reed aveva un effetto incredibile su di lei. Ed era certa di non essere l’unica. Sapeva di riuscire, a volte, a suscitare qualche reazione in lui. L’unica differenza era che lei non voleva reprimere i suoi sentimenti. Proprio come Reed era rimasta ferita in passato da qualcuno che amava, ma nonostante tutto desiderava scoprire cosa di bello ci fosse tra loro.
Grazie alla sua perseveranza, Reed aveva deciso di intraprendere un percorso di cambiamento, e di superare le sue paure e incertezze:
«C’era sempre stato qualcosa di magico in lei, nel modo in cui era appena comparsa nella mia vita e l’aveva sconvolta. Era la sua polvere di fata».
Il personaggio di Reed ci viene presentato come un uomo cinico, presuntuoso e tracotante, fermo a un bivio e intrappolato in una storia d’amore che, nonostante sia finita, non lo fa andare avanti.
Ma sono altre le ragioni del suo comportamento arrogante e chiuso, e quando le ho scoperte ne sono rimasta colpita, e ho compreso il perché di alcune sue ferme convinzioni. La nonna, che per tutto il romanzo lo ha sostenuto con amore, lo invita a persistere nella ricerca della felicità, e a rivedere i suoi piani per il futuro: 
«Reed, la vita ti ha servito una mano sfortunata, è vero. Ma non per questo devi ritirarti dal gioco. Significa che devi fare un respiro profondo e prendere tutte le carte orribili che hai nel mazzo, metterle nel mucchio, e prenderne di nuove».
La persona che Reed incontra in modo casuale al Central Park, è “la prova vivente che un carattere forte è tutto nella vita”. Questa parte mi ha commossa e dato molti spunti di riflessione. 
«Era divertente come a volte l’universo ti mettesse davanti agli occhi al momento giusto la cosa di cui avevi esattamente bisogno». 
Molte le scene divertenti, ma anche di spessore, che rimandano ad argomenti delicati, trattati senza cadere nel pietismo, ma dando loro il giusto peso, abbastanza per comprenderne gravità e importanza. 
E l’epilogo poi, una manifesta volontà delle autrici di inneggiare alla vita e superare le difficoltà con le quali, purtroppo, ci si trova a dover fronteggiare molto spesso. 
Vicky Sp 


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