Autore: Anna Todd
Editore: Sperling & Kupfer
Pubblicazione: 11 settembre 2018
Genere: New adult
Prezzo: € 8,99 ebook; €17,90 cartaceo
Dopo il successo di After, una nuova, grande storia d'amore.
KARINA e KAEL. Due anime in cerca di un'orbita. Un incontro destinato a incendiare il cielo.
Karina ha vent'anni, ma ha già imparato sulla propria pelle quanto la vita possa essere complicata e le relazioni fragili. Per questo, dopo il divorzio dei genitori e anni di traslochi da una città all'altra per via del lavoro del padre, ora è in cerca con tutte le sue forze di certezze e stabilità. Per ricominciare ha scelto un lavoro tranquillo e un piccolo appartamento, bisognoso di qualche riparazione, come il suo cuore, che da tempo si è decisa a non ascoltare. Un giorno, però, incontra Kael, che l'attira a sé con i suoi modi gentili e rassicuranti. Kael è riservato, paziente e un ottimo ascoltatore. Quando è con lui, i dubbi e le insicurezze di Karina si dissipano e il rumore della sua vita caotica sembra magicamente affievolirsi. Ma Kael non è quello che sembra. C'è qualcosa sotto quella facciata calma e rasserenante, uno spirito ribelle, che non sa stare dentro schemi troppo rigidi. Per Karina, però, è ormai troppo tardi e, nonostante la sua ostinata resistenza, si trova coinvolta in un nuovo vortice, in un nuovo mondo ancora più oscuro del suo, e pieno di passione.
Dopo il successo mondiale di After (oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo), arriva in libreria la nuova serie evento di Anna Todd. Un nuovo amore tormentato e infinito, a ricordarci come, malgrado le nostre fragilità e le bugie che a volte ci raccontiamo per sembrare più forti, i sentimenti riescano sempre a brillare. Anche nel cielo più buio.
Questa è la storia di Karina e Kael, due ragazzi all’apparenza diversi ma accomunati da un’unica cosa. Karina è una massoterapista, lavora con le mani, lavora cercando di far stare bene gli altri. Suo padre è un militare, suo fratello un’anima alla deriva. La sua famiglia si è distrutta quando il matrimonio dei suoi genitori è naufragato a causa delle bugie di suo padre, del suo essere doppiogiochista, del suo desiderio di piegare le persone unicamente secondo la sua volontà.
Kael è silenzioso, scontroso, strano. Quando entra nello studio in cui Karina passa le giornate per farsi fare un massaggio, l’attenzione della ragazza si catalizza su di lui.
È un amico della sua migliore amica, o meglio un collega del marito della sua migliore amica. Karina prova a trattarlo bene, a farci amicizia, ma Kael è un guscio chiuso.
Non parla, non vuole scoprirsi le gambe. I suoi silenzi sono lunghi, espressivi e la portano a insistere.
Più Kael non parla più Karina è curiosa. Più Kael è schivo e non vuole darle informazioni sul suo lavoro e sulla sua vita più Karina gli fa domande. Più Kael torna a farsi massaggiare da lei più Karina vuole indagare.
Uno: era affascinante in un modo forte, silenzioso. Due: aveva un’attrattiva quasi magnetica che trascinava le persone verso di lui. Tre: ti faceva venire voglia di sapere che cosa pensasse di te. (O magari la faceva venire solo a me?). Quattro: si comportava come se avesse qualcosa di davvero importante da dire. Cinque: non c’era nessun cinque. Il che dimostrava quanto poco sapessi di lui.
Vi state chiedendo cosa li accomuna? L’esercito. Kael è un militare, esattamente come il padre di Karina, e come tutti gli uomini che fanno questo lavoro ha visto e toccato con mano la distruzione, la morte, il dolore. Ma Karina ha giurato di non voler più avere a che fare con questo mondo. Lei e suo fratello non vogliono neanche sentirne parlare. L’esercito ha cambiato suo padre, o forse è questo che vuole raccontarsi.
Una relazione strana, che nasce in maniera altrettanto strana. Il legame che unisce i due protagonisti nasce in sordina, senza che il lettore ne abbia piena coscienza. È un legame che va oltre le parole, oltre la conoscenza. È fatto di qualcosa di superiore, impalpabile, invisibile agli occhi esterni.
