QUEL BATTITO PROIBITO DEL MIO CUORE, PRISCILLA PEPE. Recensione.


Titolo: Quel battito proibito del mio cuore
Autore: Priscilla Pepe
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 15 maggio 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 0,99 ebook


Alessio e io ci siamo rincorsi, in passato, per cinque anni, seguendo l’incoscienza giovanile e una passione che non potevamo né volevamo contrastare. Purtroppo, mentre io ho ottenuto il suo interesse al massimo per poche settimane alla volta, lui si è incuneato profondamente nel mio cuore, lasciandomi il sapore amaro di un grande amore non corrisposto.
Ma non si può sfuggire a lungo al destino: dopo esserci presi e mollati cento volte, dopo che entrambi abbiamo condiviso letto, gioia, progetti con altre persone, è arrivato il momento della resa dei conti, quello che ti obbliga a compiere delle scelte e a far pace con le rinunce che ne derivano. Stavolta per sempre.
Nulla di male, si direbbe, eppure non è così semplice. 
Io vivo a Roma, mentre Alessio è da tre anni a Parigi; tra poco, tuttavia, dovrò per forza rivederlo, perché il fratello sta per sposarsi. 
Con me.


Caterina è fresca di patente quando Alessio le finisce dritto addosso, ammaccandole l'auto. La ragazza non ha parole per dirgli quanto lo odia. Sua madre si incazzerà come una belva con lei e l'imprevisto le porterà via tempo. Come se non fosse già in ritardo e con una torta sul sedile ad aspettare di essere portata a casa. 
Il ragazzo, bellissimo e anche sarcastico, è il classico figlio di papà a cui non è mai mancato niente. Basta poco per capirlo. Ogni cosa in lui urla soldi e benessere. Abita ai Parioli, l'auto è intestata a lui ed essere finito addosso a un'altra macchina per disattenzione o cosa non lo scalfisce minimamente. Beato lui!
In seguito all'incidente, i due si scambiano il numero di telefono e decidono di risentirsi. In maniera amichevole, certo, senza che il gesto abbia una connotazione di chissà quale tipo. È lui a cercarla, e anche insistentemente. Vuole scusarsi, vuole farsi perdonare, così Ketty sta al gioco e, presa per sfinimento, gli dice di sì. 
Al loro primo appuntamento ufficiale scatta il bacio. Inizia così una storia fatta di tanta passione ma zero promesse. Alessio è un uccel di bosco, non vuole che gli si tarpino le ali e non se la sente di legarsi in maniera ufficiale e seria. Ketty accetta ogni cosa, perché è letteralmente cotta. Si accontenta delle briciole, dei ritagli di tempo, dei non detti. Finché Alessio non la lascia per un'altra.
Caterina ci mette un po' per rimettersi in piedi e superare la delusione. Lo aveva amato, amato per davvero. Forse lo amerà per sempre. 
Anni dopo, a una festa, conosce Damiano Stalzani, il fratello di Alessio. I due chiacchierano, fanno amicizia e in breve tempo iniziano una storia. Per Caterina Damiano è tutto ciò che cercava: un ragazzo poco impegnativo, che non le richiede più di quanto sia disposta a concedere. Ma, soprattutto, è l'opposto di suo fratello. Tra loro non c'è quel fuoco bruciante, quella passione logorante, quell'amore che squarcia il petto. È tutto tranquillo, rasserenante, il porto sicuro in cui Ketty sperava di approdare. 
Poi, succede l'irreparabile. Il sogno si infrange. Il cuore di Ketty finisce di nuovo in pezzi. 
Quanto può costare l'amore a una donna? Quante volte può spezzarle il cuore senza finirla completamente?
Certi fili nella vita fanno giri molto lunghi prima di riavvolgersi di nuovo su loro stessi. 
È complicato riuscire a parlarvi di questo romanzo senza entrare nel dettaglio e senza spoilerare troppo. Temo già di avervi svelato troppe cose sulla trama, ma era necessario per presentarvi i tre protagonisti e le relazioni che li legano. Una donna e due uomini, ma non una donna contesa tra due uomini. Anzi, l'esatto opposto: una donna rifiutata da due uomini. Rifiutata per ben due volte, da due fratelli. Ha collezionato due delusioni grandi, due amori in cui ha creduto con tutta se stessa, anche se in maniera differente. In Alessio aveva creduto con l'innocenza e l'incanto di gioventù. A lui ha regalato le sue prime volte, quelle belle, indimenticabili, che fanno innamorare. Non l'avrebbe mai lasciato; immaginava la sua vita con lui, tutta la sua vita. In Damiano ha creduto perché sembrava affidabile, la relazione con lui le dava serenità e gioia, tutto ciò che cercava dopo che già una volta le avevano spezzato il cuore. Forse non c'era quell'amore smodato che porta a fare follie, ma a Caterina non importa di certo. Vuole essere serena, nient'altro. Vuole ricominciare a vivere e a credere nelle persone. Vuole farlo nonostante sia a pezzi dentro. 
