Autore: Mary Lin
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 21 ottobre 2019
Genere: Dark romance
Prezzo: € 2,99 ebook
Prezzo: € 2,99 ebook
“Ho imparato a non accontentarmi e, se dovessi cadere, semplicemente mi rialzerò. La vita non va sprecata a fissare un pavimento.”
Maya ha giurato a se stessa che sarebbe stata libera.
Nessun limite, nessun legame.
Una vita senza rimpianti e alle sue condizioni.
Almeno fino a quando gli occhi di uno sconosciuto non la riportano al passato, scavandole dentro e facendole provare emozioni che non sentiva da tempo.
Lui la attrae. La confonde. E Maya lo desidera intensamente.
“I capelli neri gli ricadono sugli occhi, che vorrei liberare per scrutare al loro interno e riempirmi dell’emozione che mi provocano: quella di risentire al mio fianco un amico perso.”
Ma dal passato riaffiora anche una minaccia.
Braccata, Maya compirà scelte destinate a cambiarle il corso della vita e che la condurranno in un viaggio verso una meta ignota.
Lui è enigmatico, scostante, pericoloso.
Lei non poteva saperlo, ma era già sua.
di Valentina
La stella più luminosa è quella che si spegne per prima.
La storia di Maya e Akim inizia in tenera età. Sono entrambi dei bambini quando si conoscono e Maya si innamora perdutamente di lui. E sono dei sedicenni quando Maya viene rapita fuori dall'uscita di scuola e caricata su un'auto. La prigionia, però, dura poco: Akim arriva a salvarla, perché è sempre stato così: lui è il suo principe azzurro.
Le cose si mettono male quando tentano di fuggire. Maya riesce a uscire dal capannone in cui era stata portata, Akim no. Un incendio se lo porta via.
Maya ricomincia la sua vita senza Akim, senza la parte più bella e piena della sua esistenza. Piange, si sente in colpa, soffre. Ma gli anni passano veloci e l'aver cambiato città e identità l'aiuta a lasciarsi alle spalle il passato.
Da quel maledetto 7 aprile del 2011 ne è passata di acqua sotto i ponti. Adesso Maya porta il nome di Miranda e si arrangia come può.
La sua esistenza viene stravolta una seconda volta quando due uomini piombano nella sua vita: non vi dirò della loro identità, non vi fornirò dettagli.
La trama di Le ombre del cigno è fitta e intricata, piena di continui colpi di scena e rivelazioni. Un viaggio tumultuoso, avventuroso e di cui non sarete mai stanche. Il bello è che tutto è continuamente da scoprire.
È la prima volta che mi approccio a un libro di Mary Lin, attratta principalmente dalla cover e dal titolo, e poi dalla trama. Per gran parte del romanzo ho pensato di aver sbagliato lettura, di essermi imbattuta in qualcosa di troppo dark per i miei gusti e le mie esigenze. Ho mandato giù diversi bocconi amari, perché nonostante tutto il desiderio di arrivare alla fine e di sciogliere i nodi era tanto. Non è stato facile perché ci sono dark e dark. Ci sono quelli soft, che riescono a farmi innamorare, e quelli un po' più tosti che mi lasciano sempre spiazzata e con delle riserve. Devo riconoscere, oggettivamente, che a questo romanzo non manca nulla per essere definito dark, un dark fatto e finito, un dark non solo di nome, non solo per moda.
Dark è l'atmosfera che avvolge i protagonisti e la loro vita sin dalle primissime pagine. Dark è il protagonista maschile, così crudele, spietato, arrivista. Con i suoi modi rozzi sporcherà Maya, si prenderà la sua anima e il suo cuore e li ridurrà in brandelli senza mai pentirsi. Dark è la rotta a cui sembrano essere destinati. Dark è il loro passato, il loro presente e con ogni probabilità anche il loro futuro. Dark sono i fatti raccontati, l'idea che sta alla base, lo svolgimento, l'ardore con cui i protagonisti si muovono.
Troppo, per me, dicevo, ma sono capace di riconoscere le qualità di un buon romanzo quando mi capita tra le mani.
