HATE THAT I LOVE YOU, DEBORA C. TEPES. Recensione.


Titolo: Hate that I love you
Autore: Debora C. Tepes
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 14 maggio 2020
Genere: New adult/Sport romance
Prezzo: € 2,99 ebook


Houston, Texas. Stafford High School.
Max Rivera, giovane promessa dell’atletica leggera, non ha mai sopportato Brandon Walker, il quarterback più affascinante della scuola, e avrebbe volentieri continuato a ignorarlo se non fosse che sua cugina Sofia, con la quale condivide gran parte della sua vita, ha deciso di fidanzarsi proprio con lui.

Max conosce i tipi come Walker e sa perfettamente che farà soffrire Sofia, rovinandole proprio l’ultimo anno di liceo, quello che per tutti dovrebbe essere memorabile.

Così, con l’aiuto del suo migliore amico Brett, decide di ordire una strategia per allontanare una volta per tutte Brandon e Sofia. La vita, però, sembra avere un piano tutto suo col quale Max dovrà scendere a patti...

Brandon Walker è tra i ragazzi più desiderati della scuola, ma ha un lato oscuro che non tutti sono in grado di intuire. Max, però, non è come gli altri.
Lei ha provato sulla sua pelle il calore bruciante dell’oscurità che si addensa nell’animo di Brandon, ed è per questo che non riesce a provare altro che odio e rancore, nei suoi confronti.
Tra durissimi allenamenti sotto il sole cocente del Texas e sguardi di fuoco lanciati nei corridoi della scuola, Max e Brandon continuano a incrociarsi e a perdersi, a insultarsi e a ferirsi con tutte le armi a loro disposizione, finché la vita non li porrà di fronte alla scelta più dura: perdonare o vendicarsi.
Lasciarsi andare alle spire travolgenti della passione o lottare con tutte le proprie forze per continuare a nascondersi dietro lo scudo dell’odio.

