DAVANTI AGLI OCCHI, ROBERTO EMANUELLI. Incontro con l'autore.


Buon pomeriggio, bellezze. Oggi vi parlo dell'incontro che si è tenuto ieri, venerdì 9 febbraio, al Mondadori Bookstore di Salerno con l'autore Roberto Emanuelli in occasione dell'uscita del suo nuovo libro Davanti agli occhi, edito Rizzoli. 
È stato definito un "caso editoriale", in pochi mesi ha venduto più di 130 mila copie con il suo E allora baciami, pubblicato nel mese di aprile del 2017 (qui trovate la mia recensione). Ora è tornato in libreria con quello che è stato il suo primissimo libro, già pubblicato nel 2015 con un altro editore, ampliato e rivisto per essere pubblicato da Rizzoli. 
Ecco cosa ci ha raccontato Roberto del suo Davanti agli occhi.



L'approccio con la scrittura professionale è iniziato alla fine del 2012, in seguito a un momento brutto. La fine di una storia d'amore importante e di una convivenza, la scoperta di avere dei grossi debiti personali e un tracollo lavorativo. Costretto a tornare a vivere a casa di mia madre, sono ritornato nella mia cameretta d'infanzia, a dormire su un divano letto scomodo. A trenta e passa anni tornare a vivere a casa dei genitori, con problemi economici che non ti permettono di reagire, non è il massimo. Vivevo l'apice di un lunghissimo periodo negativo che era iniziato anni prima quando intorno ai 23-24 anni avevo deciso di abbandonare la mia vocazione artistica, di fare un voltafaccia al mio cuore e al piccolo Roberto, perché non avevo avuto il coraggio di andare fino in fondo, per vigliaccheria, e per cercare un lavoro che potesse essere più sicuro. Giorno dopo giorno ammazzavo una parte di me. Sono diventato un imprenditore, un broker, ho iniziato ad ambire a una vita di lussi, di successo. Contavano le macchine belle, le ragazze accanto erano un trofeo. Non mi interessava più la sostanza ma solo l'apparenza. In tutta questa deriva, giorno dopo giorno, uccidevo un pezzetto di me. Fino ad arrivare al periodo buio in cui mi specchiavo e vedevo un fantasma allo specchio, non c'era più niente di quello che ero io. 
Succede a tante persone, in fondo, e tante volte non te ne accorgi perché non ti arriva lo schiaffo che ti dice "stai sbagliando". Resti su quella linea mediocre che non ti fa essere in allerta da cambiare né tanto felice da renderti conto. Quando sono tornato a casa da mia madre era un momento brutto in cui ho fatto tanti pensieri negativi. Ho toccato il fondo, ma quando si tocca il fondo hai due possibilità: o lasciarti morire o prenderla come una chance di volare, che è quello che ho cercato di fare io e che consiglio a tutti. Per reagire ho cominciato a pensare a cosa potessi fare e ho aperto un blog come valvola di sfogo. 
Avevo voglia di creare e di scrivere. Ho iniziato a scrivere dei post lunghi, drammatici. Il primo post raccontava della morte di mio padre avvenuto quando ero piccolo; avevo voglia di condividerlo con me stesso, di buttarla fuori. L'ho raccontata in maniera cruda, come sono andate le cose: ho visto mio padre soffocare. Adesso non ho più problemi a parlarne, al tempo era qualcosa che stava lì immobile, nonostante fossero passati anni. Nei post successivi ho parlato di storie d'amore finite male. Non so da dove siano arrivate tante persone a lasciare commenti e "carezze al cuore", come le chiamo io. Mi scrivevano complimenti, del tipo: "come scrivi bene". Erano davvero carezze al cuore, ho sentito un brivido alla schiena quando sono ripartito con quel blog. Ho promesso a me stesso che mi sarei dato un'altra chance, che sarei ripartito. Non avrei più tradito la mia natura. 
Quei post sono diventati parte integrante del primo romanzo, che è Davanti agli occhi.  Nel frattempo sono passato ai social, questa famiglia che mi seguiva e mi supportava sul blog mi ha seguito anche lì e cresceva - e cresce - sempre più. Nel frattempo questo romanzo ho deciso di presentarlo a Rizzoli per una serie di fortunati eventi. Mi hanno tenuto in ballo diverso tempo, mi hanno chiesto di ampliarlo, di continuare a scrivere. Molti complimenti, del tipo: "è bello, ma continua". Poi mi hanno detto no. Lì ho deciso di autopubblicarlo piuttosto che sentire altri editori. 
Ero nella fase del Roberto piccolo che scalciava per inseguire i suoi sogni. Essere ostinato fa davvero parte della mia natura, e poi avevo voglia di farlo leggere a chi mi aveva supportato fino a quel momento e non vedeva l'ora di leggerlo. Mi lusingava, era quello che volevo. È una storia in parte autobiografica e ho deciso di autopubblicarla. 
Nonostante i problemi dopo aver pubblicato su ilmiolibro.it (carte di credito, attese per l'arrivo del libro) e grazie all'amore di queste persone che hanno creduto in me il libro è andato subito primo in classifica. Dopo pochi mesi è arrivato un piccolo editore coraggioso romano che mi ha detto: "ripubblichiamolo in un modo più tradizionale". Ero felice, c'era un editore che credeva in me. Che mi diceva "sei uno scrittore". 
L'abbiamo ripubblicato in una forma più tradizionale. Anche in questo caso, però, c'erano problemi legati alla distribuzione. Il romanzo non si trovava nelle librerie, era necessario ordinarlo. Allora quella che io chiamo la mia famiglia non si è fermata, è andata online su Amazon e Ibs e l'hanno preso lì. Dopo poco il libro è andato al primo posto in classifica della narrativa italiana. C'erano tutti nomi importanti e in mezzo questo Roberto Emanuelli. Lì Rizzoli mi ha richiamato dicendo che si erano sbagliati e che erano interessati a pubblicarmi. Mi hanno offerto la possibilità di pubblicare un nuovo romanzo, E allora baciami. Ho chiesto, perchè era un pezzo del mio cuore, che fossero presi anche i diritti di Davanti agli occhi. Hanno accettato e adesso siamo qui. 



