BLAKE DESHAWN: IL CERCHIO PERFETTO, KATHERINE L. FRYE. Recensione in anteprima.


Titolo: Blake Deshawn: il cerchio perfetto
Autore: Katherine L. Frye
Editore: Cignonero
Pubblicazione: 28 luglio 2019
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 4,99 ebook; € 14,90 cartaceo


Credi di poter trasformare il lupo in un principe azzurro. 

Ma la verità è che il lupo ha denti affilati. 
E sa morderti.
E non cambia.

La sorte è stata particolarmente generosa con Adrianne Morrison: unica figlia di un facoltoso imprenditore londinese, è bella, ricca e raffinata, ha un fidanzato che la adora e con cui sta organizzando il matrimonio dei suoi sogni. Niente potrebbe incrinare il suo cerchio perfetto. 
Ma un pomeriggio, un uomo si introduce in casa sua. Adrianne è sotto la doccia, non si rende conto di nulla. Non sente i passi pesanti che si aggirano per il suo salotto, percorrono il corridoio ed entrano in bagno. Si accorge di lui solo quando la raggiunge sotto il getto dell’acqua. 
Non è uno sconosciuto. 
Adrianne sa chi è, ha già avuto modo di incontrarlo. 

Blake Deshawn ha ventotto anni, il sorriso crudele e lo sguardo magnetico, il volto segnato da una tragedia mai dimenticata e il corpo ricoperto di tatuaggi. 
È eccessivo, sregolato, anarchico, abituato a ottenere ciò che vuole, senza preoccuparsi delle conseguenze.
E ha deciso di prendersi Adrianne - quella bionda viziata che nasconde l’attrazione che ha per lui dietro una cortina di disprezzo – nella sua stessa casa, nel luogo in cui si sente al sicuro. Doveva essere solo un colpo di testa, un gesto folle e sconsiderato da dimenticare in fretta. Ma da quel momento, la vita di entrambi cambia, acquista velocità, minaccia di deragliare per schiantarsi in un inferno da cui sarà difficile risalire. 
Per Blake, Adrianne è un veleno mai assaggiato prima: potente, incantatore, irrinunciabile. E Blake possiede qualcosa che Adrianne non conosce: la possibilità di vivere fuori dal cerchio perfetto, senza regole, senza paure, senza imposizioni. 
Perché Blake Deshawn non giudica. Mai. 

Un romanzo spietato e ipnotico sui mille volti e sulle perversioni dell’amore. Due protagonisti imperfetti e indimenticabili, da odiare e da amare con tutto il cuore.

Mi hanno piantato dentro così tanti coltelli che quando mi regalano un fiore all'inizio non capisco neanche cos'è. Ci vuole tempo. C. Bukowski

