SKIN, LORETTA GRACE. Recensione.


Titolo: Skin
Autore: Loretta Grace
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 18 giugno 2019
Genere: Narrativa
Prezzo: € 9,99 ebook; € 17,00 cartaceo

Zara ha vent'anni, i capelli rossi come il fuoco e una bellezza rara. Lei, però, quando si guarda allo specchio vede solo e soltanto "la goffa lentigginosa", come i compagni di scuola la chiamavano quand'era bambina. Frequenta l'università senza slancio, non sentendosi mai all'altezza delle aspettative né della madre, donna tanto in carriera quanto assente, né della nonna materna, esigente e severa, che non perde mai occasione per criticarla. Non vede suo padre da molti anni, non sa perché se ne sia andato. Ma da lui ha ricevuto la passione per il teatro, che la spinge a lavorare come tuttofare in un famoso teatro milanese.
Qui si trova alle prese con un mondo popolato da registi nervosi che la rimproverano per un nonnulla e attori prepotenti e invidiosi che si fanno la guerra. Ma al centro di quel microcosmo delirante, come l'occhio del ciclone, c'è Liam Nelson, il protagonista dello spettacolo, attore sudafricano dalla pelle scurissima, appassionato di trucco e fotografia. Zara prova subito una strana attrazione per lui, che è solido, sicuro, caldo: tutto quello che lei non riesce a essere. Anche il bello e invincibile Liam, però, nasconde ai riflettori un'enorme fragilità, determinata dalle sue insicurezze, dalle passioni controverse e soprattutto dal difficile rapporto col padre. I due iniziano a parlarsi, a confidarsi, a svelarsi per quello che sono davvero, creando un legame avvolgente, caldissimo. Da questo contatto, sensuale e innocente al tempo stesso, prenderanno la forza per dare una svolta alle rispettive vite.

In questo romanzo, delicato e toccante, Loretta Grace racconta l'incontro tra due personaggi fuori dagli schemi, che si sono sempre sentiti esclusi e incompresi per via della loro diversità, senza rendersi conto che è proprio ciò che li rende straordinari. E ci insegna così ad amare le differenze, le particolarità, i dettagli. In altre parole, tutto ciò che ci rende unici.


