NON PENSAVO DI AMARTI ANCORA, PENELOPE WARD. Recensione in anteprima.


Titolo: Non pensavo di amarti ancora
Autore: Penelope Ward
Editore: Newton Compton Editori
Pubblicazione: 27 settembre 2018
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 5,99 ebook

Lì per lì ho pensato che fosse un’ottima idea. Chiamare all’improvviso al telefono Landon Roderick, per cui ho una cotta dai tempi dell’infanzia, mi è sembrata la cosa giusta da fare. Il fatto che fossi ubriaca e stessi passando sopra a tredici anni di emozioni contrastanti con uno stupido scherzo telefonico, invece, non mi è nemmeno passato per l’anticamera del cervello. Ma poi Landon ha richiamato. Ci siamo ritrovati a passare le settimane seguenti al telefono, cercando di gestire l’intensa connessione che il suono delle nostre voci aveva risvegliato. È possibile desiderare qualcuno che si trova a chilometri di distanza? Durante tutte quelle ore passate a chiacchierare, mi sono chiesta che cosa sarebbe potuto succedere se ci fossimo incontrati. Farmi vedere da lui, però, era fuori discussione. Era da prima di compiere quindici anni che non uscivo con un ragazzo e non avevo intenzione di fare un’eccezione proprio per Landon Roderick. Ma il destino aveva altri piani, per noi. Un incidente con lo skateboard, Landon finisce in ospedale ed eccomi su un volo per Los Angeles: l’errore più grosso che abbia mai commesso o la cosa migliore che mi sia capitata? 


