NEVE DI PRAGA, VERONICA DEANIKE. Recensione.




Titolo: Neve di Praga
Autore: Veronica Deanike
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 31 ottobre 2017
Genere: Erotic romance
Prezzo: Gratis


In una Praga romantica  ma corrotta si consumano passioni effimere come la neve:destinate a dissolversi.

Là dove tutto è solo apparenza, due anime distanti si scontrano in un vortice di passione che ambisce a qualcosa di più importante: l'amore.
Estratto:
Quello che la colpì con violenza, però, non fu la bellezza di ciò che la circondava, ma il pavimento freddo che la accolse inclemente, dopo che qualcuno, urtandola, l’aveva fatta rovinare al suolo.
«Být opatrný.» Una voce, capace di incutere un timore reverenziale la percosse come una ruvida carezza.
Sollevò lo sguardo sull’uomo che ora le porgeva la mano e si perse in uno sguardo ceruleo screziato da ombre color del ghiaccio. Era irritato e, a discapito del soccorso che si apprestava a darle, non tradiva alcuna gentilezza. Per Sofia fu tale il senso di disagio che, mentre la sua piccola mano, scompariva all’interno della forte morsa di lui, si sorprese a chiedere scusa: «Mi scusi, ero distratta.»
L’espressione dell’uomo, assente quasi distante, si fece d’un tratto incuriosita. Scrutò Sofia con attenzione, rendendosi conto che non era ceca e ne riconobbe la lingua.
Lo sguardo divenne sottile, gli occhi di un predatore che, tuttavia, in quel momento, non era interessato alla caccia. Dopo essersi assicurato che la donna fosse capace di tenersi in equilibrio, notò la cintura allentata che le aveva fatto aprire i lembi del cappotto. Così, come se Sofia fosse una cosa, un oggetto che gli apparteneva, l’uomo si fece più vicino, offendendola con la sua altezza e mettendola in uno svantaggio emotivo mai sperimentato. Sofia fu costretta a inalare un profumo che esibiva una sfacciata mascolinità; lui afferrò con entrambe le mani le estremità della cintura e, in un lento movimento che alla ragazza parve durare un eternità, strinse il nodo fino a strizzare la vita.
Con le guance in fiamme, Sofia ebbe il coraggio di alzare il volto alla ricerca di quello sguardo che nascondeva più di quanto mostrasse. Lo trovò. Ancora una volta, quella voce vibrò dentro al suo corpo che a quelle note cupe si offriva come una conchiglia che restituisce l’eco: «Sbohem malá italská.» Tre parole, per lei incomprensibili, e l’uomo le voltò le spalle in un movimento felino e sinuoso, con i lembi del cappotto nero a intrecciare una danza scomposta attorno al corpo solido e dannato, una visione che la lasciò turbata per tanta bellezza, poiché era scomparso come in una fiaba oscura tra la neve di Praga che ora scendeva copiosa.



Veronica Deanike torna con un racconto breve ambientato a Praga. Protagonisti sono Sofia, giovane italiana che si approccia per la prima volta al mondo del lavoro, e Jan, ricco e dissoluto proprietario dell’albergo di lusso in cui Sofia lavora. Una relazione strana la loro, esattamente come il loro primo, casuale incontro. Due sguardi che si incrociano, due occhi che si parlano senza bisogno di aprire bocca. Elettricità, magnetismo, attrazione. Qualcosa che Sofia non ha mai provato nella sua giovane vita. Qualcosa che Jan sembra avere ormai dimenticato. Jan ha dimenticato tutte le cose belle, troppo preso dalla sua vita fatta di cocaina, donne, soldi. La purezza di Sofia sarà un balsamo per la sua anima e il suo cuore, un ritorno al passato, a quei sentimenti buoni che credeva di non poter provare più, perso per sempre.
Nel giro di poche ore tocchiamo la vetta più alta dei nostri sentimenti e poi ci lasci precipitare nel vuoto. Mi menti, mi umili con le tue bugie, mi costringi a scappare lontana da te, a lasciarti per sempre.
L’ambientazione è suggestiva, una Praga innevata e illuminata dalle decorazioni natalizie arricchisce il racconto conferendogli una magia particolare. Sono rimasta incantata dalle descrizioni paesaggistiche, mi è sembrato di essere tra le vie di Praga con Sofia, di sentire il gelo sulla pelle, la neve sul viso.
Tutto, però, troppo breve. Ben costruito, ben congeniato, ma veloce come un lampo. L’autrice, comunque, ha saputo in poche pagine dare una buona ed esaustiva caratterizzazione ai suoi personaggi, ha saputo stuzzicare l’immaginazione del lettore, creare atmosfere sensuali e peccaminose.
Ogni fottutissimo sorgere e calare del sole sempre le stesse catene, sempre la stessa droga, sempre la stessa dipendenza... sempre tu. 
La nota dolente, che devo necessariamente sottolineare, è rappresentata dai numerosi errori di battitura e da diverse “sviste” grammaticali.
Archiviata la storia tra Sofia e Jan, Veronica ci ha regalato i primi due capitoli del suo nuovo romanzo, Magister. Abbiamo conosciuto Vincent in Sospesa, di lui conosciamo tante cose, eppure sono sicura che la presenza di Sophie, sua studentessa, saprà mescolare le carte in tavola tanto da stupirci. Come inizio davvero promettente! Il nostro bel professore soccomberà? Qualcosa mi dice di sì.





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