Un giorno la luce incontra il buio e lo illumina, il nero incontra il bianco e lo sporca. Un giorno Blake Deshawn, anarchico per sua stessa definizione, incontra Adrianne Morrison, pura e bella come un angelo. Quel giorno i loro mondi collidono e finiscono sottosopra per sempre. Non c'è modo di tornare indietro, a quando gravitavano uno intorno all'altra senza saperlo, a quando le distanze di sicurezza esistevano davvero e li tenevano vicini ma non troppo. 
L'impatto è fortissimo, scuote le fondamenta di ciò in cui hanno sempre creduto, fa tremare convinzioni, sogni, progetti di vita. Annulla anni di rancore, ricordi, vendetta. 
Quel giorno è l'inizio, forse la fine, o forse l'inizio della fine. Quel giorno è l'inizio di un sogno che ha il sapore di un incubo infinito. 
Blake ha perso tutto ciò che aveva e che amava: la sua sorellina è stata rapita quando era solo una bambina, insieme ad altre coetanee, e da quella prigionia ne è uscita per finire in un letto, in un coma da cui non si risveglierà mai più. Sua madre e suo padre sono finiti ammazzati in un incidente d'auto. Da allora Blake non ha più pace. Vive nel ricordo di quell'amore indimenticabile, nel desiderio spietato di vendetta e giustizia. I nomi erano grossi, chi c'era a capo del rapimento ha saputo insabbiare tutto. Il caso delle "bimbe di Brixton" è finito nel dimenticatoio, l'unico che non è mai andato avanti è Blake. 
Adrianne è l'incarnazione della perfetta figlia di papà: ricca, bellissima, irraggiungibile. Tutta rossetto rosso e tacchi a spillo. Lontana anni luce dallo sporco che è parte integrante della vita di Blake. Basta uno sguardo per desiderarsi ardentemente e mandare a puttane un matrimonio già programmato e una vita fatta di rettitudine e correttezza. 
Blake entra nella sua vita come un tornado: le toglie la ragione, annienta ogni traccia di buonsenso. La ragazza neanche prova a combatterlo, la sua influenza è troppo forte. 
Inizia così un rapporto fugace, fatto di incontri passionali, di bugie e finzioni. Adrianne inizia a mentire al suo fidanzato, a suo padre; Blake inizia a mentire a se stesso fingendo che per quella donna non prova niente, che può andarci a letto e dimenticarla, come ha sempre fatto con ogni donna passata tra le sue lenzuola. 
Quello che Blake e Adrianne non hanno considerato è il potere dei ricordi. Hanno un passato, dei ricordi nitidi che li vedono bambini. La scintilla è scoccata molti anni addietro e negli anni che li hanno visti separati ha saputo rimanere viva per divampare al momento giusto. 
Blake Deshawn: il cerchio perfetto è un romanzo bellissimo, pieno di angst e risvolti complessi. Un romanzo di tradimento e rabbia, di passato e presente che si intrecciano pericolosamente, con un sottotono lievemente suspense. Un romanzo che mi ha ammaliata sin dai primissimi capitoli. Blake è l'immagine della corruzione: vive una vita ai limiti, non conosce etica, non ha una morale. È un uomo che ha sempre vissuto fuori dal cerchio. La sua è un'anima libera, perché per lui la libertà è madre. L'unica legge che conosce è la sua, l'unico modo per farsi giustizia da solo è quello che sta studiando da anni, in silenzio, tenendo conto di ogni possibile complicazione. Sono stati anni difficili, quelli passati a imparare come vivere senza la sua famiglia, con la piccola Valery in un letto d'ospedale più morta che viva. Anni in cui il dolore si è sedimentato, ha scavato, ha portato a galla. L'ha reso vivo, forte, rabbioso. Blake è come un animale che è stato tenuto per troppo tempo in gabbia e sta pianificando il momento in cui la gabbia si aprirà. 
Lo sporco delle sue mani fa a pugni con la pelle bianca di Adrianne. La malvagità dei suoi pensieri fa a botte con il candore di una donna che dalla vita ha avuto tutto. Si rifiutano, si sputano addosso insulti, cattiverie e saliva, per poi ritrovarsi più uniti di prima, più bisognosi che mai l'uno dell'altra. 
Un rapporto malato, ossessivo quasi. Un rapporto sbagliato. E solo leggendo, proseguendo con la lettura, capirete quanto. Vorrei dirvi che sono stata una lettrice anarchica, che ha tifato per il loro amore sempre e comunque, ma mentirei. Ho sperato, per gran parte del romanzo, che Adrianne lasciasse perdere, che si lasciasse alle spalle Blake, Grace, Fabian e i loro pazzi amici alle spalle. Ho sperato che riprendesse la sua vita da copertina con il suo fidanzato ricco e gentile. Ho sperato che il male non inficiasse il bene, che il nero non si mescolasse con il bianco. Ho sperato che Blake restasse nel suo mondo fatto di fumo, droga e sangue, senza sconfinare nel mondo della principessa Adrianne. Ma lei ci ha visto lungo, è stata più previdente di me. Ci ha creduto di più, si è lasciata andare. Ha fatto un volo senza paracadute, convinta che giù ad aspettarla ci fosse stato lui. 
