PANSIES, ALEXIS HALL. Recensione di Eleonora.


Titolo: Pansies
Autore: Alexis Hall
Editore: Triskell Edizioni
Pubblicazione: 1 marzo 2021
Genere: M/Mromance
Prezzo: € 5,99 ebook; € 13,00 cartaceo

Alfie Bell se la passa piuttosto bene. Ha uno stipendio a sei cifre, un attico a Canary Wharf, la macchina che si era ripromesso di comprare a diciotto anni e un nutrito gruppo di raffinati amici londinesi.
Il vero problema è tornare a South Shields ora che tutti sanno che è gay. La sua cittadina natale è l’ultimo posto in cui si aspetterebbe di rimorchiare, ma Fen è bellissimo con i suoi capelli dalle punte rosa e gli occhiali da hipster, pieno di quel coraggio che a lui è sempre mancato. Dovrebbe essere l’avventura di una notte, peccato che Alfie non abbia mai incontrato nessuno così.
Anzi, sì. A scuola, quando il suo status di macho era ancora intatto e Fen era il ragazzino gay che rifiutava di tenere la testa bassa. E ora è un gran casino: Fen sarà anche stato a letto con lui, ma probabilmente non lo perdonerà mai. Senza contare che ha un negozio di fiori da gestire, un lutto da superare e una vita giù al sud.
Alfie vorrebbe solo far funzionare il loro rapporto, ma come può riuscirci quando l’unica cosa che hanno in comune è il paesino in mezzo al nulla dal quale entrambi sono fuggiti?

Questo romanzo è una dolce coccola, un’iniezione d’amore. Una grande crescita umana che si sviluppa attraverso il percorso di due uomini che dovranno non solo superare i pregiudizi degli altri ma anche i loro dubbi e le loro insicurezze su chi sono e chi vogliono essere nella vita. Alfie e Fen sono due anime che hanno bisogno di ritrovarsi perché la vita ha voluto farli incontrare nuovamente per far sì che si perdonassero, accettassero e si amassero. 

Alfie Bell, il classico bulletto della scuola, a trent’anni compiuti si ritrova a fare involontariamente coming out al matrimonio del suo migliore amico. Mai avrebbe pensato che un giorno avrebbe potuto ritenersi gay. Ma non c’è una data di inizio o una data di scadenza: lo si è e basta. Doveva solo ammetterlo ad alta voce.

La prozia Sheila gli assestò una gomitata nelle costole. «Quand’è che arriverà il tuo turno?» «Il fatto è che… sai, sono gay.» «Eh?» «Sono gay.» «Cos’è che sei, tesorino?» «Gay. Sono gay. Mi piace il cazzo.» Accidenti, aveva alzato troppo la voce. La parola sembrò riecheggiare nel silenzio… Un attimo, nel silenzio? Sì, esatto, nel silenzio. La canzone era finita da un paio di secondi. La prozia Sheila alzò gli occhi al cielo. «Be’, quello lo sappiamo tutti, tesorino. Ma di questi tempi non è una valida ragione per non sistemarsi.»

Aveva lasciato il suo paesino nativo per trasferirsi a Londra proprio per evitare di essere giudicato e guardato con occhi straniti. Aveva un lavoro che gli permetteva di guadagnare bene e condurre una vita agiata ma qualcosa di importante mancava ancora nella sua vita. 

Lascia la festa di matrimonio e il suo gay radar lo porta in un bar, perché aveva bisogno di distrarsi quella sera senza però cercare nulla di impegnativo. 

E così incontra Fen, un bellissimo ragazzo con un paio di occhiali stravaganti. Lo abborda con la scusa di un drink e poi lo invita nel suo albergo.

Fen si lascia traportare dal momento e forse dalla sua unica possibilità di potersi finalmente vendicare di quel compagno di scuola che quindici anni fa lo bullizzava.

«Sembravi abbastanza preso da me poco fa.» L’espressione del giovane si fece calda e accogliente come il mare del Nord. «Sì, Alfie Bell, a dire il vero non mi è dispiaciuto constatare che bravo succhiacazzi sia diventato il bullo del liceo.»

E sì, un duro colpo per Alfie scoprire che il ragazzo con cui ha appena fatto dell’incredibile sesso è un vecchio compagno di scuola e non uno qualsiasi. James, il ragazzo che tutti bullizzavano e al quale, lui soprattutto, aveva causato dolore e disperazione. Fen subiva solamente per poter farsi toccare da Alfie, era una specie di eroe per lui ma con gli anni aveva realizzato che era stato un vero coglione e che gli aveva rovinato l’adolescenza.

Alfie a quei tempi ancora non sapeva di essere gay e, ripercorrendo ora quel tempo, forse a lui era sempre piaciuto prendersi gioco di Fen per il semplice fatto che attirando la sua attenzione qualcosa provava per quel ragazzetto fragile e insapore.

 Ora c’erano quindici anni a dividerli. Non fisicamente ma mentalmente. Fen provava una rabbia inaudita nel vedere Alfie comportarsi con lui oggi come se nulla fosse successo. Alfie doveva portare addosso il peso di quegli anni e il senso di colpa di aver danneggiato seriamente la vita del ragazzo che adesso voleva avere tra le sue braccia.

