NEI MIEI OCCHI IL TUO CIELO, DANIELLE YOUNGE-ULLMAN. Recensione.


Titolo: Nei miei occhi il tuo cielo
Autore: Danielle Younge-Ullman 
Editore: Piemme
Pubblicazione: 23 gennaio 2018
Genere: Young adult
Prezzo: € 6,99 ebook; € 17,00 cartaceo


Ingrid ha trascorso l'infanzia viaggiando in Europa al seguito della mamma, una promettente cantante lirica. Ma quando il sipario cala sulla carriera materna, Ingrid si ritrova di colpo incastrata in una modesta, soffocante quotidianità, sempre sull'orlo del collasso economico ed emotivo. Un giorno, Ingrid scopre che la musica, che aveva sempre considerato solo il contrappunto alla vita di sua madre, è vitale anche per lei. Per poter perseguire i propri sogni, Ingrid dovrà dimostrare di essere abbastanza forte da reggere la pressione e per farlo dovrà trascorrere tre settimane in un campo estivo ai limiti della sopravvivenza, fisica e mentale.


Questa è la storia di Ingrid, un’adolescente come le altre che ha sempre seguito sua mamma e la sua carriera. Ha cambiato casa più volte di quante possa ricordare, ha visto nuovi posti, conosciuto persone, sempre con il sorriso sulle labbra. È una nomade nell’anima, perché è cresciuta così, e non avrebbe mai voluto una vita diversa. Sua madre è felice, fiera della sua carriera in crescita, e le basta il suo sorriso per capire che stanno facendo la cosa giusta.
Quando però, in seguito a una laringite e alla scoperta di alcuni noduli, la carriera di cantante lirica viene stroncata, Ingrid si ritroverà con un peso sulle spalle troppo grosso per una ragazza della sua età. Per sua madre sarà la fine, non ci saranno più sorrisi né voglia di vivere.
Sarà l’inizio di un lungo percorso chiamato depressione.
Ingrid si occuperà di tutto, proverà a darle il conforto di cui ha bisogno, proverà a farla riemergere dal baratro in cui è finita, ma sarà tutto inutile. Cambi repentini d’umore, scatti di rabbia, momenti di sconforto saranno all’ordine del giorno. Tutte reazioni imprevedibili e che non sarà facile gestire.
Ingrid butterà giù ogni boccone amaro, lo farà con una maturità e una saggezza fuori dal comune, senza mai far pesare a sua madre che la figlia è lei, e che sono le mamme a consolare le figlie, non il contrario.
Quando nella loro vita entrerà Andreas, un uomo in carriera di cui sua mamma si innamora perdutamente, la situazione sembrerà cambiare. Andreas è un uomo speciale e deciderà di adottare Ingrid come sua figlia. Finalmente qualcuno si occuperà di sua mamma, finalmente Ingrid non è più sola.
C’è una promessa, però, che ha fatto a sua mamma e che deve onorare. L’aspettano delle settimane in campeggio a Peak Wilderness: un’esperienza di cui avrebbe volentieri fatto a meno, ma sua mamma ha insistito. Il viaggio di Ingrid sarà pieno di sorprese, delusioni, momenti difficili. Sarà come aprire gli occhi, vedere il buio intorno e scivolare lentamente giù, sempre più giù.
Di Nei miei occhi il tuo cielo a colpirmi subito è stato il titolo, poi la trama. La storia di Ingrid mi ha vista inizialmente un po’ scettica: ho trovato l’inizio un po’ lento e ho faticato a entrare nella trama. L’autrice, nella primissima parte, è stata intenzionalmente criptica, ha lanciato il lettore in una situazione nuova senza dargli gli elementi giusti per comprendere. Vi chiederete il perché di tante cose, non troverete le risposte. Arriveranno, ma solo nella seconda metà. Pian piano ho cominciato ad appassionarmi, a vivere e godere del viaggio insieme a Ingrid, a entrare in sintonia con lei.