Mary Lin gioca con i suoi personaggi, principali e secondari, gioca con la loro psiche, li caratterizza fin troppo bene e si muove come un'abile prestigiatrice tra le pagine.
Ci sono scene romantiche, scene erotiche, scene forti che sconsiglio ai lettori più sensibili. C'è un parterre variegato, perché la vita di Maya è una roulette russa.
Maya è un personaggio che avrei potuto detestare per il modo in cui si butta via, si lascia andare con leggerezza senza pensare troppo alle conseguenze. Probabilmente crede poco in se stessa, non si ama a sufficienza, e si presta a giochi più grandi di lei. In realtà non sono riuscita a detestarla perché ho compreso il suo bisogno innato di essere amata dall'uomo che infesta i suoi sogni. L'amore non giustifica tutto, e me lo sono ripetuta più volte, ma in un romanzo come questo, Maya è la protagonista perfetta. Accondiscendente, poco fiduciosa in se stessa, molto incline al sacrificio.
L'odio l'ho riservato tutto per lui. Il nostro caro protagonista maschile. Quanto è cattivo? Quanto?! Non trovo le parole per potervelo dire. Usa Maya a suo piacimento, vuole farle del male, vuole piegarla e poi spezzarla. Cova un odio e un risentimento tali nei suoi confronti da studiare a tavolino ogni mossa per farla soffrire.
Una vita ad amarla. Sette anni a odiarla. E mi detesto per questo. E disprezzo lei perché è l'unica donna che mi ha fatto sentire qualcosa dopo questi sette maledettissimi anni.
In principio l'amava, perché, si sa, l'odio più grande affonda le sue radici sempre nell'amore più profondo. È amore, puro, viscerale, pericoloso, quello che muove le sue azioni, ma ciò non le rende più dolci.
Riesco perfino a pensare a un domani, a desiderarlo per riaverla tra le mani, per stringerla, sentirla o anche solo guardarla. Mi basta questo. No, non è vero. Se mi bastasse non infierirei così tanto sul suo corpo inerme. Se mi bastasse non la schiaccerei con una furia che mi strappa pezzi di budella. Se mi bastasse non sentirei l'ostinato bisogno di riversarle addosso lo schifo che porto dentro.
Un retrogusto amaro, una storia violenta. Un'esperienza a trecentosessanta gradi, un'autrice che non ama indorare la pillola, che carica il colpo e spara senza riserve. Mi ha colpita, perché non sono stata capace di rimanere indifferente di fronte al dolore. È o non è questo l'intento di un dark romance?
Per palati sopraffini, per lettrici che già masticano e hanno confidenza con il genere, per chi non si impressiona né scandalizza. Le ombre del cigno è un romanzo dalle tinte noir, forte, conturbante. Un romanzo totalizzante, che conquista in un modo tutto suo, che affascina e ammalia. Un romanzo che disturba, fa sgranare gli occhi e lascia addosso più sensazioni spiacevoli che piacevoli. Un'esperienza unica, per me, che sono contenta di aver fatto.
di Eleonora
Alla fine di questa lettura mi sono detta: ma perché ho aspettato così tanto per leggere questo romanzo? Sono passati quattro anni da quando Mary Lin ha scritto questa storia e sembra l’abbia pensata proprio ieri. La sua scrittura è intensa ieri come oggi, questa storia è un tuffo nel passato raccontato al presente per prepararsi a un futuro incerto e carico di nubi pericolose. Le ombre che adornano questo romanzo sono le stesse che Mary Lin trasmette al lettore: non devi avere paura della storia, devi averne per arrivare sano e salvo alla fine.
Maya e Akim, due personaggi che hanno fame di vita e sete di vendetta.
Maya e Akim, che sono il dolce passato di un amore perduto e l’amore presente di un amore ritrovato.
Maya e Akim, che nascosti dalle ombre e con le ali spezzate cercano un motivo per poter sopravvivere a loro stessi.
Maya, la dolce ragazzina che si trasforma in una donna vissuta che dalla vita ha solo avuto mancanze e sogni distrutti.
Akim, il migliore amico pronto a tutto per salvare la sua principessa mentre le fiamme del destino circondano il suo cuore e la sua vita.