Posso dire di aver provato la felicità. Era solo un'illusione? Sì, e allora?
Alessio è il ritratto dell'indifferenza. Il bastardo senza cuore che spesso troviamo nei romanzi. Il bersaglio a cui rivolgiamo tutti gli insulti e le maledizioni possibili e immaginabili. 
Del passato non mi curo, sul futuro non ho controllo, ma sul presente mi voglio illudere di sì. 
Damiano, al contrario, è il salvatore, il sole che arriva dopo la pioggia. Colui che gode, inevitabilmente, della nostra benedizione. Ma quando ormai il dado sembra tratto, ecco che Priscilla Pepe ribalta la situazione. È complicato, vi dicevo, raccontarvi senza raccontare troppo, in primis perché questo è a tutti gli effetti un romanzo complicato. Se penso a Caterina mi viene in mente Antonello Venditti che cantava: "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Giri immensi, esatto. È quello che succede a lei e Alessio. Non possono nemmeno immaginare quello che la vita ha ancora in serbo per loro. Una sorpresa dopo l'altra, uno stravolgimento dopo l'altro porteranno le loro vite verso nuovi obiettivi e nuove consapevolezze. Non senza rinunce e senza dolore. 
Non riesco a togliermela dalla testa. È come un chiodo fisso, un'emicrania, un dubbio che mi assilla. So che dentro di lei c'è ancora spazio per noi due, e non è soltanto l'attrazione che funziona tra noi. So che non può aver dimenticato quanto mi ha voluto bene. Ma questi sentimenti li ha chiusi in una cassaforte a prova di ladro e di imbroglione, e forse ha anche buttato via la chiave...
Lo stile di Priscilla Pepe è fluido, sapiente e maturo. Una scrittura che sa essere elegante e al tempo stesso arrivare al lettore senza troppi fronzoli superflui. L'aspetto psicologico dei personaggi, specie quello della protagonista, è trattato in maniera magistrale e aiuta il lettore a entrare ancora di più nella storia e nei rocamboleschi avventimenti che mettono sottosopra la vita di Caterina. La trama di base è piuttosto originale, stesso discorso anche per lo svolgimento. Sembrerebbe tutto perfetto, o almeno questa è l'impressione che ho avuto appena ho iniziato la lettura. Sono stata incuriosita della trama, sapete che queste storie a tema forbidden trovano sempre il modo per incastrarmi. Mi ci sono tuffata senza esitazione. E per un po' mi è sembrato tutto molto, molto interessante. Poi più andavo avanti e più mancava qualcosa. Il pathos, probabilmente. Perché nonostante il plot lo permettesse, la storia mi sembrava un po' smorta. Il ritmo è diventato lento, così lento da farmi faticare ad andare avanti e faticare da morire per arrivare alla parola fine. 
Non posso dire che sia stata una lettura non piacevole, perché, ripeto, Quel battito proibito del mio cuore aveva tutte le carte in regola per piacermi. Purtroppo la lentezza si è impadronita della storia, riuscendo a mettere tutti i punti di forza del romanzo KO. Anche il rapporto tra Ketty e Alessio, che è stato contraddistinto inizialmente da una bella verve, ha iniziato a perdere sempre più tono. I loro discorsi, come i loro pensieri, sono diventati pesanti. Loro stessi si sono ritrovati a girare e rigirare in un impasse senza via d'uscita. 
Se siete amanti delle storie particolari, quelle fatte di tira e molla ed emozioni non scontate, quelle che vi fanno tribolare fino all'ultima pagina, allora potreste dargli una chance. Se amate le storie più veloci, quelle che vi prendono e vi portano su un ottovolante regalandovi la sensazione di viaggiare a trecento chilometri all'ora, be', potreste restare deluse. Qui ogni cosa succede con calma, ogni cambiamento, per quanto drastico, si prende il suo tempo. Al lettore viene chiesto di essere uno spettatore passivo, di attendere i tempi e le mosse dei protagonisti senza muovere un dito. Un compito non proprio facile in cui io non mi sono sentita del tutto a mio agio. 


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