E allora baciami è stato un altro miracolo perché a fine aprile, inizi di maggio è uscito in cinquemila copie, già tante per un esordiente, e in sette/otto mesi abbiamo venduto centotrentamila copie. È stato tra i romanzi più venduti del 2017. Per me era totalmente impensabile aspirare a tanto. Tutto questo grazie al supporto di quelle persone. I fan, i follower... tecnicamente si chiamano così, per me sono la mia famiglia e devo tutto a loro.
Nel libro si parla anche del colpo di fulmine, che oggi passa come qualcosa di banale, io invece ci credo molto. Credo tantissimo in quella scintilla che scatta tra due persone e che in qualche modo giustifica anche il concetto del "siamo solo per pochi" che è diventato il mantra e lo slogan di questa comunità/famiglia. È questo il senso del siamo solo per pochi, e non solo tra un uomo e una donna. Non solo quando si parla d'amore, ma anche tra amici. Quando scatta quel non so che non razionalizzabile e non spiegabile. Senti dentro di te che è nato qualcosa. 
Quando si parla d'amore è ancora più importante, più grande, perché ti fa staccare i piedi da terra e vedere tutto da un'altra ottica. Vedi colori che prima non vedevi, cambia la direzione degli elementi, il modo di sentire la musica. Si ha l'impressione che tutto l'universo si accorga di questo, è ovvio che tutti sappiano che è scoppiato quel colpo di fulmine e tutto passa in secondo piano. A me è successo, io ci credo, l'ho sentito. Questo non significa che il colpo di fulmine sia solo uno nella vita. E che l'amore non vada protetto. Non credo alla costruzione dell'amore quando non parte subito. Non lo puoi costruire. Credo al fatto che se parte la scintilla non basta che sia partita. Serve impegno e sacrificio nel tempo. Bisogna proteggerlo. Ma non arriva piano piano, per gradi, come certe volte sento dire. Quello sembra un lavoro. L'amore è qualcosa che ti colpisce e ti stende, quando ti rialzi tutto è diverso. 





In Davanti agli occhi c'è anche sesso, non solo amore. Ma per me il sesso non va sopravvalutato né deve diventare un tabù. Non sono uno che giudica, il sesso è un elemento della nostra vita, non va demonizzato. È qualcosa di molto bello, che quando si unisce a qualcosa come l'amore diventa magico, ma può vivere anche di vita propria. Quando è solo sesso, dal mio punto di vista, è qualcosa di bello solo se c'è un feeling mentale tra le due persone. Non giudico il sesso meccanico fine a se stesso, ma credo sia qualcosa di meno interessante. Solo quando nasce un viaggio mentale, un feeling, è qualcosa di più. Poi ognuno lo sente a modo proprio ed è corretto rispettare la vita degli altri e come intendono viverla. 
In Davanti agli occhi c'è una playlist con tante canzoni che aprono i capitoli. La musica fa parte integrante non solo del romanzo, ma anche della mia vita. Quando all'epoca ho abbandonato me stesso, facevo anche dei pezzi di musica rap e hip hop. Scrivevo i testi e cantavo. Ho studiato musica da piccolo, non so suonare però. I miei fratelli suonano e cantano, mio padre era un appassionato e mi ha lasciato tanti dischi. Da piccolissimo ascoltavo mio fratello suonare. Sono cresciuto così. Qualunque cosa abbia fatto nella mia vita me la ricordo scandita da qualche pezzo.
Sono eclettico, mi piace il cantatoriato italiano, tutti i classici da De Gregori ad arrivare a Vasco Rossi e Tiziano Ferro. Amo il rap, sento di tutto. Mentre scrivo ascolto musica e l'idea di trasportare in quel momento preciso, di creare un ponte con il lettore dicendo cosa ascoltavo in quel momento mi è sembrato carino per creare un collegamento emotivo. In E allora baciami ci sono tante citazioni musicali, in Davanti agli occhi consiglio un pezzo a ogni inizio capitolo. È una cosa che fanno quasi tutti, ed è davvero bello. In quel momento, ascoltando quel pezzo, si possono sentire emozioni simili. È una cosa bella a livello di connessione, ecco. La musica fa parte della mia vita. 
In Davanti agli occhi c'è anche il tema dell'amicizia. Ho un Franco (il migliore amico di Luca, protagonista di Davanti agli occhi) nella mia vita, un migliore amico di nome Giorgio. L'amicizia è questa: anche se le cose cambiano col tempo, quello resterà sempre il tuo migliore amico, altrimenti è troppo facile. 



Colgo l'occasione per ringraziare Roberto per la disponibilità e la gentilezza. Una bellissima persona, oltre che uno scrittore rivelazione. Dietro frasi bellissime, che hanno rubato il cuore di innumerevoli lettrici, me compresa, si nasconde un uomo sensibile, educato, umile. 
Non mi resta che ringraziarti per tutto e augurarti il meglio. 

Siamo solo per pochi! 













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