Stretti in una morsa che non sa dare pace, che porta dolore e paura, che lascia segni indelebili sulla pelle, nella memoria e nel sangue. Ancorati ad un desiderio che sfocia nell’atrocità più recondita del pensiero umano. Bambini, poi ragazzi ed ora adulti che pur di non ammettere di amarsi si distruggono, si lacerano, si affondano. Sono la paura e l’inganno a guidarli verso una strada senza confini, senza limiti di velocità, dove chi è più veloce e astuto potrà fare la prima mossa per mettersi al sicuro.
Chi sono Maya e Akim? Lo sapevano prima di perdersi, non lo sanno più ora che devono fare i conti con chi si è preso gioco delle loro vite, dei loro sentimenti e dei loro sogni.
Forse solo le stelle sanno tutto di loro, di quello che provano, di quello che sanno l’uno dell’altra, di chi vogliono diventare per perdonarsi chi sono stati.
Perché leggere questo romanzo: Mary Lin ha l’innata bravura di calare il lettore dentro le sue storie fino a stritolargli l’anima. Il lettore diventa protagonista, vive i sentimenti, prova le emozioni e le trasforma a sua immagine e somiglianza. Sa rendere la felicità effimera e fugace. Sa capovolgere un errore in una vittoria. Insegna ai suoi personaggi a non arrendersi, a rialzarsi più forti di prima. Ruba le anime, le distrugge e le ricompone, il tutto mentre lacrime salate segnano i visi di chi, con occhi increduli, spera fino alla fine di uscirne sano e salvo. Divora i corpi, li seduce con un lussurioso desiderio, riscalda braccia ferite che portano cicatrici indelebili. Sussurra parole che celano disprezzo e amore. Nulla è scontato quando le parole di Mary Lin toccano la carta. Una prosa intensa, un linguaggio forbito e scurrile adeguato al contesto romanzato. Dialoghi pungenti, diretti e inaciditi da una dose di sofferenza necessaria. Seppellisce il dolore in un fiume di desiderio e lo descrive con maestria e parole lussureggianti. Le sue storie e i suoi personaggi, come Maya e Akim, restano nella mente, aggrappate a quel senso di bisogno malato e oscuro che prende il sopravvento sulla ragione e la libertà. Ora continuerò a soffrire con il secondo romanzo appena uscito, la storia di Mikael che qui ho conosciuto, amato e odiato. E… Gabriel? Mary Lin, ho bisogno anche di lui per continuare ad amarti.
Dal mio punto di vista: ho imparato a non accontentarmi mai della sua sete di dark, è diventata la mia bevanda preferita. Ne ho bisogno come l’aria e l’acqua e lei sa sempre come ossigenarmi e dissetarmi. Mantiene i caratteri e i ruoli dei suoi protagonisti intatti dall’inizio alla fine, sfumandoli senza trasformarli. Li crea, li plasma, li nutre e li cresce nel migliore dei modi, fino a quando, una volta cresciuti, li può donare a chi, come me, sa amarli e rispettarli per come la sua mente li ha destinati. Che dire, ogni volta è una scoperta, ogni volta è un pianto, ogni volta è una sfida, ogni volta è una vittoria. Sei una costante conferma. Maya e Akir resteranno una delle mie storie preferite.
Buona lettura,
Maya e Akim, che sono il dolce passato di un amore perduto e l’amore presente di un amore ritrovato.
Maya e Akim, che nascosti dalle ombre e con le ali spezzate cercano un motivo per poter sopravvivere a loro stessi.
Maya, la dolce ragazzina che si trasforma in una donna vissuta che dalla vita ha solo avuto mancanze e sogni distrutti.
Akim, il migliore amico pronto a tutto per salvare la sua principessa mentre le fiamme del destino circondano il suo cuore e la sua vita.
Stretti in una morsa che non sa dare pace, che porta dolore e paura, che lascia segni indelebili sulla pelle, nella memoria e nel sangue. Ancorati ad un desiderio che sfocia nell’atrocità più recondita del pensiero umano. Bambini, poi ragazzi ed ora adulti che pur di non ammettere di amarsi si distruggono, si lacerano, si affondano. Sono la paura e l’inganno a guidarli verso una strada senza confini, senza limiti di velocità, dove chi è più veloce e astuto potrà fare la prima mossa per mettersi al sicuro.
