Autore: Sharon Pivetta
Editore: Rizzoli
Pubblicazione: 30 gennaio 2018
Genere: Young adult
Prezzo: € 9,99 ebook; € 15,90 cartaceo
Prezzo: € 9,99 ebook; € 15,90 cartaceo
Alice ha diciannove anni, i capelli rossi, la faccia tosta di chi difende a spada tratta le proprie idee e tanta voglia di essere indipendente. Passa le sue giornate tra musica e serie tv in compagnia degli amici di sempre, Chiara e Diego. Ma all'improvviso cambia tutto: due nuovi lavori e una nuova casa in cui abitare, per la prima volta senza la sua famiglia. Sembra proprio che non le manchi niente. E se ci fosse anche un nuovo amore? Alice ha un piano preciso: concederà il cuore solo a chi lo merita davvero, ma nessuno dei suoi corteggiatori è quello giusto per lei. A cambiare le carte in tavola compare dal nulla il misterioso Ahote, ventenne dagli occhi di ghiaccio e la risposta sempre pronta. Il suo segno distintivo è un lungo orecchino a forma di piuma. C'è un unico particolare: è un cantante di fama nazionale, circondato da migliaia di fan impazzite. Il giovane farà vacillare le sue certezze, dimostrandole che a volte è inevitabile abbassare le difese e lasciarsi andare. Per la prima volta Alice è confusa. La situazione si complica quando arrivano Fabrizio, datore di lavoro convinto che ogni cosa si possa ottenere con i soldi, e Lorenzo, collega dalla chioma ribelle disposto a tutto pur di uscire con lei. Alice scoprirà che la vita non può essere pianificata perché spesso, quando meno te l'aspetti, sono le note di una canzone a guidare il tuo cuore e le parole di una strofa a sussurrarti di rischiare.
La vita di Alice è arrivata a un bivio: è ora di crescere. A
diciannove anni è ora di guardarsi intorno, cercare un lavoro, trovare il
proprio posto nel mondo. Una libreria e un negozio di dischi sembrano i luoghi
più adatti per cominciare. Tra pagine da leggere e musica nuova da ascoltare ci
sarà anche modo di conoscere nuovi amici e vivere il cambiamento tanto atteso.
Il desiderio di mettersi in gioco è tanto: voglia di fare, buone
intenzioni e serietà sono dalla sua parte, non le resta che lanciarsi e
incrociare le dita sperando che vada tutto come vorrebbe.
Fin dalle prime pagine è chiaro che dietro l’Alice
responsabile, che a tutti i costi vuole dimostrare a se stessa e al mondo che è
una ragazza matura, c’è ancora una ragazzina piena di vita e di insicurezze. Un
vulcano di idee, pensieri, frivolezze.
Alice viaggia alla velocità della luce, nello stesso modo in
cui vive la vita e le sue esperienze. Pensa, pensa tanto, ma agisce
altrettanto. L’incontro con Ahote, ragazzo spavaldo con un orecchio a forma di
piuma, la porterà a rivedere diverse cose della sua vita e a mettersi ancora di
più in gioco.
Yari Longo, in arte Ahote, è il cantante del momento:
schiere di ragazzine urlanti gli sbavano dietro, lo seguono ovunque, farebbero
qualsiasi cosa per un autografo o un solo “ciao”. E il ragazzo è ben
consapevole di essere amato e idolatrato, ha fatto di ciò il vanto della sua
vita.
Dietro una cortina di indifferenza e spavalderia si nasconde
un ragazzo giocoso, ironico, sempre pronto a punzecchiare la piccola Alice.
Il problema iniziale tra i due è che Alice non ha mai
sentito parlare del cantante, non sa chi sia e non resta affascinata da lui a
prima vista come tutte le altre. A Yari basterà questo per sentirsi attratto da
lei e dalla sua innocenza. Si punzecchieranno, in quel modo così puro e
spensierato tipico degli adolescenti, quel modo che a noi adulti, diciamolo, fa
sempre un po’ di sana invidia.