In un continuo alternarsi tra presente e passato, la permanenza in campeggio e il racconto della sua vita dal momento in cui il sogno di sua mamma si è spezzato per sempre, diventerete parte integrante della storia. Vedrete più cose di quelle che vede Ingrid, perché accecata dall’affetto e perché ancora troppo giovane per immaginare certi risvolti. Farete previsioni e probabilmente, come è successo a me, si avvereranno.
Sono intrappolata in questo duplice cerchio, sotto questo sole impietoso, con questa gente, senza via d’uscita. Sono intrappolata in un puzzle che non ha soluzione. Sono intrappolata nell’inferno di questa natura selvaggia, intrappolata nel mio corpo puzzolente, persino ora con il lago cristallino, limpido e puro a pochi metri da me. Sono tagliata fuori dalla gioia, insensibile alla bellezza, rincorsa dal dolore, intrappolata sotto la pelle, in questa esistenza, nella testa e nel cuore, dove tutto, quasi tutto è andato in malora.
Il romanzo, in sostanza, può essere diviso in due parti: il presente e il passato. Nel presente Ingrid vive l’esperienza del campeggio; un’esperienza terribile, molto diversa da ciò che si aspettava. Il campeggio in realtà non esiste, è costretta a dormire in una tenda che deve costruire con i suoi compagni di viaggio (ragazzi problematici, temprati dalla vita), il suo zaino viene alleggerito di tutte le cose a cui tiene di più e anche solo lavarsi la biancheria diventerà un’impresa. Questa è la parte che, a mio avviso, ha rallentato la lettura. Forse alcuni passaggi sono stati inutili ai fini della storia, forse si poteva rendere il tutto più “vivace”.
La parte che invece ho amato profondamente è quella del suo passato, il racconto della sua vita. Il rapporto con la madre è il cardine di questo romanzo, il punto da cui tutto inizia e tutto finisce. Unico punto di riferimento per Ingrid, Margot-Sophia Lalonde è una leggenda, un mito, un’ispirazione. Da perfetta diva quale è, Ingrid vede in lei una persona bisognosa di affetto e di cure. Il loro è un rapporto genitoriale a parti invertite. Ingrid è la saggezza e senso di responsabilità tipici di una madre, Margot-Sophia è capricciosa e lunatica come un’adolescente.
Ho cercato di vivere in maniera così lieve, così attenta. Ho cercato di essere qualcuno che tu avresti amato al punto da smettere di farti trascinare in quella spirale distruttiva. Anch’io ho perso la mia voce cercando di mantenerti in vita. Ma vivere in quel modo è come essere morti, mamma. E io voglio vivere.
Ingrid è un personaggio che nella sua semplicità vi stupirà. L’amerete incondizionatamente ogni capitolo di più; più la conoscerete, più cose saprete della sua vita e più vorrete stringerle la mano e abbracciarla. Il finale vi stupirà altrettanto perché chiuderà il cerchio e vi mostrerà una realtà diversa da quella che avete immaginato.
Nulla può garantire la felicità. Non sono certa che la felicità debba essere l’obiettivo. La soddisfazione, forse. La sensazione di uno scopo. Il contributo. L’autenticità. La felicità? È un obiettivo di poco peso. E nel frattempo, credo che voltare le spalle a ciò che sei ti garantisca il contrario della felicità.

Nei miei occhi il tuo cielo è un romanzo di formazione, la protagonista che conoscerete nelle prime pagine è un’adolescente, quella del finale è una donna. La sua crescita è lampante, eccezionale, emozionante. Tutto il percorso fatto porterà Ingrid a nuove consapevolezze e nuove verità; e allora sarà valsa la pena soffrire, affrontare prove durissime a livello fisico e psicologico, sfidare se stessa. Un romanzo che rientra perfettamente nella categoria young adult e tocca temi importanti come la depressione, le difficoltà tra genitori e figli, l’amore, il bisogno di essere amati. Un romanzo che se amate il genere non potete lasciarvi scappare.



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