INSIEME SIAMO PERFETTI, PENELOPE DOUGLAS. Recensione.


Titolo: Insieme siamo perfetti
Autore: Penelope Douglas
Editore: Newton Compton
Pubblicazione: 21 settembre 2017
Genere: New adult
Prezzo: € 1,99 ebook; € 9,90 cartaceo



Un incontro che cambierà ogni cosa

Dall’autrice del bestseller Odiami come io ti amo

Non posso fare a meno di sorridere leggendo la sua lettera. Mi manca.
In quinta elementare a ciascuno di noi venne assegnato un amico di penna tra i ragazzini di un’altra scuola. Mi chiamo Misha, e pensando che fossi una femmina, l’altro insegnante mi mise in coppia con una sua allieva, Ryen; la mia maestra, credendo che Ryen fosse un maschio come me, non obiettò. Dal primo momento in cui io e Ryen abbiamo iniziato a scriverci, abbiamo litigato su tutto. E le cose non sono cambiate in questi sette anni. Le sue lettere sono sempre scritte in inchiostro argento su carta nera. A volte ne arriva una alla settimana, altre volte tre nello stesso giorno, ma sento che ormai sono diventate una necessità per me. Lei è l’unica che mi aiuta a tenere la rotta, l’unica che mi accetta per come sono. Abbiamo solo tre regole fra di noi. Niente social media, niente numeri di telefono, niente foto. Fino a quando, in rete, sono incappato nella foto di una ragazza di nome Ryen, che ama la pizza di Gallo, e adora il suo iPhone. Quante possibilità c’erano che fosse lei? Accidenti! Dovevo incontrarla. Certo non potevo immaginare che avrei detestato ciò che stavo per scoprire. 


Le prime due volte con la Douglas non sono andate benissimo. Il primo romanzo pubblicato in Italia mi è sembrato carino, sì, ma niente di eccezionale. Il secondo volume, il POV del protagonista, mi è sembrato noioso e ripetitivo. Di sicuro, storia a parte, a non sapermi conquistare era lo stile dell’autrice. Quando è uscito Insieme siamo perfetti mi sono detta che potevo darle un’altra chance visto che si trattava di personaggi diversi, storia diversa, e trama interessante. Quella di Misha e Ryen sembrava infatti una di quelle storie che tanto mi piacciono e riescono a rubarmi il cuore. A fine lettura devo dire che l’unica cosa a essermi piaciuta è stata la nota finale dell’autrice. So che siete in tantissime ad amarla, a emozionarvi con i suoi libri, a ritenerla una delle migliori autrici del panorama romance, ma, probabilmente limite mio, proprio non riesco a farmela piacere.
La trama era interessante, sviluppata in maniera diversa poteva piacermi, ma la scrittura della Douglas continua a essere uno scoglio troppo grande da superare. Sono stata ferma due giorni sul primo 10%, troppo prolisso, troppo ricco di dettagli e personaggi secondari che mi facevano pensare: “ma chi se ne frega!”. Mi sono fatta forza e sono andata avanti. Ho impiegato ben cinque giorni per arrivare all’ultima pagina, con fatica e sforzo, perché non trovavo niente che potesse incoraggiarmi.
La protagonista sembra una ragazza poco intelligente, tanto che continua a sentirsi chiamare “capra” dal ragazzo con cui si intrattiene e con cui fa sesso senza battere occhio. Lui la insulta e lei si lascia baciare, toccare, sedurre. Come se al posto di quel “capra” lui pronunciasse “bellissima”. E SOLO all’alba della prima metà del romanzo comprende che lui la sta insultando mettendo in dubbio la sua spiccata intelligenza. In più continua a finire tra le braccia di questo ragazzo che la tratta malissimo, come se fosse merce usata, la peggiore prostituta della scuola disposta a darla al primo che passa e respira. E no, non ho trovato insulsa Ryen perché, come dice la protagonista, decide di cambiare se stessa e di fingersi una persona che non è per avere l’accettazione dei suoi amici. L’ho trovata insulsa perché è poco sveglia, sembra non avere rispetto per se stessa e di fronte agli insulti non ha alcuna reazione. Il pensiero del ragazzo sembra incoraggiarla a denudarsi, a mettersi in mostra, a lasciarlo a bocca aperta, piuttosto che inorridirla.
Parliamo di Misha. Un po’ trasgressivo, un po’ bullo, un po’ problematico. È di sicuro un ragazzo dalla personalità complessa, che mi sarebbe piaciuto vedere evolvere in maniera differente. Diciamo pure che il punto di partenza era buono, il problema è come sia stato sviluppato (sempre secondo il mio personalissimo parere). In certi momenti mi è sembrato troppo sboccato, troppo sopra le righe, in maniera peraltro ingiustificata. Non sono riuscita ad apprezzarlo, neanche per un attimo. Come è successo con il primo romanzo che ho letto di quest’autrice, i suoi protagonisti maschili non hanno su di me nessuna attrattiva. Anzi. Mi infastidiscono, provocano la mia parte più violenta gridandole a gran voce di uscire fuori. Misha è uno di quei ragazzi che, al posto di Ryen, avrei ignorato e poi disprezzato. Poi di nuovo ignorato, poi di nuovo disprezzato. Di sicuro un ragazzo che non avrei voluto avere accanto, né per una notte tra le lenzuola né per sempre.
Le scene di sesso sono la parte che mi è piaciuta meno. Le ho trovate grottesche, a volte mi hanno fatto ridere, altre volte inorridire. Non so se ciò dipenda dalla traduzione o dalla scrittura dell’autrice. Sta di fatto che capra, pisello e figa sono state tre parole, su tutte, che difficilmente dimenticherò. In negativo, certo. E per chi se lo chiedesse non mi scandalizzo facilmente, leggo libri prettamente erotici in cui ci sono parole e scene molto più spinte. È la scelta di certi termini, piuttosto che di altri, a lasciarmi perplessa.
Cosa mi sento di salvare di Insieme siamo perfetti? Sinceramente niente. Ci ho provato, ho voluto mettermi in gioco e ripartire da zero. Ma anche stavolta non ha funzionato. Ripeto: la storia di base poteva piacermi, l’idea di due ragazzini che crescono insieme, imparano a conoscersi e a non poter fare più a meno l’uno dell’altra senza conoscersi ma solo scrivendosi delle lettere era veramente romantica. Tutto il resto per me è bocciato. Bocciata l’evoluzione della trama, bocciati i protagonisti, bocciata la scrittura, non pervenuti i personaggi secondari.





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