Chi sono Maya e Akim? Lo sapevano prima di perdersi, non lo sanno più ora che devono fare i conti con chi si è preso gioco delle loro vite, dei loro sentimenti e dei loro sogni.
Forse solo le stelle sanno tutto di loro, di quello che provano, di quello che sanno l’uno dell’altra, di chi vogliono diventare per perdonarsi chi sono stati.
Casa è il posto in cui braccia ti riscaldano nei giorni innevati e baci ti accendono il cuore. Casa è dove un sorriso cancella il passato e parole sussurrate cullano le notti.Un posto sicuro, una casa, una vita, una speranza. Sogni e desideri che si infrangono, vita e morte che strisciano su corpi asettici e pensieri impuri che gonfiano le menti più oscure. È questo il mondo di Maya e Akim. È questo che devono vivere per viversi. È questo che devono accettare per amarsi. Cosa è l’amore in un regno fatto di ombre e paure? Si nutrono di infelicità per arrivare avidi all’ultimo respiro. Sono necessità, urgenza, desiderio di essere e fare. Sono lacrime che solcano visi straziati dal dolore e dalla passione. Sono baci e morsi che fanno a pezzi il cuore. Se è vero che dalla cenere nascono le storie migliori, preparatevi ad accendere un bel focolaio perché queste fiamme saranno causa ed effetto di questa cenere che non smetterà mai di bruciare.
Casa è il posto in cui due anime formano assieme un unico cielo stellato.
Casa sono i miei occhi in quelli di Akim.
Perché leggere questo romanzo: Mary Lin ha l’innata bravura di calare il lettore dentro le sue storie fino a stritolargli l’anima. Il lettore diventa protagonista, vive i sentimenti, prova le emozioni e le trasforma a sua immagine e somiglianza. Sa rendere la felicità effimera e fugace. Sa capovolgere un errore in una vittoria. Insegna ai suoi personaggi a non arrendersi, a rialzarsi più forti di prima. Ruba le anime, le distrugge e le ricompone, il tutto mentre lacrime salate segnano i visi di chi, con occhi increduli, spera fino alla fine di uscirne sano e salvo. Divora i corpi, li seduce con un lussurioso desiderio, riscalda braccia ferite che portano cicatrici indelebili. Sussurra parole che celano disprezzo e amore. Nulla è scontato quando le parole di Mary Lin toccano la carta. Una prosa intensa, un linguaggio forbito e scurrile adeguato al contesto romanzato. Dialoghi pungenti, diretti e inaciditi da una dose di sofferenza necessaria. Seppellisce il dolore in un fiume di desiderio e lo descrive con maestria e parole lussureggianti. Le sue storie e i suoi personaggi, come Maya e Akim, restano nella mente, aggrappate a quel senso di bisogno malato e oscuro che prende il sopravvento sulla ragione e la libertà. Ora continuerò a soffrire con il secondo romanzo appena uscito, la storia di Mikael che qui ho conosciuto, amato e odiato. E… Gabriel? Mary Lin, ho bisogno anche di lui per continuare ad amarti.
Dal mio punto di vista: ho imparato a non accontentarmi mai della sua sete di dark, è diventata la mia bevanda preferita. Ne ho bisogno come l’aria e l’acqua e lei sa sempre come ossigenarmi e dissetarmi. Mantiene i caratteri e i ruoli dei suoi protagonisti intatti dall’inizio alla fine, sfumandoli senza trasformarli. Li crea, li plasma, li nutre e li cresce nel migliore dei modi, fino a quando, una volta cresciuti, li può donare a chi, come me, sa amarli e rispettarli per come la sua mente li ha destinati. Che dire, ogni volta è una scoperta, ogni volta è un pianto, ogni volta è una sfida, ogni volta è una vittoria. Sei una costante conferma. Maya e Akir resteranno una delle mie storie preferite.
Buona lettura,
Eleonora






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