Skin è la storia di Zara, una ragazza giovanissima che si appresta a iniziare un nuovo lavoro nel mondo del teatro. Ha ereditato questa passione da suo padre, e quando l'occasione le si presenta è troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Inizia così una nuova fase della sua vita, una sorta di riscoperta prima e di rinascita poi. Un viaggio interessante, una parentesi che cambierà per sempre il suo modo di vedere e di vivere. 
Conoscerà nuove persone, nuovi confini, nuove possibilità. Ma, soprattutto, imparerà ad accettare se stessa. Già, perché Zara non è mai riuscita fino in fondo ad amarsi né ad accettarsi. Vive i suoi capelli rossi e le sue lentiggini come un limite, un difetto che la fa sentire diversa dagli altri, non accettata. 
È bella Zara, ma non lo sa. È bella, ma non sa guardarsi allo specchio e vedersi veramente. Così quel "difetto" diventa per lei un ostacolo. 
L'incontro con Liam, un ragazzo con la passione per il make up e per la fotografia, scuro di pelle, le insegnerà tanto. Due mondi che si incrociano e si mescolano, una ragazza e un ragazzo che si fanno del bene, come poche volte succede nella vita. 
Loretta Grace, l'autrice di Skin, è una make up artist piuttosto famosa sul mondo del web, che purtroppo non conoscevo. Anche lei, come Liam, ha la pelle scura e probabilmente ha affrontato le stesse problematiche di Zara, la sua protagonista. Anche lei ha vissuto una fase di non accettazione, di rifiuto totale per se stessa e in particolare per il suo aspetto fisico. 
Il modo in cui tratta la tematica della diversità e dell'accettazione del proprio corpo è sensibile, attento, positivo. Già solo questo mi porta a consigliare la lettura del romanzo a tutti, giovani e non. Perché la prima cosa che mi è venuta da pensare è che sarebbe stato bello, bellissimo, consigliare Skin ai giovani d'oggi, che tanto fanno fatica ad accettarsi e si trovano i difetti più assurdi del mondo. Poi, riflettendo, ho pensato che sarebbe stato riduttivo consigliarlo solo ai giovani. Chi di noi, a prescindere dall'età anagrafica, non ha un difetto fisico che odia a morte e con cui non è riuscito mai a convivere? Io ne ho tanti, e sono perfettamente consapevole che con alcuni non riuscirò mai a convivere. Mi fanno male, mi fanno soffrire, tante volte mi fanno sentire insicura e diversa, proprio come succede a Zara. 
Noi donne siamo sicuramente più inclini all'autocritica, fino ad arrivare a esserlo fin troppo, a vedere cose che non esistono se non nella nostra mente. Immagino, quindi, che ognuna di noi possa rivedersi facilmente in Zara. 
Forse dovrei farmi castana e spuntare un po’ i capelli come lei, magari sembrerei più alta. E poi avrei fatto meglio a scegliere un paio di jeans attillati come i suoi, non i pantaloni morbidi che indosso. Zara, sei proprio vestita male oggi, mi dico… hai davvero toppato.
Il mio personaggio preferito è stato Liam, attore protagonista dello spettacolo, e non perché sia la controparte maschile di Zara, bensì per il messaggio di cui è portatore. Sarà lui ad aprire gli occhi di Zara, a mostrarle quanto la diversità possa essere un valore aggiunto, un punto di forza piuttosto che un punto debole. Un insegnamento importante, a cui non tutti riescono ad arrivare. Un insegnamento che costa fatica e un grande lavoro su se stessi. 
Non c'è una storia d'amore di quelle che fanno battere il cuore o straziare l'anima, di quelle che sono solita leggere insomma. Ma ho letto una storia di vita vera, quotidiana. Una storia in cui mi sono rispecchiata, che mi ha invitato a riflettere su temi delicati. 
La Grace parla non solo di rifiuto nei confronti del proprio aspetto fisico e di diversità, parla anche di bullismo, di problematiche familiari importanti. Zara è la portavoce di tutti questi temi, una sola ragazza, piccola ma di sostanza mi verrebbe da dire. Porta sulle spalle un peso non indifferente, e all'interno del romanzo ha delle grosse responsabilità. Se potessi guardarla negli occhi le direi: "ben fatto!". È riuscita ad arrivarmi, a lasciarmi qualcosa, a farmi leggere un messaggio positivo di cui si ha sempre bisogno, specie in una società come quella in cui viviamo oggi dove i canoni di bellezza sono sempre più esigenti e fondamentali per inserirsi e sopravvivere in un contesto sociale. Ci vogliono belle, alte, magre, senza nessun difetto e nessuna imperfezione. Ci vogliono con i capelli folti, capaci di portare un tacco 12 con disinvoltura, senza smagliature e senza cellulite. E invece a volte ci sentiamo brutte, bruttissime, mai troppo magre e toniche per metterci in costume, in lotta costante con una cellulite che non va via e con delle smagliature che nulla può cancellare. 
A volte siamo imperfette, fuori posto, fuori luogo... altre volte siamo semplicemente noi stesse, possiamo migliorarci ed è imperativo provare a farlo ogni giorno, ma non possiamo cambiare e questo è bene ricordarlo. Siamo così, siamo l'immagine che vediamo ogni mattina e ogni sera allo specchio, quella con cui dovremo convivere chissà quanti altri anni ancora: è bene che troviamo il modo di farcela piacere! 
Accettiamoci, siamo bellissime a modo nostro. Siamo speciali. Siamo uniche, anche con i nostri difetti. 
Skin: un romanzo contemporaneo, veritiero al 100%, una storia troppo frettolosa in alcuni punti (colpa anche dell'esiguità del numero di pagine), una lettura piacevole. 



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