Autore: Amy Reed
Editore: Piemme
Editore: Piemme
Pubblicazione: 27 febbraio 2018
Genere: Young adult
Prezzo: € 6,99 ebook; € 17,00 cartaceo
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls.
La natura è severa, spietata, cinica. Tutto sommato, i ragazzi sono predatori e le ragazze prede, e quello che chiamano amore o una semplice attrazione è solo una overdose di ormoni che si sono evoluti per rendere un po’ meno penosa la sopravvivenza della nostra specie.
Siamo a Prescott, in Oregon. Grace arriva da Adeline, in
Kentucky, con la sua famiglia. Nuova casa, nuova scuola, nuova vita. L’incontro
con le “strane” della scuola, Erin e Rosina, sarà l’inizio di una lunga
avventura. Loro sono le emarginate della scuola, quelle che in mensa sono
sedute da sole, in un angolo dimenticato da Dio. Per Grace quello è il suo
posto, lì con loro. I ragazzi ignorano la loro esistenza, gli unici momenti in
cui gli rivolgono la parola è per offenderle o prendersi gioco di loro. Erin e
Rosita ci sono abituate, per quanto possa fare ancora male.
Erin è una ragazza strana, con delle abitudini da rispettare
religiosamente. La sua vita è fatta di scuola, compiti, puntate di Star Trek: The Next Generation e una
passione smodata per gli animali. Nessuno può avvicinarsi troppo a lei, nessuno
può toccarla. Erin è malata.
Rosina passa le sue giornate a sgobbare nel ristorante di
famiglia, aiutando sua madre. Odia questo lavoro, eppure non può fare
altrimenti. Sua madre non vede l’ora di liberarsi di lei e le tocca rigare
dritto per essere accettata. Ha una cotta segreta per Melissa, cheerleader che
frequenta la sua stessa scuola e anche lei oltre Erin e Grace non ha nessun
amico.
Grace è la nuova arrivata, quella che crede che con un
battito di ciglia si possa cambiare il mondo, ancora troppo fiduciosa e
speranzosa nei confronti degli studenti della Prescott High. Erin e Rosina,
invece, sono rassegnate. Come tutte le ragazze della scuola sono abituate ai
soprusi da parte dei ragazzi della scuola.
Grace scoprirà che la sua nuova casa è stata la casa di Lucy
Moynihan, la ragazza di cui tutti parlano sottovoce, quella che non si
dimentica. La ragazza che ha confessato di essere stata violentata da un gruppo
di ragazzi della Prescott High. La ragazza a cui nessuno ha creduto e che è
stata costretta a cambiare città. Quello di Lucy è un fantasma che si aggira
nelle loro vite, tra i corridoi della scuola, nelle loro feste in cui l’alcol
scorre a fiumi.
Le tre ragazze decideranno di prendere in mano la
situazione, grazie al coraggio e all’intraprendenza di Grace. Fonderanno le Nowhere girls, un comitato femminile che
vuole ribellarsi ai maschi che prendono con la forza ciò che non hanno diritto
ad avere. Apriranno gli occhi delle ragazze, anche quelle più popolari della
scuola che le hanno sempre ignorate. Diventeranno, per la prima volta nella
loro vita, visibili. Si batteranno per essere rispettate, affinché i loro “no”
siano ascoltati.
Quella che inizierà come una protesta diventerà qualcosa di
più grande, che crescerà ogni giorno di più. Fino a diffondersi, fino a
raggiungere risultati mai sperati. Le ragazze capiranno che finora hanno fatto
la guerra alle persone sbagliate e che insieme possono combattere per qualcosa di
giusto. Faranno tremare chi finora non ha saputo rispettarle, chi ha umiliato
il genere femminile senza paura e senza rimorsi.
