Autore: Bianca Marconero
Serie: Le nostre prime sette volte #1
Serie: Le nostre prime sette volte #1
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 15 ottobre 2019
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 2,99 ebook; € 12,31 cartaceo
«Io dovrei proprio licenziarti, Alice».
«Lo hai già fatto sei volte, Alex».
«Speriamo che la settima sia quella buona».
Quante volte devi licenziare la tua segretaria prima di capire che non puoi vivere senza di lei?
Alice Baker è una giovane copywriter, idealista e determinata, con una singolare propensione per i vestiti bizzarri. Alex è l’erede della Francalanza Visconti, la casa editrice leader nei periodici, e ha un gusto impeccabile per i vestiti.
Fin dal loro primo incontro, Alex e Alice decidono di non piacersi affatto. Non hanno niente in comune, non approvano lo stile di vita dell’altro, sono totalmente incompatibili. Alice pensa che Alex sia uno snob egocentrico e compiaciuto che gode nel farsi paparazzare con ragazze bellissime. Alex pensa che Alice sia una patetica sognatrice, che colleziona licenziamenti ed è convinto che, nonostante sia bellissima, resterà per sempre fuori dal suo radar.
Ma cosa succede se due persone che si sono già escluse a vicenda scoprono di non potere stare l’una senza l’altra? Se scoprono di essere attratti proprio dall’ultima persona al mondo che pensavano di prendere in considerazione? Per quanto tempo si può negare la passione e si può mettere a tacere un desiderio? Si può forse dire al cuore di non impazzire per l’unica persona in grado di toccarlo?
Dalle spiagge dell’isola di Capri, alle piste da sci di Cortina d’Ampezzo, passando per Milano e i corridoi delle vivaci redazioni di «Lollipop» e «Power Player», Alex e Alice si raccontano attraverso le loro prime sette volte. Sette strade diverse per entrare in collisione o separarsi per sempre. Una storia sulla ricerca dell’anima gemella e sulle sorprese del cuore. Perché le persone più sbagliate per noi possono farlo battere per il motivo giusto.
Alice Baker è una ragazza singolare e fuori moda. Si guarda intorno, vede le differenze tra lei e le altre donne, ma semplicemente non se ne cura. Non indossa un tacco 12, non porta una minigonna che più mini solo le mutande potrebbero, non ama i colori vivaci né quelli pastello. Però ha due occhi azzurri che sono dei fari e delle attraenti lentiggini, per chi sa guardare oltre.
Alessandro Francalanza Visconti, invece, ha fatto della moda il suo credo. Nel suo guardaroba non c'è niente che non sia firmato e ama sfoggiare il suo potere e la sua ricchezza in ogni modo possibile.
Lui, per Alice, è inavvicinabile e inarrivabile. Un alieno, appartenente a un pianeta per lei sconosciuto. Un pianeta che nemmeno vuole conoscere.
Il divario tra loro aumenta quando Alice inizia a lavorare per lui. Non potrebbero essere più diversi, lontani e incompatibili. Alex la ignora, proprio non la vede. È così ridicola, insignificante e fuori contesto che di lei conosce solo il suo talento lavorativo e l'apporto positivo che dona alla redazione che il ragazzo erediterà. Alice, allo stesso modo, lo detesta con tutto se stessa. È così scontato, il classico prototipo del ricco figlio di papà che nella vita ha avuto sempre tutto facile.
Un'eruzione vulcanica, un terremoto dieci magnitudo, una furia inarrestabile: le loro interazioni. Nessuno dei due cede, entrambi tengono botta. Testa alta e sotto a muso duro, scontro dopo scontro, licenziamento dopo licenziamento, passi indietro dopo passi indietro. Un'altalena di alti bassi in cui i bassi fanno completamente ombra agli alti. E se dietro l'odio, l'indifferenza e l'incoerenza con cui ogni volta dicono basta ci fosse qualcosa di più? Come andrebbe a finire se Alex e Alice capirebbero di essere diventati ormai indispensabili l'uno per l'altra?
Le nostre prime sette volte è l'ennesimo romanzo di Bianca Marconero che mi spiazza. Ho perso il conto di quanti suoi romanzi ho letto e amato, di quante volte ho sentito il cuore battere all'impazzata e mi sono chiesta come ci riesca ogni maledetta volta. A stupirmi, a disarmarmi, a incantarmi. A trasformarmi in una vittima incapace di intendere e di volere.
Alex e Alice hanno una storia magica, di quelle che sembrano non voler arrivare alla fine, tanto meno al lieto fine. C'è sempre qualcosa che non va, un filo che si spezza, un motivo che li allontana, un equilibrio che si incrina. C'è sempre un ma, un passo indietro, una parola di troppo.
Maledetti, dannati, creati per non stare insieme. Sono sbagliati dal principio, inadatti l'uno all'altra. Perché Alice pensa di volere un uomo come lei, di sostanza, di cuore, di mente, proprio come Alex si ostina a cercare nel suo ambiente altolocato la donna che finirà per mettere l'anello dei Francalanza Visconti al dito. Sono alla ricerca del partner sbagliato, lo cercano nel posto sbagliato.