A volte non c'era. A volte Adrianne è caduta, l'impatto è stato violento e avrebbe dovuto darle una lezione. Altre volte Blake era proprio lì sotto, ma vedendola cadere non ha mosso un dito. Altre volte ancora ha spalancato le sue braccia forti. Il loro percorso è stato un ottovolante di emozioni, di passi indietro e passi avanti, di parole importanti. 
Ho sofferto insieme a loro. Sono stata un po' Adrianne, un po' Blake. Quando mi sentivo Adrianne non potevo non odiare profondamente Blake: bastardo, malvagio, colpevole. Non gli ho mai perdonato il modo di allontanarla, tutto ciò che ha fatto intenzionalmente per ferirla. Quando mi sentivo Blake non potevo che odiare un po' Adrianne: troppo perfetta, troppo lontana da quel mondo e da quelle sofferenze per capire. E quest'odio ha portato a un amore immenso e sconfinato per entrambi. 
Non ho cambiato idea lungo il percorso, ho continuato a pensare - esattamente come Blake - che Adrianne meritasse di meglio che un uomo spezzato come B. Ho continuato a pensare che io, al posto della protagonista, avrei mollato al primo rifiuto o alle prime parole dure. Ma Adrianne è forte, più tenace e combattiva di quel che sembra. Non è la principessa che vuole a tutti i costi il lieto fine. È pronta a sporcarsi, a scendere in guerra, a lottare con le unghie e con i denti per ciò che vuole. Il castello non è fatto per lei, e nel cerchio perfetto vuole starci solo con Blake accanto a tenerle la mano. 
Vorrei persino aver avuto la sua vita difficile pur di meritare il tuo amore, pur di sentire almeno una volta la sensazione che si prova. [...] Ma mio malgrado sono Adrianne Morrison, una nota stonata, una che sbaglia ancor prima di aprire bocca, una che non ha avuto una vita difficile e perciò non merita il tuo amore. E invece che ringraziare Dio ogni santo giorno per avermi protetta dalle mostruosità della vita, dalla cattiveria degli esseri umani io mi ritrovo incredibilmente a provare rabbia per non aver sofferto nemmeno la metà di quanto ha fatto la tua bimba. 
I loro sono due mondi che si plasmano. Sono il nero e il bianco che danno vita al grigio, il buio e la luce che creano la penombra. Incredibile la forza dell'amore che tutto può. Stupefacente il modo in cui l'amore, da solo, possa rendere possibile ciò che è impossibile. Ho amato alla follia questa commistione e credo che poche autrici abbiamo saputo renderla in maniera così intensa e feroce come Katherine L. Frye. 
E capisco che mi ami così come sono, mi ami senza un quattrino, senza fiori, senza champagne, senza promesse, mi ami senza bellezza, senza camicia, senza scarpe, senza cerchio. Mi ami. E... santo cielo bionda, sei sempre andata oltre e io non me ne sono mai accorto prima di adesso. 
Blake Deshawn: il cerchio perfetto è un romanzo che mi ha conquistata dalla prima all'ultima pagina, una magia particolare che ha saputo affascinarmi e rapirmi. L'autrice si è calata a meraviglia nei panni dei suoi protagonisti, ha saputo descrivere con coerenza e verità il mondo sbagliato e lurido di Blake, come quello patinato di Adrianne. Passando da un pov all'altro capirete quanto sia stato difficile calarsi nei loro panni. Perché Katherine non è un'autrice che intende raccontarci la storia di un cattivo (che poi cattivo non è, e lo capirete solo alla fine), ma è un'autrice che riesce nel suo intento. 
Butta fango sui suoi personaggi, li inasprisce, li incattivisce e li mostra nei loro difetti peggiori. Per poi redimerli, con la stessa coerenza mostrata nella prima fase. 
Un lavoro eccezionale fatto sulla psicologia dei personaggi, sui protagonisti ma anche sui personaggi secondari che giocheranno un ruolo fondamentale nella storia d'amore. 
La tensione è sempre alta perché c'è una nota suspense che non abbandona mai Blake. L'intreccio secondario alla storia d'amore non farà che arricchire il romanzo dandogli un certo spessore. Non solo una storia d'amore, non solo la storia di un uomo e una donna che non c'entrano niente l'uno con l'altra: anche una storia di giustizia. 
Selvaggio, anarchico, intenso. Una meraviglia assoluta, cinque stelle piene. 


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