Nowhere girls è un
romanzo che tocca temi importantissimi, dal sessismo allo stupro, dalla
violenza psicologica all’esclusione. Attraverso la voce di tre ragazze come
tante altre, getta luce sul buio di una società che sta imparando sempre più a
stare in silenzio, a non ribellarsi, a non pretendere rispetto. È un romanzo
che apre la mente e gli occhi, che dona voce a chi non ce l’ha, che risveglia
da un torpore fatto di rassegnazione, dolore, umiliazione.
È qualcosa di più: è un invito a credere in se stessi, a credere
che l’unione possa fare la forza per ideali giusti, piuttosto che per soprusi e
violenze. Nowhere girls è un libro
che mi piacerebbe veder girare nelle scuole, nei licei. Perché Amy Reed, con
delicatezza e spietatezza allo stesso tempo, attraverso la storia delle sue
protagoniste ha mandato un messaggio forte. Tutto ciò fa di questo romanzo una
piccola perla che non può e non deve passare inosservata, una perla da
apprezzare in tutta la sua potenza e crudezza.
«Non è colpa tua. Tu non hai fatto niente di male.»«Forse avrei potuto fare qualcosa. Impedirlo, magari. Se mi fossi opposta. E invece non ho lottato.»«Non dovrebbe essere necessario» dice Rosina. «Non dovremmo mai essere costrette a scrollarci qualcuno di dosso a forza.»
Ogni personaggio, ogni protagonista ha una storia fatta di
silenzi, paure e dolore. Grace si ritrova a vivere una storia non sua che le
entra sottopelle, quella di Lucy. A lei tocca ascoltare il grido silenzioso di
Lucy, dell’orrore che ha vissuto. A lei il compito più importante: salvarla. Farà
giustizia per lei, per tutte le ragazze che come lei hanno confessato l’orrore
e sono state costrette a vivere con questo peso senza che fosse fatta
giustizia, per tutte le ragazze dopo di
lei che hanno scelto il silenzio piuttosto che la gogna. E non dovrebbe essere
così: le vittime non dovrebbero aver paura di parlare e non essere credute. Non
dovrebbero essere additate come bugiarde, traditrici e quant’altro. Non dovrebbero
essere costrette a lasciare la scuola, la città in cui vivono e la loro vita.
Come le è venuto in mente di cambiare il mondo? Di trasformarsi? No, è inutile, la gente non cambia. È tutta una bugia che ci raccontano, altrimenti psicologi e predicatori resterebbero disoccupati. Perché non si è fatta gli affari propri? Meglio se fosse rimasta a testa, invisibile in mezzo a quel gregge a cui appartiene, a cui è sempre appartenuta, insieme agli altri agnellini, alle altre ragazze invisibili.
Una copertina bellissima, un contenuto ancora più bello e
attuale. Ho divorato capitolo dopo capitolo, punto di vista dopo punto di
vista. Sono saltata dalla vita di Grace a quella di Erin, da quella di Rosina a
quella di Lucy. Ho conosciuto i loro mostri, li ho trovati aberranti, ma
sicuramente meno della società e degli adulti che permettono loro di muoversi
indisturbati. Dovrebbero essere gli adulti, la preside e coloro che lavorano a
contatto con i ragazzi ogni giorno a proteggerli, ad ascoltarli, a captare
messaggi silenti. Dovrebbero essere loro a cogliere le prime avvisaglie e
informare le famiglie e chi di dovere. In una società ideale. Nella realtà,
come in Nowhere girls questo non
avviene. La scuola è complice, gli adulti sono complici e in parte è come se
quel dolore l’avessero sferrato con le loro mani. Non è stato difficile
immaginare quanto poco si discosti questa storia da ciò che avviene nella
realtà.
Amy Reed con la sua scrittura è una voce importante:
ascoltatela, diffondetela. Il potere del passaparola è forte: approfittatene. Consigliate
questo libro alle più giovani, è uno dei più grandi regali che possiate fare
loro. Consigliatelo anche agli adulti, affinché sappiano che l’omertà, alla
fine, si paga a caro prezzo.



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