Non volevo altro che una vita normale. Un bel lavoro. Una bella casa. Un bel ragazzo. Tutti avevano quelle cose. Perché io no?
Anna Todd è tornata e non so dirvi a parole quanto l’ho aspettata. Quando ho letto la trama di Stars. Noi stelle cadenti ho pensato subito ad Aftere dato per scontato che sarebbe stata una storia molto simile a quella di Hardin e Tessa. Per qualcuno un vero tormento, per me una gioia indicibile. Mi ci sono tuffata con un entusiasmo senza eguali, ho divorato pagine e capitoli con una foga che non ricordavo più. Arrivata più o meno a metà romanzo ho avuto la conferma che la storia di Karina e Kael non ha proprio niente a che fare con la serie che ha fatto discutere e innamorare tantissime lettrici nel mondo.
Non è giusto fare paragoni, è vero. Eppure, in questo caso, come si fa a non farne? Come si fa a non pensare al mal di stomaco, alle lacrime, alla gioia e al batticuore che ci ha regalato After?
Karina è non Tessa, ma soprattutto Kael non è Hardin. Penso cheStars. Noi stelle cadenti sia un romanzo in cui Anna Todd abbia cercato di dimostrare di essere cresciuta e di saper dare vita a una storia più introspettiva e più ricca di contenuti. Ci sono meno avvenimenti, il ritmo della narrazione è molto più lento, lo stile è più maturo.
After era caratterizzato da capitoli molto brevi, la tipica struttura dei romanzi nati sulla piattaforma Wattpad. A voler essere pignoli lasciava abbastanza a desiderare. Eppure, ragazze, quante emozioni! Un ottovolante d’amore, sogni, speranze, rabbia, tristezza, euforia. Sentimenti e stati d’animo che si alternavano alla velocità della luce avvolgendo il lettore e facendolo sentire parte di qualcosa di grande e bellissimo. In questo nuovo romanzo è successo un po’ il contrario. Dal punto di vista formale ho riscontrato un bel miglioramento, ma è stato il contenuto a non riuscire a soddisfarmi del tutto.
Come vi dicevo la storia di Karina e Kael impiega veramente tanto a decollare. Per oltre metà libro sembra tutto così statico e inconcludente da far venire voglia di mollare. Se non ci fosse stato scritto Anna Todd sulla copertina probabilmente avrei lasciato perdere. Ma quel nome c’è, il ricordo delle emozioni provate mesi e mesi fa pure, e sono andata avanti.
Verso la fine c’è un punto di svolta che smuove appena la situazione, ma è tardi e tutto finisce in un niente di fatto.
Kael resta uno dei personaggi più in ombra di cui abbia mai letto. Potenzialmente è un gran personaggio, uno di quelli capaci di regalarci sorprese e di stupirci (magari lo farà in futuro, chissà!). Mi è rimasta una gran voglia di conoscerlo, di sapere cosa lo ha portato ad essere l’uomo che è oggi, cosa l’ha cambiato nel profondo. Chi vive esperienze come la sua ha sempre tanto da raccontare.
Era una forza magnetica. Un’attrazione irresistibile. «Potrei ascoltarti parlare tutto il giorno», ha detto sorprendendomi. «È diventata una delle mie cose preferite.» Il suo sguardo era sulla mia bocca. Il cuore mi stava battendo fuori dal petto. «Vorrei sentirti parlare tutto il giorno», gli ho confessato.
Anche Karina tutto sommato è un bel personaggio. Non ci sono grandi avvenimenti in questo primo volume ma ha saputo essere una buona narratrice. Mi ha affascinato, fatto entrare a piccoli passi nella sua vita e conoscere parte del suo dolore.
Karina e Kael, due anime spezzate, forse per sempre, forse no. Lo scopriremo più avanti.
Per adesso non posso dirvi che è un libro da bocciare, ma neanche da promuovere a pieni voti. Al seguito l’arduo compito di far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.
Incrocio le dita e spero che per le emozioni ci sarà tempo.




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