ROBIN: UN PETTIROSSO NELLA TEMPESTA, RACHEL SANDMAN. Recensione di Eleonora.


Titolo: Robin: un pettirosso nella tempesta
Autore: Rachel Sandman
Editore: Delrai Edizioni
Pubblicazione: 13 maggio 2021
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 4,99 ebook

Vago come un’anima in pena, carceriere e vittima della mia stessa mente. Corro da un lato all’altro del locale, guardo ovunque, ma non vedo nulla. La mia mente è già al collasso, completamente focalizzata verso ciò che la attende, da qui a un paio di giorni.
È delirante. Io sono il mio peggior nemico.
Non incrocio lo sguardo di Laure nemmeno una volta, nemmeno per sbaglio. Non posso permettere che lei mi legga dentro, ancora. Non posso lasciarla entrare in quella che è la mia essenza, fatta di piscio e fango, e che, come ogni volta che mi appresto a tornare a casa, risale a galla, come una papera di gomma abbandonata in uno stagno.
Jeremy Rivers è un enigma. Ragazzo schivo e solitario, vive la sua vita in modo ossessivamente razionale e senza mai abbandonarsi troppo alle emozioni e ai legami affettivi. Le ombre cupe che cerca di lasciarsi alle spalle convivono in lui e minacciano ogni volta di distruggere la stabilità ritrovata nel corso degli anni. È un’anima colorata e luminosa, quella di una ragazza con le labbra rosse come il peccato, che scuote il suo mondo in bianco e nero, creando, pennellata dopo pennellata, sfumature di colore in grado di convincerlo ad affrontare fantasmi mai sopiti. Due mondi opposti che si incontrano e si amano in modo viscerale, alla ricerca di un’armonia imperfetta, ma autentica, capace di sanare ferite dovute a imposizioni passate e mai del tutto dimenticate. 
Questa è la storia di un pettirosso che vive la vita fino in fondo, attimo dopo attimo, senza mai scoraggiarsi, perché un bonsai può sopravvivere anche in un luogo inospitale, se lo si cura con devozione, e di una balena, un mostro gigante immerso in un oceano di caos, maestosa e terribile, che ricerca la propria dimensione, affamata di verità e sentimenti reali.