Maxime ha perso i genitori alla tenera età di tredici anni. Da allora sono stati i suoi zii a prendersi cura di lei e a crescerla come fossero i suoi genitori naturali. Non le hanno mai fatto mancare niente, l'hanno sostenuta e incoraggiata, ma soprattutto l'hanno spronata a essere la migliore nella sua passione: la corsa. I metri da macinare non la spaventano, anzi. Max corre quando è triste, quando è felice, corre sempre, perché l'aiuta a sentirsi viva. 
La storia che ha avuto all'età di quattordici anni con l'attuale campione della Stafford High School, futura promessa del football del Texas, Brandon Walker, è stata archiviata. Adesso Max pensa solo ad allenarsi e al suo migliore amico Brett. Ogni volta che vede Brandon, però, è ira funesta che si scatena. Si detestano, il rancore che entrambi ancora covano è qualcosa di forte, che libra nell'aria anche a chilometri di distanza. Nell'ultimo periodo, poi, Brandon ce la sta mettendo tutta per farsi odiare ancora di più. Ha iniziato una storia con la cugina di Max, Sofia. Quest'ultima è perdutamente innamorata, oltre a essere convinta che Brandon un giorno la sposerà e farà dei figli con lei. Max sa che la sta solo prendendo in giro, perché i ragazzi come Brandon non amano nessuno al di fuori di loro stessi. 
Prova a metterla in guardia, ma niente. Sua cugina si fida del suo ragazzo e non vuole sentire ragioni. Intanto Brandon continua a metterle i bastoni tra le ruote e a ripiombare nella sua vita nei momenti meno adatti. È un incubo, onnipresente e tragico. Le fa perdere la pazienza come pochi, la distrae e distoglie la sua attenzione dall'obiettivo. 
Gli farò pentire di avermi usata e gettata come un vecchio straccio. Gli rovinerò la carriera e la vita. Infrangerò i suoi sogni più grandi, a costo di soffrire anch'io.
Cosa è successo realmente quando i due erano poco più che ragazzini? Perché quella ferita brucia ancora sulla pelle e nel cuore di Max? Le loro strade che continuano a intrecciarsi li porteranno a odiarsi ancora di più fino a quando capiranno che sotto la brace c'è di più della rabbia. Una rivelazione forte, che farà tremare il mondo di Max dalle fondamenta e la butterà di nuovo nella fossa del leone. 
Perché non esiste amore senza dolore. Sono uno l'estensione dell'altro. Se soffri vuol dire che stai amando con tutta te stessa. 
Hate that I love you è un romanzo dalla trama prettamente new adult. Odio spietato e amore folle si alternano, si danno il cambio in maniera equilibrata, rendendo l'intera storia movimentata e mai scontata. Il lettore non può mai immaginare se nella prossima scena a dominare sarà l'odio e l'amore. Sono presenti entrambi, perché quello che c'è stato - e c'è ancora - tra i protagonisti è un sentimento forte, finito in maniera brusca, senza le dovute spiegazioni del caso, e che ha lasciato l'amaro in bocca a Max. Brandon sembra un personaggio terribile, che fa di tutto per farsi odiare anche dal lettore. Il classico bullo che mette tutti sotto i piedi senza pietà, il classico sportivo ricco dalla vita piena di successi sempre circondato da ragazze. Per la primissima parte del romanzo appare proprio così, poi qualcosa cambia. Debora C. Tepes ci mostra le crepe della sua vita, le fragilità e i dolori che lo hanno forgiato e portato a fare delle scelte che non avrebbe mai voluto fare. A suo modo anche lui è una vittima, anche a lui è stato fatto del male. Non ha potuto farsi giustizia, ed ecco spiegato il motivo per cui adesso è così malvagio e si prende gioco di tutti, ragazze e amici. 
È per questo che non posso avere una relazione. Perché l'amore ti confonde, ti fa commettere cazzate insensate, ti rende debole. E io non posso essere debole, o ne pagherò le conseguenze. 
Scenate di gelosia non troppo velate, il desiderio di essere sempre presente nella vita dell'altro e l'odio che continueranno a sputarsi addosso come veleno contribuiranno a far capire che sotto c'è ancora tanto, tantissimo sentimento. Max non lo ammetterà mai, ma è così. Pian piano l'odio inizia a sparire, lasciando il posto alla tenerezza. Brandon si trasforma in un ragazzo pentito che vuole rimediare ai suoi errori. Max inizia a perdere parte della  tenacia con cui intendeva distruggergli la vita. 
Sono due le cose che non mi hanno convinta al 100% in questo romanzo: la prima è indubbiamente il cambio di rotta improvviso. A mio parere andava descritto in maniera più graduale, per apparire credibile agli occhi del lettore. Dopo tutte le cattiverie - e anche la violenza - Brandon si trasforma in un cucciolo. Il che va bene, mi sta più che bene, ma avrei voluto che il cambiamento fosse maggiormente giustificato e più lento. In questo modo mi ha un po' spiazzata e lasciata con un punto interrogativo. 
La seconda cosa che non mi è piaciuta e mi ha fatto storcere il naso più volte è stato il migliore amico di Max, Brett. Rappresenta l'icona del migliore amico gay, quello che ogni ragazza vorrebbe avere al suo fianco perché modaiolo e sempre pronto a dare consigli anche non richiesti. È un ragazzo intelligente e dalla battuta pronta, ma in certi momenti fin troppo caricaturale. Un personaggio portato all'estremo, in positivo come in negativo. Un personaggio sui cui si è spinto troppo. A volte l'ho adorato, ma altre volte, giuro, l'avrei mandato al diavolo. Acido e avvelenato come nessuno al mondo. Probabilmente l'intento dell'autrice era proprio questo: dare vita a un personaggio fortemente provocatorio, ma non posso fingere che non mi abbia infastidita. 
Alla prima parte, in cui i due protagonisti si odiano follemente, ho preferito la seconda. Di una dolcezza inaudita, capace di farmi sciogliere. Max è stata adorabile sin dall'inizio, con il tempo è solo migliorata. Brandon è stato capace di farmi rivalutare la sua personalità. In fondo in fondo sono riuscita ad adorare anche lui. Non è stato immediato, non è stato così semplice, ma ci sono riuscita. 
Sono Brandon Walker e sono un vincente. E la mia vittoria più grande è proprio lì che brilla davanti ai miei occhi. Ho tutte le intenzioni di afferrarla e custodirla tra le mie mani, come se fosse la coppa del Super Bowl. 
A tratti appaiono incoerenti, cambiano idea fin troppo facilmente, si fanno trasportare dalle situazioni, ma rispecchiano appieno la loro età. Durante la lettura bisogna più volte ricordarsi che si ha tra le mani un romance new adult e che Max e Brandon sono giovanissimi. Chi a quell'età non ha commesso errori su errori o è stato fin troppo influenzabile? 
Ciò che più mi è piaciuto è stata la capacità dell'autrice di calarsi in questo mondo. Dimenticate la Debora C. Tepes conosciuta attraverso i dark romance, non ha niente a che fare con questa! In Hate that I love you ogni cosa grida gioventù, leggerezza, esagerazione. Debora sembra mettersi nei loro panni, interpretando nella giusta maniera le loro volontà, i loro sogni, le loro cadute. Quello che in apparenza può sembrare un romanzo un po' acerbo, in realtà rispecchia pienamente i protagonisti e il momento di vita raccontato. 
I personaggi secondari contribuiscono alla buona riuscita del romanzo, facendo molto più che da comparse. Sostengono l'unione dei protagonisti, nel bene e nel male li spingono dritti l'uno tra le braccia dell'altra. 
Una dolcissima storia di amore e odio, di cui il perdono e la rinascita sono i punti cardine. Una storia leggera che porta il lettore a riavvolgere il nastro e a tornare indietro nel tempo. Il primo, indimenticabile amore, il primo ballo, la prima delusione. Gli amici che ti sostengono, quelli che ti detestano e te ne combinano una più del diavolo, quelli che si battono insieme a te per le tue battaglie. Sono certa che le amanti del genere sapranno apprezzarlo a dovere.


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