BATTITO OSCURO, ANTONIETTA MIRRA. Recensione.


Titolo: Battito oscuro
Autore: Antonietta Mirra
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 4 aprile 2018
Genere: Romantic suspense (autoconclusivo)
Prezzo: € 2,99 ebook

Cassandra ha diciannove anni e vive in una clinica per pazienti affetti da disturbi psicologici. Il passato la tormenta, l’ombra degli abusi subiti da adolescente non le permette di sentirsi libera.
Cassandra crede di portare sventura, come le ripeteva sempre il padre, anche a causa della morte della madre quando lei è nata. Da allora, la sua esistenza è stata solo un lento espiare un peccato che le hanno cucito addosso. 
Il peccato di essere viva. 
Fino a quando non è arrivato lui. 
E tutto il dolore è diventato polvere.
Tristan è appena uscito di prigione. È un uomo dal passato scomodo, privo di scrupoli e di morale. L’unico suo desiderio è ricominciare a vivere. Ed è disposto a tutto per farlo. 
Ha fatto del male. Ha minacciato, ucciso, violato. È il pericolo. È la morte. La sua vita è stata una maledetta discesa all’inferno. 
Fino a quando non è arrivata lei. 
E tutta la rabbia è diventata cenere.
Lei è fragile, pura, innocente.
Lui è cupo, crudele, colpevole.
Chi mente?


Due anime oscure, spezzate, ferite dalla vita.
Lei per condanna.
Lui per scelta.
Insieme ripuliranno le loro anime.
O le oscureranno per sempre. 

Lui ama il sangue, stringere la pistola tra le mani e sparare. È assetato di potere, di sangue e di morte. Le sue mani sono macchiate per sempre, sono quelle che usa per togliere la vita convinto di potersi sostituire a un Dio a volte troppo assente.
Lei è spezzata dentro, per sempre. È una peccatrice, una vittima, un’anima pura che è stata sporcata e marchiata. Il suo nome è sinonimo di sciagura, di distruzione, di morte.
Entrambi sono rotti, dannati, maledetti. Due anime nere che incontrandosi faranno del peccato qualcosa di tangibile e reale.
Tristan Smith se l’è sempre cavata, non è mai finito nei guai, finché una donna l’ha fottuto. L’ha convinto ad ammazzare suo marito e poi, per ripicca, l’ha fatto sbattere dietro le sbarre. Si sentiva onnipotente, Tristan. E invece una donna l’ha fregato. Negli anni passati al buio della sua cella ha fatto una promessa a se stesso: mai più si sarebbe fatto fottere da una donna. Mai. Più.
Oggi Tristan è un uomo nuovo, vuole riprendersi la sua vita, ma vuole farlo senza più sporcarsi le mani di peccato. Ricomincia con un nuovo lavoro nella clinica per malati mentali che gestisce sua sorella.
Proprio lì familiarizzerà con una paziente più speciale delle altre. Cassandra Roove è la paziente preferita di sua sorella, quella a cui dedica maggiore tempo e maggiori attenzioni, anche se senza risultato. Da più di un anno la ragazza passa le sue giornate in quella camera asettica e la sua situazione non è mai migliorata. I segni e i marchi che le deturpano la schiena sono solo una piccola parte della morte che si porta dentro.
Cassandra sa di essere impura, sbagliata, dannata. Suo padre l’ha convinta di essere portatrice di morte perché sua madre è venuta a mancare dopo averla data alla luce. È per questo motivo che suo padre l’ha punita per tutta la vita, per farle scontare questo peccato, ricordandole ogni giorno della sua vita quanto fosse in debito con lui.
Cassandra è un angelo, bionda, magra, dalla pelle bianca. È evanescente, un sogno che cammina. È ciò che serve a Tristan per riempire le sue giornate e i suoi pensieri. È ciò di cui ha bisogno per lasciarsi alle spalle quel passato nero fatto di morte e reati.
Era un rischio enorme. Un rischio che non avrei dovuto correre ma il mio cuore aveva già deciso. Cassandra pensava di essere la morte. Io ero sicuro di esserlo. Entrambi eravamo macchiati dalla sventura. Insieme avremmo ripulito le nostre anime, o le avremmo oscurate per sempre?
La trama di questo romanzo mi ha intrigato dal primo momento. Alla prima lettura mi sono detta: “sarà mio”. L’ho acquistato subito e mi sono fiondata nella lettura. Una volta iniziato il viaggio è stato veramente difficile fare una pausa; Tristan e Cassandra mi hanno risucchiata nel loro buco nero, nella loro vita oscura, e non volevano più lasciarmi andare, esattamente come io non volevo lasciar andare loro. Battito oscuro è un romanzo particolare, non adatto a tutti. Se siete particolarmente sensibili agli elementi dark, che in questo caso non riguardano il rapporto tra i due protagonisti, ma solo Cassandra e la sua vita prima di incontrare Tristan, allora non è la lettura che fa per voi.
Per approcciarsi a questo libro ci vuole stomaco e tanta forza. Non sono rimasta sconvolta da ciò che di oscuro ho trovato, perché ho letto tanti libri che raccontavano in maniera dettagliata di abusi fisici e psicologici, eppure mentirei se vi dicessi che mi ha lasciato indifferente. Certe scene sono crude, dolorose, spietate. Sono così affilate da lasciare un piccolo segno anche sulla pelle del lettore. Mi hanno rimescolato lo stomaco e fatto sentire il bisogno di prendere delle piccole pause.
Se, come me, siete appassionate di personaggi oscuri, difficili, psicologicamente devastati allora dovete provare a dargli una chance. Tristan è il re dei personaggi oscuri; come lui credo di averne conosciuti pochi.
Questo ragazzo ha toccato con mano la morte più volte di quante si possa immaginare. Non ha paura di niente, si sente invincibile, si nutre di sangue. La battuta d’arresto rappresentata dal carcere lo cambierà molto. Il ragazzo che è entrato in carcere non è lo stesso uomo che ne è uscito. È un personaggio così difficile da capire, ma così semplice nei sentimenti. Dietro l’oscurità, a volte, si nasconde più luce di quanto si possa mai pensare.
La sua anima è corrotta, perduta per sempre, eppure c’è un barlume di speranza, rappresentato dall’ultima donna al mondo per cui Tristan dovrebbe perdere la testa.
Cassandra era spezzata proprio come me. Io per scelta, lei per condanna, ma entrambi eravamo a pezzi e soltanto insieme formavamo qualcosa di unito e di unico.