Si faranno più male che bene, e in questi rocamboleschi allontanamenti e riavvicinamenti voi soffrirete in silenzio. L'impellente bisogno di sfogarvi lo avvertirete, eccome se lo avvertirete, ma in fondo non saprete avercela con nessuno dei due. Nella mia vita di lettrice poche volte ho amato così profondamente e visceralmente dei personaggi come mi succede con quelli di Bianca. Sono mie anime gemelle, siamo in sintonia, provo un'empatia così significativa che mi spaventa. Non riesco a gestire le emozioni durante la lettura, mi scorrono nelle vene, le sento sulla pelle a un livello profondo. Mi sento parte della storia, dei personaggi, del loro vissuto, dei loro tira e molla.
La mia catarsi è possibile solo se colpisco Alice. Devo sacrificare lei per salvare me stesso. La lastra di ghiaccio alla fine era davvero piccola per tutti e due.
Vivo, empaticamente e letteralmente, ogni dolore, ogni sorriso, ogni delusione. Le cose negative in maniera più forte di quelle positive. Bianca Marconero mi ammazza, e poi mi fa rinascere a nuova vita. Rinasco più radiosa, più felice, più sognatrice. Bianca, con le sue storie, mi fa bene all'anima e al cuore. Scaccia via ogni pensiero e ogni malinconia. Ricordo che in una recensione ai libri precedenti avevo scritto: "non c'è dolore che tu, Bianca, non possa cancellare". E sapete perché una con una memoria vergognosa come la mia ricorda questa frase? Perché è quello che è successo anche stavolta leggendo Le nostre prime sette volte.
Alice è adorabile perché vive nel suo mondo: un mondo puro, pulito, fatto di ideali e correttezza. È giusta, Alice, in ogni sua azione e in ogni suo pensiero. Non vuole sporcarsi, non vuole perdere l'innocenza e la natura che la contraddistinguono. La caparbietà non le manca, ed è proprio questa a portarla allo scontro con Alex innumerevoli volte. In qualche modo sa tenergli testa, sa stuzzicarlo, irritarlo e provocarlo come nessuna. La bellezza di Alice risiede nel fatto che la sua non è una bellezza classica né oggettiva. È bella a modo suo, è bella perché è così, semplicemente e unicamente Alice.
Mi fissa con uno sguardo che oltre la rabbia resta un enigma. Che provoca una sorta di vertigine feroce. Mi sento in pericolo. Mi sento in salvo.
Alex è sfrontato, sfacciato e a tratti anche bastardo. Almeno all'apparenza. Perché quello che mostra al mondo è ben diverso da ciò che sente dentro. I suoi pensieri intimi sono più dolci della faccia dura con cui arriva allo scontro, e probabilmente è stato proprio questo a farmi capitolare. Scorgere l'Alex pentito, risentito, sofferente, offeso l'ha fatto arrivare dritto dritto al mio cuore. Mi sono innamorata senza scampo. Più mandava via Alice, più volevo picchiarlo; più si pentiva e più l'amavo. Sei un cuore, Alex, è ora che tu te ne faccia una ragione.
E sono un vigliacco. Perché "una volta e basta" è solo una bugia che mi sono raccontato. Perché non ci può essere la conclusione di una cosa che c'è sempre stata, che è durata a prescindere, che mi ha assillato, ossessionato, ucciso e fatto rinascere. Ora lo so.
Debolezze, fragilità e cadute. Alex e Alice sono fatti di carne e ossa, sono imperfettamente perfetti. Sono umani, sono maledettamente testardi e ostinati. E si pentono, si pentono tanto delle parole sputate in faccia con rabbia, delle spalle girate, degli addii pronunciati con voce sicura. Tornano indietro, sempre. Ricominciano, solo per poi sbagliare di nuovo. Non per ricadere negli stessi errori, no. Ma per farne di nuovi. Più grandi, più gravi, più imperdonabili. E nel mentre si legano indissolubilmente. Contro la loro volontà, certo, ma si legano.
«...Dovevo immaginare che avrebbe cercato di colpirmi dove ero scoperto». «E dove saresti scoperto, tu?» «Dove la mia vita tocca la tua. Tu sei il punto in cui io sono vulnerabile, Alice».
Palpitante, emozionante, carismatico. Un romanzo che sa tenere col fiato sospeso, che segue un andamento tutto suo, che si discosta dalla trama romance solita pur ricalcandone ogni passo. Tutte le facce dell'amore, dell'odio e dell'essere umano.
Presto tornerò da voi, cari Alice e Alex, perché so che avete ancora tante belle sorprese per me e un carico di ansie e aspettative che inizia a essere pesante. Sto arrivando, aspettatemi.
Grazie, Bianca.
#1, Le nostre prime sette volte
#2, L'ultimo bacio




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