Pensate a un libro la cui cover vi cattura all’istante, lo mettete nella lista dei desideri e continuate a guardarla perché vi stuzzica, ma avete l’impressione di non essere ancora pronte per leggerlo. Ecco, Robin ha avuto questo effetto su di me e, dopo averlo ricevuto in regalo a Natale, ho capito che era giunto il momento perfetto per leggerlo, non solo perché è riuscito a sbloccare il mio periodo buio, ma anche perché ha lasciato il segno nel profondo. Robin non è solo un romanzo, non è solo una storia. È un percorso introspettivo che si affronta stando al fianco dei protagonisti, che si gusta capitolo dopo capitolo, che si capisce solo vivendo il viaggio che Rachal Sandman ha voluto regalare a quei lettori che sanno mettere a nudo la loro anima attraverso l’empatia che si crea con i personaggi.
All’inizio la trama mi sembrava parlasse di una favola. Poi, iniziando la lettura e scoprendo sempre più particolari, il tutto ha preso forma tra quelle pagine che racchiudono una miriade di emozioni, contrastanti tra loro, che mi hanno permesso di arrivare a toccare con mano le anime di Jeremy e di Laure.
Jeremy, lo dice anche la trama, è un enigma. Io aggiungerei un “meraviglioso” enigma. Un ragazzo che ha chiuso nel suo cuore tutta la sua voglia di amare, di essere amato, di condividere sensazioni. La chiave l’ha gettata, perché chi avrebbe dovuto stargli accanto, sorreggerlo e capirlo, non è stato in grado di farlo. Anzi, ne ha approfittato per spezzarlo definitivamente. Nel suo riccio si trova a suo agio, non fosse per gli incubi di quel passato che ogni notte bussano alla sua porta per chiedere riscatto. 
Laure è questo. È una boccata d’aria fresca. Non so come sia possibile ma riesce, in un modo o nell’altro, a riportarmi a galla quando sto annegando, a ripulirmi quando sono immerso nella fogna, a farmi tornare a casa quando mi perdo tra le strade sconosciute della mia mente incerta.
Lo scotto che ha deciso di pagare è alto ma, quando incontra una ragazza con i capelli tanto rossi tanto quanto le labbra, la sua corazza viene messa a dura prova. 
Laure, una ragazza francese trapiantata a Boston perché voleva scoprire la terra misteriosa di suo padre. Si arrangia come può per vivere e il lavoro nel bar di Aaron la aiuta a distrarsi. Da quando la sua migliore amica, Echo, si sente finalmente felice, anche lei sente che qualcuno, nel mondo, potrebbe amarla. Di certo non immaginava di imbattersi in un ragazzo che porta con sé un’aurea scura come la pece e di provare un sentimento così profondo senza nemmeno conoscerlo.
Lo vedo, la maschera di imperturbabilità con cui va in giro ogni giorno cala per un secondo e mi permette di intravedere Jeremy, il suo tormento, le sue emozioni che lottano e che si scontrano. Ma è un attimo, poi torna il ghigno, la smorfia. Ora vedo le sue spalle, la sua schiena.
Sono due opposti che si attraggono. Sono il giorno e la notte, sono così imperfetti che non potrebbero mai completarsi. 
E invece saranno l’una la salvezza dell’altro. Saranno quel profumo di peccato e quei desideri persi che tanto desideravano trovare. 
Jeremy è spezzato dentro e fuori e non lo nasconde. Laure è la cura giusta per le sue ferite ma la paura di farla cadere da un precipizio senza fine lo frena da ogni iniziativa. 
Un dettaglio colpisce, tuttavia. Le labbra. Diavolo, ha un paio di labbra rosse come il peccato, incastrate in un viso e in un corpo che urlano purezza e paradiso. Un contrasto spiazzante, generatore di un sorriso che urla e attrae, come un’insegna al neon che si illumina in un vicolo cieco e buio.
Laure è dolce, calma, vuole vivere a colori. Jeremy la colpisce, la fulmina, la stordisce. I suoi sensi perdono contatto e lasciarsi andare a quell’oscurità è un patto con il diavolo.
Jeremy. L’ho ripetuto nel silenzio della notte e poi ancora, e ancora, e ancora. Il suono del suo nome sulla mia lingua: sa di sale e zucchero filato.
Una grande tempesta sta per abbattersi sulle loro vite, pronta a distruggere tutto ciò che troverà sui loro cammini. Avrà la potenza di un uragano perché cercherà di far crollare la corazza di Jeremy, ormai crepata, che nasconde al suo interno un cuore che ha bisogno di battere. Caos e disordine abiteranno nella mente non solo di Jeremy, anche Laure dovrà cercare di conviverci, sopravvivendo grazie alla sua forza e al suo coraggio di voler vivere la vita a pieni polmoni e con gli occhi brilli di gioia. Il loro è un rapporto che sa di sogni infranti e di voglia di riscatto, che sussurra bisbigliando parole mai dette ma anche fatto di urla e silenzi che profumano di singhiozzi e lacrime rubate. Laure rappresenta quel sollievo che Jeremy aveva bisogno di trovare. L’unica via per salvarsi è quella di tornare su quei passi che hanno condannato il suo presente. 
D’altronde, sono un peccatore, un essere che genera caos. In fondo, la mia vita è sempre stata un’esistenza pervasa da buio e ombre. Non posso accantonare la sola luce che mi sia mai apparsa davanti agli occhi. Non posso chiudere la porta di fronte all’unico spiraglio di meraviglia che mi sia mai stato concesso. Non posso tagliare i ponti con l’unica persona a cui sembra fregare qualcosa del sottoscritto.
Non c’è ragione. Non c’è pensiero. Non c’è intelletto. Solo anime che si sfiorano, lottano, vincono. Solo corpi che si vogliono, si toccano, si vivono.
Inferno e paradiso si incontreranno e scontreranno, Jeremy e Laure saranno vittime inconsapevoli delle ombre che osteggiano l’amore, ma nessuno sarà in grado di distruggerli, di rovinarli più di quanto il passato non abbia già fatto. Esigono il perdono e lo dovranno promettere per sentirsi liberi. Solo tenendosi per mano non si perderanno, ma si faranno coraggio per sentirsi meno fragili e più sicuri. E il futuro? È tutto racchiuso qui…
«Guardami.» respiro. «Non puoi continuare a galleggiare in superficie. Non puoi limitarti a sopravvivere.» Accarezza il mio braccio, proprio là dove sa essere incisa la balena disegnata da lei stessa. «Le balene non lo fanno. Si immergono, Jer, inghiottono acqua e poi vivono immerse negli abissi profondi, dove ci sono tutte le meraviglie dell’oceano.» 
E le lacrime sgorgano copiose dai miei occhi. Avrei ancora tanto da raccontare di questi due ragazzi che hanno rapito la mia anima, l’hanno spezzata e poi ricomposta, ma non voglio svelare oltre perché la loro storia va assaporata, tra le righe di quei capitoli, che Rachel Sandman ha scritto con il cuore in mano, attraverso un temporale che nascondeva sui visi le lacrime amare. Le tematiche che ha affrontato e approfondito con grande maestria sono forti ed hanno saputo catturare la mia mente. I rapporti famigliari dettati dalla fede e dal rigore, i sentimenti degli amici che sanno guardare oltre le apparenze, le responsabilità che due giovani si assumono a discapito dei loro sogni. Ogni sfumatura, ogni emozione, ogni turbamento sono arrivate nel mio animo. La sua narrazione è ricca di particolari e di similitudini che raccontano uno spaccato di vita vera, vissuta, intensa, deviata, arrabbiata, sconfitta e che sa creare una forte empatia con i personaggi grazie alla voglia pazzesca che hanno di riprendersi tutti i colori che il buio ha rubato. Li si può solo amare, ed io l’ho fatto.
Oltre a Jeremy e Laure, altri personaggi avranno un ruolo importante nelle loro vite e sta a voi scoprire chi saranno. 
Nonostante sia il primo libro letto di questo nuovo anno, per me è già un best, un indimenticabile, e vi consiglio di lasciarvi trasportare dalla storia di questo incontro inaspettato, dove una balena, un pettirosso, un gatto nero, libri, amici e tanto amore saranno lo scenario perfetto per far pace con sè stessi, per capire l’amore e saperne riconoscere i colori e i profumi.
Buona lettura, 
Eleonora 

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