Io ero il suo miracolo. E lei, cos’era per me?
Cassandra, invece, è un personaggio più difficile da inquadrare. Fino alla fine non riuscirete a capire dove inizia e finisce il suo bluff. L’impressione di essere stati fregati per tutto il tempo sarà forte e reale. Vi farete domande su domande, cercherete di capire a che gioco sta giocando, ma non lo capirete mai fino in fondo.
La sua mente è deviata, in lei albergano un angelo e un diavolo. Quanto c’è dell’angelo in lei? E quanto del diavolo? Quando veste i panni dell’angelo e quando quelli del diavolo?
Cassandra era malata e proprio per questo pericolosa, probabilmente mentiva e le piaceva giocare. Furba e sensuale, stava cercando di farmi cadere nella sua trappola. Peccato non avesse capito quanto ci fosse già riuscita. E mentre io mi dimenavo per liberarmi, non facevo altro che cadere sempre più a fondo. Con nessuna voglia di risalire senza di lei.
Due personaggi caratterizzati in maniera magistrale. Perché devo dirvelo: non è facile dare vita a una trama del genere, ed è ancora più difficile portarla avanti, svilupparla senza cadere in errori o banalità. Antonietta Mirra ci è riuscita, e questo è un grande punto a suo favore. Tristan e Cassandra non appaiono mai eccessivamente romanzati; tutto in loro è credibile.
Ci sono stati dei passi falsi commessi dall’autrice, però, che mi hanno portato ad abbassare il voto. Battito oscuro potenzialmente avrebbe potuto raggiungere il massimo dei voti, ma nel corso della lettura ho trovato delle pecche. Innanzitutto in certi casi l’autrice si è lasciata portare dalla storia perdendo di vista l’ambientazione. Mi spiego meglio: mi è sembrata una fantasia troppo grande pensare che un operatore e una paziente di una clinica per malati mentali possano lasciare la struttura così facilmente di nascosto a qualunque ora del giorno e della notte, convinti di non essere visti. In una struttura simile non è così semplice allontanarsi, soprattutto per i pazienti che sono sempre controllati e tenuti d’occhio. Assurdo anche pensare che un operatore che debba coprire un turno notturno riesca a sgattaiolare fuori con una paziente e ci resti per ore, di fatto lasciando il suo posto vuoto.
Capisco anche che stiamo parlando di un romanzo e che l’autrice, probabilmente, abbia voluto far incontrare ed avvicinare i due fuori dalla clinica, ricreando una situazione più romantica, intrigante e pericolosa come quella di cui andrete a leggere.
Mi sono fatta un’idea dei protagonisti, uno dei due mi ha deluso tanto lungo il percorso (non vi dirò chi per evitare qualsiasi tipo di spoiler), e questo mi ha fatto rivalutare un po’ l’idea che avevo della storia. I risvolti che troverete superato il 70% vi stupiranno e vi daranno l’ennesimo pugno allo stomaco. L’ultimo trenta percento è stato il più difficile da leggere. Un concentrato di sentimenti negativi, rimorsi, sensi di colpa, il buio che vince sulla luce. L’ennesima conferma che questo non è un romanzo in cui potrete trovare il bene e il male. Cassandra e Tristan sono il male, il loro amore è il male, Battito oscuro è il male. Non c’è spazio per nessuna forma di redenzione.
«Ogni volta, ogni dannata volta che sento le tue mani su di me, tu puoi sanare ogni mia ferita. Lo so, lo sento nel cuore, nella carne, nelle viscere. Lo sento dentro. Tu. Puoi. Farlo. Ma non oggi, non adesso. Non questa notte.»
La mia valutazione di Battito oscuro è positiva, mi sento di consigliarvelo pur con le dovute avvertenze. La trama vi dà l’idea di ciò che andrete a leggere, preparatevi a tutto e godetevi il viaggio. 





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