PLAYING TIME, MOLOKO BLAZE. Recensione di Eleonora.


Titolo: Playing time
Autore: Moloko Blaze
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 9 febbraio 2021
Genere: Erotic romance
Prezzo: € 2,99 ebook; € 11,99 cartaceo

«Noah è l’idea che io mi ero fatta dell’amore, pur non sapendo cosa fosse l'amore prima di conoscerlo. Noah è parte del mio corpo e della mia anima, è come se non riuscissi più a distinguere i miei contorni e avessi bisogno di lui per capire dove finisco io e dove comincia il resto del mondo. Mi sono guardata con i suoi occhi e per la prima volta nella mia vita mi è piaciuto ciò che ho visto.» 

«Perché l’hai mandato via allora?»

«Volevo che fosse libero. Volevo che fosse felice.» 

Reagan ama recitare, ama lo sfavillio del mondo di Broadway così come l’odore dei piccoli teatri, ma una ragazza di Harlem non dovrebbe credere nei sogni, soprattutto quando a spronarla è un giovane con il conturbante aspetto e il naturale talento di James Dean. Noah sembra mostrare uno strano interesse per lei, nonostante il suo look da maschiaccio e il suo modo sfrontato di dire e fare le cose. Noah è l’uomo che l’ha stregata da subito, che le permette di conoscere le gioie e i dolori del sesso senza tabù, con l’unica regola di escludere dall’equazione l’amore, ciò che si ostina a non concederle e che lei invece non riesce a negargli. 

Un’intima amicizia sbocciata dietro le quinte della scena Off Broadway di New York. Una passione che rischia di bruciare come un incendio. L’amore che è impossibile da soffocare, anche in un rapporto all’insegna del sesso privo di limiti. Perché la maschera può essere un mezzo per sentirsi liberi, ma anche la più subdola delle gabbie. Dopo The Undressed Series, Moloko Blaze torna con una nuova avventura erotic romance!


In silenzio, avevamo parlato di amore, quella strana forma di amore che provavamo l’uno per l’altra. In silenzio avevamo sognato di un futuro insieme, in silenzio avevamo desiderato che quella felicità non avesse fine.

Charlie Chaplin diceva: "La vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi". Be', quest’opera non sarà priva di applausi e soprattutto non sarà priva di una grande soddisfazione. Mi sento appagata, esaudita, carica ed estasiata. Playing time è arrivato dritto dove doveva arrivare: alla mia anima. Una storia che parla del teatro, del teatro come metafora della vita, della vita come l’espressione eccelsa del teatro. Il palcoscenico è la nostra realtà quotidiana, ridiamo, soffriamo, impariamo e sbagliamo ma soprattutto sperimentiamo. Acquisiamo tutte le esperienze necessarie per poter godere della vita nella sua massima pienezza. E così ha fatto Moloko Blaze, ha colto l’essenza dell’amore e l’ha trasformata in eros, ha esposto le debolezze e le ha trasformate in certezze, ha plasmato due corpi che avevano bisogno di appagarsi prima di imparare ad amarsi. Reagan e Noah sapranno conquistare ogni tipo di pubblico perché davanti a un’opera nessun applauso può esser negato.

Reagan e Noah sappiamo come sono, ce lo dice la trama. Quello che non sappiamo è come sono insieme. Si incontrano su un palcoscenico di New York dove frequentano un corso di recitazione e lui è anche lo sceneggiatore. Più diversi di loro non c’è nessuno. Reagan lavora da quando aveva quattordici anni per mantenere suo fratello e la sua matrigna. La vita non le ha mai fatto sconti e ancora oggi deve subire la rabbia e la violenza della sua matrigna che passa la vita a drogarsi. Il teatro per lei è libertà, passione, intraprendenza. Ma ha ancora tanti limiti, soprattutto se ne pone tanti. Noah la guarda fin da subito, dal loro primo incontro, e non smette di pensare al suo ruolo nella sceneggiatura ma fuori dal palcoscenico. Vorrebbe aiutarla a essere più disinibita, più sicura del suo corpo, delle sue azioni, delle sue scelte. Vorrebbe che si lasciasse andare al proibito, come il suo personaggio, Madeleine. A differenza della recitazione sapeva che Reagan era reale, era carne per le sua mani e passione per la sua anima. Era tutto, tutto tranne che cuore. 

Noah non crede nell’amore, almeno non più. Non dopo quella ferita che porta sul petto e che non riesce a spegnersi nel suo cuore. Non vuole una storia d’amore con Reagan: vuole lei, il suo corpo e la sua mente. Vuole portarla a sfidare se stessa e i suoi limiti. Di contro Reagan pensa che non sia possibile. Lei è ancora vergine e non è pronta a liberarsi di ogni inibizione, soprattutto con il ragazzo che già inconsapevolmente ama e al quale più volte ha fatto capire di voler donare il suo diventar donna. C’è solo un problema: Noah non va a letto con le ragazze vergini. Quindi resta una sola scelta a Reagan, provare a lasciarsi andare per capire cosa si sente a essere esposta e nuda agli occhi di un attore che, forse, non sta solo recitando.

Finalmente capii ciò che intendeva Noah. Anche il letto di una stanza poteva essere un palcoscenico. Un gioco di ruoli ben preciso. Una regia di sguardi, di movimenti, di battute, di luci. Un fuoco artificiale di emozioni sature di colori, un luogo in cui tutto era più acceso, più forte, più intenso. E le parole non erano solo parole. Erano azioni camuffate da parole, come nel teatro.

