PRELUDIO, DORA L. ANNE. Recensione in pillole di Vicky.


Titolo: Preludio
Autore: Dora L. Anne
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 30 marzo 2020
Genere: Contemporary romance
Prezzo: € 2,99 ebook

Sloane Davenport ha un unico obiettivo fisso in mente: dimenticare l’amore.
 Questo è il motivo per cui abbandona tutto e vola in Turchia, accettando un lavoro di sei mesi come veterinaria di una piccola isola nel Mar di Marmara. Il suo è un piano perfetto, ma succede che incontra Demir.
 Succede che il destino si mette in mezzo, risoluto a scombussolare le carte tanto a fatica messe in ordine sul tavolo del buonsenso.
 E, cosa più difficile tra tutte, succede che lui, falconiere dell’isola, ha già il cuore impegnato. 
Come se non bastasse un alone di mistero lo avvolge completamente, rendendo difficile interpretarlo e capirlo.
Toccherà a Sloane scegliere se fidarsi o meno, in quella che sarà la scommessa più importante della sua vita.



Sloane, per alleviare il dolore di una cocente delusione d’amore, decide di accettare di lavorare, come veterinaria, per alcuni mesi in Turchia, su un’isola veramente deliziosa, un tantino retro ma dagli scenari meravigliosi. 
Appena arriva s’imbatte in un uomo bellissimo ma avvolto nel mistero, sul quale circolano pesanti accuse e malevoli dicerie.
Demir è un brav’uomo, addestra falchi in una zona remota dell’isola. Questo lo porta a non apprezzare molto la confusione e a preferire la solitudine. Ha un talento innato, sa maneggiare le cose, se la cava anche con gli animali. Il problema vero sono le persone. È un tipo taciturno, risoluto. Sardonico e arrogante, ha un bellissimo lupo cecoslovacco come migliore amico.
È convinto che Sloane lo veda come una specie di mostro gigante che la spaventa invece di attrarla. E lei si domanda per quale motivo un uomo tanto attraente sia così poco incline allo sviluppo di relazioni sociali.
Demir in realtà è vittima dei suoi demoni interiori, schiavo di un passato alquanto doloroso e di rimpianti che giudica insormontabili, chiuso in una gabbia piena di ricordi che non gli permettono di vivere né di andare avanti.
Sloane è attratta da lui, lo anela, ma al contempo prova anche paura. Percepisce talmente tante emozioni quando gli è vicina, che catalogarle con esattezza sarebbe impossibile. Euforia. Estasi. Abbandono.
Demir, prima di conoscere Sloane, non permetteva a nessuno di toccare le sue cicatrici, era “uno spettro abituato a sopravvivere in un mondo fatto di spettri”. Non le ha mai mentito ma non le ha raccontato subito la verità, permettendole di credere a ciò che qualcuno da sempre mormora al suo passaggio.
«L’apparenza inganna, dovresti saperlo.» «Preferisco la chiarezza alle cose non dette.»
D’altronde fingere gli è sempre riuscito bene e non gli è mai importato del giudizio degli altri, spesso impietoso nei confronti di qualcosa difficile da accettare o capire.
Era convinto di potercela fare, di aver suscitato in Sloane un intreccio di emozioni positive destinate a crescere fino a diventare amore. Invece è annichilito dalle sue parole ingiuste, dettate dalla rabbia, dalla paura, espressione, evidentemente, dei suoi reali sentimenti. Eppure ce l’aveva messa tutta, vestendo anche i panni dell’uomo rispettabile che immaginava volesse, uno su cui poter riporre completa fiducia.
La solitudine gli fa male, tanto, ma l’amore non corrisposto ne fa molto di più.
Una storia in cui pesanti pregiudizi e falsi stereotipi, al pari di antichi rancori e desideri di rivalsa, incidono sulla vita dei protagonisti.
«La vera forza non sta nei muscoli, ma nell'ammettere di essere vulnerabili.» Contrae la mascella, inequivocabilmente teso: «Credi che io lo sia?» Alzo le spalle: «Ognuno ha una parte di sé fragile come un pezzo di vetro. Se stringi troppo si rompe.»
Ho amato leggere di Tam, il falco del quale Demir si prende amorevolmente cura. Mi è piaciuto il rito del tè nella particolare teiera turca a due piani. Ma soprattutto ho adorato le descrizioni dell’isola nel Mar di Marmara, l’ambientazione ideale per questa storia d’amore, di seconde possibilità e di rinascita anche emotiva.
Anche alcune espressioni in lingua originale hanno contribuito a rendere la lettura gradevole ed emozionante:
«Seni seviyorum…» Le bisbiglia in turco. Ti amo.
Vicky Sp 

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