Autore: Stefania Nascimbeni
Editore: Morellini Editore
Pubblicazione: 27 febbraio 2020
Genere: Narrativa
Prezzo: € 4,99 ebook; € 15,90 cartaceo
Entrare in terapia per curare un disturbo alimentare e scoprire la fine del proprio matrimonio? Succede, se hai passato tutta la vita fingendoti una geisha e invece sei lo spirito vivente di un ardente samurai. La protagonista è una donna come molte che, dopo aver recitato nei panni di un’altra se stessa, tornerà libera, sì, ma dovrà confrontarsi con le difficoltà di essere una madre separata. Farà i conti con una Milano che non offre grandi speranze per una trentenne single, con un figlio piccolo: lavori precari, uomini sposati e altri casi umani. Per fortuna c’è la sua bizzarra famiglia extra large, dove tutti sono separati e risposati con altri separati (con figli). Riuscirà la protagonista a fare pace con il suo spirito inquieto? Di certo scoprirà la felicità smettendo di essere come vogliono gli altri.
Sfogliando gli ultimi libri pubblicati sono rimasta colpita da questa cover e, una volta che la curiosità si è impossessata della mia testa, non ho resistito e ho subito letto la trama. Ho fatto click ed ecco il libro di cui avevo bisogno in questo strano periodo di reclusione forzata.
La copertina prometteva bene, la trama era molto interessante, così mi sono messa sul lettino da sole in giardino e ho lasciato che la lettura completasse il relax.
Non conoscevo questa autrice che, devo dire, è stata una piacevole scoperta. Il suo stile è tutto al femminile, un linguaggio diretto e la capacità di conquistare il lettore sono la sua forza.
Volete sapere di più? Lasciatevi conquistare dal romanzo di Stefania che descrive la storia di una donna incredibile, “la Donna” la definirei. Un coraggio smisurato e una voglia di indipendenza e riscatto dalla vita che le fa mettere in discussione tutte le sue scelte.
Vi suona familiare? Le cose più stupide, di solito, sono l’oggetto del contendere: la ragione, l’ultima parola, il punto e a capo a chi toccano mai veramente.
La storia è raccontata in prima persona, quindi sono partita sicura che fosse Stefania a parlare della sua vita ma dopo qualche capitolo mi sono chiesta: e se stesse parlando di una sua amica, o di sua sorella, o di una noi? Ma soprattutto: perché questa protagonista non ha un nome? La curiosità aumentava.
Le vicende raccontate da Stefania non sono diverse da quelle di qualsiasi altra donna ed è per questo che pagina dopo pagina mi sono appassionata sempre di più. Uno spezzato di vita reale, quotidiana, fatta di responsabilità ma anche di leggerezze, di passione e di odio, di rispetto verso la famiglia e di voglia di rivalsa, di emancipazione e di voglia di essere amati. Un viaggio in una realtà che è sotto gli occhi di tutti ma che nasconde fragilità e promesse infrante che lasciano segni ben evidenti nell’anima femminile.
Volete sapere di più? Lasciatevi conquistare dal romanzo di Stefania che descrive la storia di una donna incredibile, “la Donna” la definirei. Un coraggio smisurato e una voglia di indipendenza e riscatto dalla vita che le fa mettere in discussione tutte le sue scelte.
Vi suona familiare? Le cose più stupide, di solito, sono l’oggetto del contendere: la ragione, l’ultima parola, il punto e a capo a chi toccano mai veramente.
La storia è raccontata in prima persona, quindi sono partita sicura che fosse Stefania a parlare della sua vita ma dopo qualche capitolo mi sono chiesta: e se stesse parlando di una sua amica, o di sua sorella, o di una noi? Ma soprattutto: perché questa protagonista non ha un nome? La curiosità aumentava.
Le vicende raccontate da Stefania non sono diverse da quelle di qualsiasi altra donna ed è per questo che pagina dopo pagina mi sono appassionata sempre di più. Uno spezzato di vita reale, quotidiana, fatta di responsabilità ma anche di leggerezze, di passione e di odio, di rispetto verso la famiglia e di voglia di rivalsa, di emancipazione e di voglia di essere amati. Un viaggio in una realtà che è sotto gli occhi di tutti ma che nasconde fragilità e promesse infrante che lasciano segni ben evidenti nell’anima femminile.
