SPLENDI PIÙ CHE PUOI, SARA RATTARO. Recensione.


Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Editore: Garzanti
Pubblicazione: 31 marzo 2016
Genere: Narrativa
Prezzo: € 8,99 ebook; € 16,40 cartaceo


L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.



Agghiacciante. Crudo. Doloroso.

È il racconto di una donna che si ritrova tra le mani di un aguzzino, senza via d’uscita, senza scampo. È il racconto di una serie di scelte avventate e profondamente sbagliate che hanno portato Emma a sposare un uomo che credeva di amare e che credeva l’amasse, a mettere al mondo una figlia con lui, per poi finire umiliata, denigrata, offesa, picchiata. L’inizio di un sogno si trasforma d’improvviso nell’inizio di un terribile incubo che durerà anni. Anni passati in una cassetta di montagna, lontano da tutto e tutti, costretta a lasciare il lavoro dei suoi sogni, a rinunciare ai suoi vestiti, all’affetto e alla protezione della sua famiglia. Marco distrugge tutto ciò che tocca, Marco odia Emma, la donna che ha sposato ai suoi occhi è una puttana che usa la scusa del lavoro per sedurre altri uomini, che non sa prendersi cura della loro bambina e della casa, che non sa fare la moglie né sa essere donna. Marco è un uomo imprevedibile, scostante, violento, lunatico, malato, ben lontano dall’uomo premuroso che l’ha conquistata con fiori e rassicurazioni. Emma stringe i denti, prova ad assecondarlo e lo fa per un’unica ragione: Martina, sua figlia, sua unica ragione di vita. Manda giù bocconi amari, finge di non vedere i lividi sul suo corpo, finge che quelle ore al freddo e senza cibo rinchiusa in cantina non la segnino profondamente, finge che quel dolore causato dalla fibbia della cintura non faccia poi così male. Ma Emma – e per questo l’ho amata profondamente – è anche una donna forte e coraggiosa, molto più di quanto si possa immaginare. Emma non si piega, mai. Resta in piedi, anche quando Marco la butta giù con tutta la forza di cui è capace. Emma si rialza, lotta con le unghie e con i denti, ogni giorno si mette in gioco senza darsi per vinta. Lo fa per Martina. Quante donne al suo posto si sarebbero sentite spacciate? Quante donne al suo posto avrebbero provato paura? Tante, ne sono sicura. Emma, invece, ha paura solo per sua figlia, mai per se stessa. Nel suo flusso di pensieri c’è tutta la sua forza, la sua anima, il suo cuore. Ci sono le debolezze, quelle umane, e poi c’è il coraggio di continuare a pensare e immaginare una via di fuga. Perché, anche quando ci sembra impossibile, il sole torna a splendere.

Splendi più che puoi è una storia devastante, che fa un male incredibile. Sara Rattaro racconta di uno dei dolori più grandi a cui una donna – o più in generale un essere umano – possa essere sottoposta. Emma viene annientata, nel corpo e nei pensieri. Subisce un trattamento atroce, raccontato in maniera così spietata da fare male al lettore. Ho impiegato due giorni per arrivare alla parola fine ma la lettura è stata discontinua. Sentivo il bisogno, dopo aver letto un paio di capitoli, di staccarmi dalla storia, di uscire dalla vita di Emma perché faceva troppo male. Sentivo un peso sul cuore, un pugno allo stomaco che mi faceva respirare male. E ogni volta che riprendevo il libro tra le mani, ecco di nuovo quella sensazione. 
Prendete il coraggio a due mani e leggetelo. Perché l’autrice merita, la storia è toccante quanto dolorosa ma il messaggio è potente, quanto di più bello Sara potesse scrivere. 

…L’unica cosa davvero importante è ricordarsi di splendere. Anche se il mondo, a volte, te lo impedisce, tu splendi. Splendi più che puoi.



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