Alice lo detesterà, farà di tutto per fargli abbassare le
penne e per minare alla sua autostima, ma Yari è fin troppo convinto.
Tra amici pazzi, serate passate tra musica e bibite, Yari e
Alice diventeranno intimi, fino a condividere lo stesso appartamento e a
ritrovarsi a essere uno la spalla dell’altra.
Le pagine di Due ore
di te sono piene di vita, solarità, giovinezza. Fanno venire voglia di
tornare indietro nel tempo, anche solo per un’ora o due, e rivivere quelle
emozioni.
Ho provato tanta tenerezza per Marika, ragazzina che farà da
tramite tra i protagonisti e li avvicinerà sempre più. Mi si è stretto il cuore
nel vederla così emozionata, con gli occhi lucidi e il cuore a mille, di fronte
al suo cantante preferito. Lì, ferma, immobile, nella speranza che lui possa
anche solo incrociare per un istante il suo sguardo.
Mi siedo a terra, non credo che qualcuna delle sue fan mi venga a cercare dietro le quinte, ma, come ben sappiamo, le fangirl sono imprevedibili, potrebbero uccidermi senza neanche toccarmi. K torna con Marika, che, appena mi vede, si sistema di fronte a me e mi abbraccia, continuando a piangere come non mai. Avere un mito porta davvero a questo? A versare lacrime a dirotto per la gioia e poi per la disperazione perché, forse, un momento così non accadrà mai più?
Le emozioni dei protagonisti sono pure, fatte di prime volte
innocenti, di tappe conquistate a fatica, di sorrisi potenti e delusioni
cocenti. Perché, si sa, a quell’età si vive tutto a mille, non ci sono freni né
inibizioni.
Yari è un protagonista che resta in ombra, parla poco,
mostra poco di sé. Non nego che mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio, non
necessariamente con un POV tutto suo. Al suo essere scontroso “per finta” avrei
voluto seguisse qualche rivelazione personale sul suo passato, sulla sua
famiglia, su ciò che pensa e vive quando è sul palco e quando lavora ai suoi
testi.
Alice, invece, è una ragazza che imparerete a conoscere
bene. È, indubbiamente, la protagonista assoluta di Due ore di te. Esplosiva, vulcanica, in continuo fermento e
movimento.
Le mie reazioni alle sue azioni sono state diverse: a volte
ho sorriso e provato tenerezza, altre volte ho sclerato e avrei voluto urlare
“ma che stai facendo?”, altre ancora avrei voluto avere a portata di mano il
tasto off per spegnerla. Per avere
diciannove anni – dico diciannove,
non quattordici – è veramente immatura. Più mi inoltravo nella lettura e più mi
sembrava di avere davanti un’adolescente in erba.
La narrazione non ha saputo catturarmi come speravo: la
sensazione è stata di leggere il diario personale di Alice. Pensieri su
pensieri, da un argomento all’altro, che si susseguivano in maniera caotica e
confusa. Pensieri così veloci, come lampi, difficili da afferrare e collocare
nella sequenza di eventi. Pensieri inopportuni, che distoglievano la mia attenzione
dai punti focali e mi impedivano di entrare in sintonia con lei.
Il ritmo è stato troppo lento in alcuni punti, in cui
l’autrice si è dilungata fin troppo, e altri argomenti sono stati invece
trattati in maniera sbrigativa nonostante necessitassero un approfondimento
maggiore.
Due ore di te è in
definitiva un romanzo per giovani lettrici.
Se siete giovanissime e cercate libri in cui immedesimarvi,
in cui ritrovare un po’ della vostra vita quotidiana – gioie e sfighe comprese –,
storie d’amore appena accennate tra la ragazza della porta accanto e il bad boy
del momento, o siete delle mamme alla ricerca della lettura ideale per la
vostra adolescente, questo è quello che fa per voi.


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