Dentro di me urlavano una bambina ferita, una donna in catene e una sposa fantasma. Non sapevo proprio a quale delle tre me dare la precedenza. In quel momento mi sembravano soltanto rumori che faticavo a decodificare.
Ogni capitolo è dedicato a un particolare momento della vita di questa donna che ha un carattere forte ma fastidioso, che crede di poter mettere la sua vita in una scatola, buttare la chiave, e restare al sicuro dal mondo esterno. La Nascimbeni ci descrive le emozioni, i turbamenti e le speranze che hanno caratterizzato il passato della protagonista, che stanno segnando il suo presente e che coloreranno il suo futuro. Riesce a entrare dentro il lettore semplicemente raccontandogli la verità, senza fare ricorso a fantasticherie, invenzioni o utopie.
Si è spettatori della vita di un’altra persona caratterizzata da una separazione che non sembra essere sofferta ma descritta come una qualunque gita fatta in una normale giornata di sole.
Si è spettatori della vita di un’altra persona caratterizzata da una separazione che non sembra essere sofferta ma descritta come una qualunque gita fatta in una normale giornata di sole.
Avendo cercato in tutti i modi di diventare una geisha perfetta, avevo finito per trasformarmi nell’ologramma di un’altra persona. E non c’è cosa peggiore di essere traditi per il fantasma di se stessi. Mio marito e io sembravamo un merluzzo, un pezzo di gorgonzola e un vasetto di marmellata finiti per sbaglio nello stesso impasto. Non era colpa di nessuno. Era così e basta. L’epilogo, la battuta finale, la scusa per trovare il coraggio di dire che non c’azzeccavamo più niente fu quella: la crema anticellulite. In ogni caso non è mai una singola battuta a decretare la fine della pièce, la frase che annuncia l’uscita di scena degli attori; piuttosto, è ciò che accade durante tutto il terzo atto ad accompagnare lo spettatore verso la calata del sipario. E il nostro terzo atto era finito da un pezzo.
Da una famiglia allargata e a volte ingombrante ma necessaria a garantirle il giusto sostegno morale.
Mio padre è più un albero secolare. Mia madre un’amabile geisha. Mentre io sono semplicemente come sono.
Da una malattia che metterà a nudo tutte le scelte finora fatte dalla protagonista e lascerà evidenti segni sul suo corpo.
L’unica ad aver notato che la mia luce si stava spegnendo ora dopo ora, specialmente per effetto delle enormi occhiaie simili a due grossi grappoli d’uva: il primo sintomo della depressione, che mi venne come conseguenza dell’anoressia, era stato proprio l’insonnia. Le altre persone, invece, non facevano che congratularsi per il mio portamento, i bei vestiti, la bella macchina…
Molte saranno le sensazioni che il lettore proverà assieme alla protagonista: ansia, preoccupazione, incertezza, felicità, sconfitta, perfino le famose farfalle nelle stomaco sembreranno reali nel vostro corpo. Ma anche le donne forti, si sa, prima o poi possono cadere sotto gli occhi di chi avrebbe dovuto guardare e invece si è difeso chiudendo gli occhi. Volere è potere ma non sempre in questo ordine e la Nascimbeni ce lo dimostra con questo romanzo che vuole essere un insegnamento per tutte quelle persone fragili che hanno bisogno di un incoraggiamento: quando il gioco si fa duro si deve diventare ancora più forti e nulla è perduto quando si crede in sé stessi.
Sono contenta di aver scoperto una nuova autrice e di aver conosciuto le sue capacità scrittorie perché questa storia va apprezzata nel suo intero, va goduta e capita senza pregiudizi o azzardi. Sarà una coccola, una mano sulla guancia, un caldo abbraccio che vi regalerà momenti di serietà e di ironia, vi lascerà una sana impressione e soprattutto vi porterà a credere che la felicità è davvero al di là della paura.
Sono contenta di aver scoperto una nuova autrice e di aver conosciuto le sue capacità scrittorie perché questa storia va apprezzata nel suo intero, va goduta e capita senza pregiudizi o azzardi. Sarà una coccola, una mano sulla guancia, un caldo abbraccio che vi regalerà momenti di serietà e di ironia, vi lascerà una sana impressione e soprattutto vi porterà a credere che la felicità è davvero al di là della paura.
Buona lettura,
Eleonora




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