UNA GRAN VOGLIA DI VIVERE, FABIO VOLO. Recensione di Eleonora.


Titolo: Una gran voglia di vivere
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 22 ottobre 2019
Genere: Narrativa
Prezzo: € 9,99 ebook; € 19,00 cartaceo

"Svegliarsi una mattina e non sapere più se ami ancora la donna che hai vicino, la donna con cui hai costruito una famiglia, una vita. Non sai come sia potuto accadere. Non è stato un evento, una situazione, un tradimento ad allontanarvi. È successo senza esplosione, in silenzio, lentamente, con piccoli, impercettibili passi. Un giorno, guardando l'uno verso l'altra, vi siete trovati ai lati opposti della stanza. Ed è stato difficile perfino crederci."

Quello di Marco e Anna sembrava un amore in grado di mantenere le promesse. Adesso Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l'ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l'amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato.


Il nuovo libro di Fabio Volo è il racconto di una crisi di coppia e del viaggio, fisico e interiore, per affrontarla. Un romanzo sincero, diretto, che sa fotografare le pieghe e le piccole contraddizioni dei nostri rapporti. Una storia in cui ritrovarsi, emozionarsi e capire se esiste, a un certo punto, un modo nuovo di stare insieme.

Ho letto tutti i romanzi di Fabio Volo e il 22 ottobre, giorno dell’uscita di questo ultimo romanzo, sono andata a Milano per incontrarlo di persona. Solo cinque minuti, un autografo, uno sguardo e una fotografia che per molti non rappresenta nulla ma che per me rappresenta l’incontro con colui che mette nero su bianco le scene di vita che ogni comune coppia si ritrova ad affrontare, assaporare, soffrire e crescere. Comune coppia perché i romanzi di Fabio Volo non descrivono la vita dei bellocci di Hollywood, di coppie meravigliose, di amori impossibili. No, Fabio Volo racconta storie di vita comune che ogni coppia di amici o persino noi stessi, viviamo ogni giorno tra casa, lavoro, figli, amici, calcetto, hobby.
In Una gran voglia di vivere Fabio Volo mi è piaciuto molto e l’ho immaginato narratore di una confessione coinvolgente e stravolgente, raccontata da un qualsiasi amico di infanzia. Nel titolo è racchiuso il valore di tutta la storia e anche il valore che ognuno di noi dovrebbe dare alla propria.
A volte, quando leggo una sua storia, mi guardo attorno perché mi domando se possa aver messo qualche telecamera in casa mia. I suoi dialoghi rispecchiamo la quotidianità, i suoi personaggi assomigliano agli amici, e il suo lieto fine è il non lieto fine.
In questo romanzo si racconta la fine di un amore, il dramma interiore che assale la coppia quando si scopre che non si ama più il proprio marito, la propria compagna, la persona con la quale si ha scelto di trascorrere la vita.
«Non sai come sia potuto accadere. Hai dato per scontato che a te non sarebbe mai capitato e ti sei concesso il lusso di distrarti, di guardare fuori dal finestrino, goderti il paesaggio. E quando ha iniziato a non piacerti più, quando ha smesso di assomigliare a quello che avevi immaginato, era troppo tardi per tornare indietro.»
Anna e Marco, sposati da 7 anni e con un figlio di 5, Matteo, si ritrovano davanti a un bivio. Marco, alla domanda di Anna risponde «Non lo so più».
Cosa non sa più? «Non so più se ti amo»Forte come risposta, tanto quanto è stato forte porre la domanda. Quanti di noi si porrebbero questa domanda? Quanti sarebbero disposti a mettersi a nudo davanti al proprio compagno/a, al proprio marito/alla propria moglie?
La routine di tutti i giorni, il lavoro, i figli. Tutto inizia in modo impercettibile. Dopo l’entusiasmo iniziale in cui gli occhi sono a cuoricino prende piede la stanchezza, il fastidio, la noia e quella vita che avevamo immaginato si trasforma in uno sbaglio.
«È quello che provo anch’io. Questa non è la vita che avevo immaginato e non capisco dove abbiamo sbagliato. Anche se stiamo insieme, anche se abbiamo un figlio, nella maggior parte del tempo mi sento sola».
E i ricordi fanno da sfondo. Ci si ricorda di come si era innamorati, di come si era coraggiosi e incoscienti, del colpo di fulmine che ci aveva conquistato l’anima, di come la voglia di stare insieme non implicava problemi. E poi arriva il presente che pesa come un macigno. Perché continuiamo a stare insieme?
«Io e Anna eravamo pieni di energia, avevamo mille progetti, un futuro da costruire e l’idea di raggiungere tutte queste cose ci eccitava. Poi è stato come se ci fossimo bloccati, non sapevamo dove stavamo andando, non c’era più una meta. Non c’era più un futuro eccitante, non dovevamo cercare casa, arredarla, preparare la stanza per il primo figlio, non dovevamo ampliare il nostro raggio d’amore. Sembrava più importante riuscire a mandare avanti ogni cosa, eravamo concentrati a tenere tutto insieme.»
Si può dare la colpa ai figli? Quando arriva un figlio la stabilità della coppia ne risente e non sempre si è capaci di trovare l’appiglio per restare ancorati. Non ci sono certezze, solo variabili. Ci si guarda un giorno negli occhi e ci si scopre alieni, sconosciuti, estranei. Non ci  si riconosce più eppure ci si vede tutti i giorni.
Ci si vede ma non ci si guarda. L’apatia e la voglia di evadere prendono il sopravvento come se stessimo perdendo il nostro tempo più prezioso.
Ma siamo noi che creiamo il nostro tempo. Siamo noi che costruiamo il nostro futuro e siamo noi che sopravviviamo al presente senza accorgerci che i piccoli gesti quotidiani sono il sale della nostra vita. Una carezza, un abbraccio, un sorriso.
E quindi alla domanda "cosa facciamo?", cosa rispondono Anna e Marco?
È la paura della fine di una storia a fare paura. Non la fine in sé. Abbiamo paura di affrontarci per non lasciarci. Ed ecco la scoperta:
«E qual è il problema vero?»– «Semplicemente ho una gran voglia di vivere.» Faceva male, eppure aveva trovato le parole giuste. Era così anche per me. Avevamo entrambi una gran voglia di vivere e la tristezza stava nel fatto che insieme sembravamo non esserne più capaci. 
Amare richiede il coraggio di avere una relazione profonda con se stessi prima che con l’altro. Non esistono le anime gemelle. Esistono le anime che hanno voglia di mettersi in gioco ogni giorno, di scoprirsi e di conoscersi anche dopo anni insieme. Uno degli errori più comuni è pensare che per amare ed essere amati basti incontrare la persona giusta.
Marco e Anna resteranno insieme?
Gustatevi questa storia rilassati sul divano con una bella tazza di the caldo perché questa lettura sarà un viaggio, non solo quello raccontato da Fabio Volo nella storia, ma anche quello dentro voi stessi per cercare di capire che "mettere fine alla nostra storia non era la soluzione, forse avremmo semplicemente dovuto mettere fine al modo in cui l’avevamo vissuta e cercarne uno nuovo di stare insieme".
Eleonora

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