Fen ha l’anima distrutta: il dolore e la sofferenza hanno preso buona parte del suo cuore e per lui tornare ad amare è più difficile che non respirare. Non è pronto ad affrontare la voglia di Alfie di avere una seconda possibilità. Sono troppi i casini che si porta addosso.

C’era sempre stato qualcosa di diverso in lui; non solo il fatto di essere gay, ma… qualcos’altro; qualcosa di irrequieto, delicato e quasi magico, come una farfalla appena uscita dal bozzolo che, con le ali ancora umide, lottava per spiccare il volo. Quindi, perché non lo aveva fatto? Cosa lo tratteneva in quella cittadina sperduta?

E tra i tanti il negozio di fiori di sua madre, Pansies. Ecco cosa lo aveva trattenuto in quella cittadina. Non voleva lasciarlo, era tutto ciò che gli restava di sua madre. Aveva grandi aspettative per la sua vita ma il destino aveva giocato le carte sbagliate e lui si sentiva in colpa per come aveva affrontato quelle scelte. 

Alfie però non demorde, vuole Fen, lo vuole conoscere, lo vuole abbracciare, lo vuole assaporare perché dopo il loro primo bacio lui vuole di più. Lo vuole nel suo quotidiano ed è disposto a tutto pur di riuscirci.

«Non ho bisogno che qualcuno si prenda cura di me.» «Tutti ne hanno bisogno.» Alfie avrebbe tanto voluto guardare Fen negli occhi. A giudicare dal solco che gli si era formato al centro della fronte e dall’ombra dietro le lenti, pensò che potessero essere chiusi. Allungò la mano e la passò su quella ruga fin quando non fu sparita. «Ehi, stai bene?» «Ho dimenticato cosa significhi stare bene, Alfie Bell.»

C’era qualcosa, qualcosa che Alfie sentiva nel profondo del suo cuore. Era qualcosa di fragile sotto il dolore che portava sulla pelle Fen. Ma prometteva di essere un sentimento che doveva portare alla luce, farlo risplendere e tornare a nuova vita.

Convincere Fen a correre il rischio di darsi una seconda possibilità non era facile. Alfie voleva portare nella vita qualcosa di bello che gli permettesse di lasciare andare il dolore. Ci voleva fiducia e trovare era una bella impresa.

«Non so come sia possibile che tu mi piaccia,» disse infine, l’espressione sognante e confusa. «Perché tutti hanno bisogno di un pezzetto di casa, a volte.» «Pensi di innamorarti di me, Alfie Bell?» «Non lo so. Ma permettimi di restare nei paraggi, vieni a cena con me, dormi con me, ridi con me e piangi sulla mia spalla quando ne hai bisogno, e non escludo che possa succedere.»

Era una lotta interiore che dovevano combattere insieme. Erano solo loro due. Alfie e Fen, con il loro amore e la loro speranza.

«Non provare ad aggiustarmi. Resta perché mi vuoi.»

Iniziate a leggere perché scoprirete come continua questa storia raccontata amplificando le emozioni contrastanti che provano Alfie e Fen attraverso i cinque sensi: il tocco dei loro corpi, l’udito dei loro silenzi, il gusto dolce amaro della sconfitta, lo sguardo dei loro occhi pieni di lacrime e l’odore dell’amore che aleggia tra le loro anime. Sono feriti, delusi, arrabbiati. Ma hanno voglia e bisogno di amarsi. Talmente diversi l’un l’altro si completano solo quando sono tra le braccia del compagno. Alfie è la parte forte che sorregge Fen. Lui è la sorpresa che invoglia Alfie a dimostrare a tutti che il suo essere gay non è dettato dalla moda o dal momento ma da un sentimento che ha sempre tenuto nascosto perché ancora non aveva trovato la sua anima gemella.

Lo stile narrativo di Alexis Hall, nonostante la scrittura in terza persona, ha catturato fin da subito la mia curiosità di conoscere questi personaggi che sono stati un’esplosione di emotività, turbamento, forza e coraggio. Le scene intime sono dosate da una grande quantità di dolcezza che mi ha lasciato gli occhi a cuoricino più di una volta. Anche le lacrime hanno fatto capolino nei miei occhi. L'autore è stato bravo nel far arrivare al lettore tutta la complicità dei personaggi, lo stupore delle loro scelte e la meraviglia di una crescita umana che due uomini hanno affrontato ad armi pari, senza se e senza ma.

Un romanzo m/m che consiglio di leggere perché porta con sé dei valori importanti, tocca temi delicati e li affronta con serietà e maturità. È una storia romantica ma anche esilarante perché scoprire come due ragazzi ormai uomini riescono a sentirsi impacciati davanti a un semplice abbraccio, ad arrossire davanti a un complimento e a riscoprirsi innamorati come fosse sempre il primo giorno, non capita a tutti.

Buona lettura, 

Eleonora 


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