Rana Saloomi a tredici anni era un maschiaccio e abitava in un garage riadattato a casa, di proprietà della famiglia Roderick. È così che il rapporto tra lei e il figlio dei Roderick, Landon, è diventato sempre più stretto. Finché i suoi genitori hanno smesso di pagare l’affitto e sono stati costretti ad andare via. Rana e Landon non si sono più visti, hanno perso le tracce l’uno dell’altra. 
Fino a un giorno come tanti, anni dopo, quando Rana, complice un bicchiere di troppo, decide di prendere il telefono tra le mani e chiamare Landon. Una pazzia in piena regola, quel ragazzo neanche si ricorderà più di lei. 
Quello che Rana non sa è che Landon non ha mai smesso di pensare a lei, nonostante il naso grosso, nonostante i peli lunghi sulle braccia. Il ricordo di Rana in Landon è forte, risentirla li unirà proprio come una volta. Insieme torneranno a ridere, a essere complici e a incuriosirsi. 
Prima solo telefonate, poi Landon chiede qualcosa di più. Uno scambio innocente di foto, in cui apprende che la Rana Banana che prendeva in giro non è più la Rana di oggi. Il brutto anatroccolo si è trasformato in un bellissimo cigno che balla la danza del ventre e seduce i suoi clienti. Rana ha dei bellissimi capelli neri, un sedere da paura e un naso perfetto. 
Il vero cambiamento tra i due avverrà quando decideranno di rivedersi e scopriranno di provare nuove emozioni. Landon non ha mai dimenticato le risate che gli regalava la sua Rana, e non provare attrazione per lei oggi è impossibile. Anche Rana, dal suo canto, si scoprirà pericolosamente attratta dal ragazzo pieno di muscoli e piercing che ha ritrovato. 
Non pensavo di amarti ancora è un romanzo che ho adorato fino a un certo punto. La prima metà, a mio parere, è fortissima. Perché l’idea di una storia che nasce in maniera così improvvisa e inaspettata, di due ragazzi che giocavano insieme che si rivedono e si riscoprono innamorati dopo anni, è bellissima. Ha un qualcosa di romantico che nessun’altra storia potrà mai avere. 
Landon mi è piaciuto da subito. Nonostante l’aspetto da bad boy è chiaro che il suo cuore è grande e puro. Ha una gentilezza che colpisce non solo Rana, ma anche il lettore. Con un personaggio così come si fa a non innamorarsi perdutamente? 
«Era tutto a posto. Ci stavamo solo baciando». «Non ci stavamo solo baciando. Non sarà mai solo baciarsi con te. Mai». 
Rana è un personaggio che invece mi ha dato più da pensare. Le sue scelte di vita sono opinabili e solo alla fine capirete il perché di tante cose. Sono riuscita a giustificarla in certi momenti, a non accettare il suo comportamento (e non le sue scelte) in altri. Un personaggio non totalmente riuscito, che non mi ha convinto al 100%. Tutti commettiamo errori, è la vita stessa che alle volte ci porta a commetterli, ma sta a noi poi rimediare nel modo giusto. 
La seconda parte, a differenza della prima, mi è sembrata un po’ debole e ha fatto scemare il mio interesse. Innanzitutto devo dirvi che credo la Ward abbia toppato a inserire dei temi importanti e a trattarli con leggerezza. Se un’autrice intende scrivere una storia leggera allora ci stanno gli argomenti leggeri e spensierati, se al contrario vuole trattare temi importanti, come la famiglia e l’abbandono, allora dovrebbe dedicare maggiore profondità al modo in cui vengono trattati. Certe rivelazioni di cui verrete a conoscenza solo dopo la prima metà del romanzo mi hanno fatto pensare che era giusto trattarle in maniera diversa, dedicare loro più tempo, più spazio, più serietà. Chi lo ha già letto sicuramente saprà a cosa mi riferisco, per voi che ancora non avete avuto modo di leggerlo non posso aggiungere altro perché rischierei lo spoiler. 
I colpi di scena inseriti quasi a fine romanzo purtroppo sono stati trattati con la stessa leggerezza usata nella prima parte, quando la relazione di Rana e Landon era ancora a uno stato embrionale. Questa cosa mi ha fatto storcere il naso. Ci sono poi alcune questioni che restano irrisolte anche a libro concluso. Mi riferisco in particolare all’entrata in scena del coinquilino di Rana: mi aspettavo di tutto, tranne che sparisse in un niente senza dare nessun apporto alla storia. Perché, allora, parlare di lui?
Lo stile di Penelope Ward è quello di un’autrice che si muove alla perfezione tra le righe, che gioca coi personaggi e con le dinamiche relazionali. È indubbio che il lettore sia catturato da Rana quanto da Landon e prosegua in maniera spedita fino alla fine per sapere come andrà. Quindi, nonostante qualche pecca, ho divorato Non pensavo di amarti ancora e mi sono fatta incantare dalla storia di due ragazzi che si rincontrano dopo tanti anni e si riscoprono sconosciuti e familiari al tempo stesso. 
«Sono completamente ossessionato da te, Rana». Volevo dirgli che io con lui ero già ben oltre l’ossessione. Invece, cercai di spezzare l’incantesimo sessuale che avevano lanciato le sue parole. «Sei ossessionato dall’idea di me, il mio alone di mistero. La realtà è un disastro». «Quale realtà non lo è? In un rapporto bisogna saper apprezzare il buono, il brutto e il cattivo. Nessuno è perfetto».
Entrambi hanno una bella personalità, quella di Rana è certamente più complessa perché la sua vita è stata difficile e strana. Entrambi hanno un passato difficile alle spalle da confessare, nascondono segreti che cambieranno per sempre la vita insieme che progettano di vivere. 
Dialoghi ironici, leggerezza mista a colpi di scena importanti, uno stile scorrevole e fluido, due personaggi che si fanno ricordare, tutto questo è Non pensavo di amarti ancora. Ma arrivata all’epilogo non mi sono sentita felice e soddisfatta come speravo. L’entusiasmo provato a inizio lettura era solo un ricordo. 
Se lo consiglio? Sì, ragazze. Leggetelo, perché la Ward va sempre letta. L’importante, in questo caso, è non avere aspettative troppo alte.






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