Se sul palco la direzione spetta al regista, nella vita le regole le detta Noah. È lui che ordina a Reagan cosa fare, è lui che la porta a provare emozioni mai provate, eccitazione mai conosciuta, irrequietezza, estasi e appagamento. I loro corpi che si lasciano trascinare dal piacere fine a se stesso, le mani di un altro che accarezzano il suo corpo mentre Noah la guarda, lei che si concede a due uomini per il solo gusto di imparare a essere la protagonista del godimento. Inizia a sentirsi sensuale, desiderosa, eccitata. 

Immaginare di essere viva solo grazie alle labbra di qualcun altro significava anche che quella persona fosse in grado di togliermi quella vita con lo schiocco di due dita. E, indubbiamente, io ero viva grazie alle sue labbra, grazie al suo ossigeno, grazie ai suoi occhi che mi davano una forma, dei colori, dei contorni, grazie alle sue mani che toccandomi mi facevano capire che anch’io esistevo sulla Terra.

Ma ogni volta che arriva al culmine e prova a esternare i suoi sentimenti per Noah, lui la riporta con i piedi per terra. Non riesce ad amarla come lei vorrebbe. Provano due diverse forme di amore. Reagan aspetta di sentirsi dire ti amo, Noah non ama le etichette. Sa che se dovesse superare quel limite non sarà in grado di proteggerla come meriterebbe e l’ombra del suo passato torna fresca nella sua mente. 

Ma il limite è già stato superato: Reagan ha toccato il paradiso, Noah ha toccato di nuovo l’inferno. I loro corpi sono ubriachi di sesso, le loro anime sono inebriate dalla passione. Si stuzzicano, si affrontano, si allontanano con il solo scopo di ritrovarsi sempre tra le braccia dell’altro. Ma se innamorarsi vuol dire soffrire, che senso ha amare? Lasciarsi andare ad altri uomini non libera la sua mente da Noah, lui è sempre lì.

«Almeno per una volta, Reagan, vuoi essere scelta, vuoi appartenere a qualcuno. Vuoi sentire la tua carne lacerata da un altro corpo umano. Vuoi esistere intorno a quel membro turgido che ti pugnala fra le cosce come una preda indifesa. Vuoi che ti faccia male, per poi farti sprofondare in un piacere mai provato, qualcosa che ti permetta di sentirti viva, con il cuore che esplode, con il fiato che ti manca e che prendi da lui, insieme ai suoi gemiti, in uno di quegli istanti che non ricapiterà mai più, quello in cui sanguini per un uomo. Ma non uno qualsiasi.» Spostò lo sguardo su di me. «L’uomo di cui ti sei perdutamente innamorata.»

Perché sognare fa così male? Perché i sogni sono un continuo scontro tra la finzione e la realtà. La vita fuori dal palcoscenico non ha lo stesso sapore. Ma Sheakespeare diceva che il mondo è un palcoscenico. Quindi, che lo voglia o no, Reagan deve accettare di calare la maschera davanti al pubblico, deve liberarsi delle sue paure e dei suoi sensi di colpa. 

Condannarsi per un uomo che non mi amava: cosa c’era di più stupido? Si trattava di una scena fondamentale, un momento corale in cui tutti i personaggi davano sfoggio delle maschere che usavano in società, la patina luccicante che nascondeva l’abisso delle loro angosce, il marciume delle loro segrete crudeltà. Una recita nella recita.

Questo romanzo è un’opera recitata dentro e fuori dal teatro. È una storia intima, intensa, passionale, devastante. Moloko Blaze ha saputo scrivere di eros e romanticismo in senso meno “anatomico” e più “realistico”. Ha costruito due protagonisti che hanno saputo togliersi la maschera al momento giusto, che hanno saputo interpretare un ruolo che non avevano scelto, che hanno saputo farsi amare dal pubblico tanto quanto hanno saputo farsi odiare. Reagan è una donna, una donna incredibile che mi ha trasmesso un’infinità di emozioni contrastanti, che ha saputo mettere in gioco il suo corpo, la sua passione e le sue insicurezze. Noah è un uomo che ha saputo sperimentare il dolore come metro di paragone per ogni esperienza. Cosa siamo? Siamo Reagan e Noah. Mi sono perdutamente innamorata di loro. Esigo la storia di Rhys, ne ho bisogno!!!

Lo stile narrativo di Moloko Blaze è intenso, diretto, esplicito. Le scene intime sono ad alto contenuto erotico, cerebrale ma non meno carnale e più di una volta hanno saputo travolgere anche il mio corpo. Non sono mai volgari, sanno catturare la voglia e il desiderio del lettore, lo spingono a superare i limiti del concesso. Sono vera e propria euforia dei sensi. Tanti altri personaggi fanno il loro ingresso in questo romanzo e tutti sanno lasciare un segno indelebile nelle vite di Reagan e Noah. 

Una lettura che mi sono gustata tutto d’un fiato, senza smarrirmi, senza sentirmi sola. Mi sono sentita appagata dalla storia, dallo stile, dal tema trattato e soprattutto mi sono sentita appagata dal teatro. Il teatro è forse la massima espressione della libertà umana, sul palco teatrale l'uomo è libero di dire qualunque cosa, raccontare qualunque storia in qualunque modo o forma esso voglia farlo: questa è la sua grande Magia. La stessa magia che Moloko Blaze ha messo nel suo romanzo, nei suoi personaggi e nella sua voglia di lasciare un segno indelebile nel lettore. 

Buona lettura,

Eleonora

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