Autore: Luigi Ballerini
Editore: DeA
Pubblicazione: 20 marzo 2018
Genere: New adult
Prezzo: € 6,99 ebook; € 14,90 cartaceo
L’estate della maturità, l’avventura di una vita. Ma basta un secondo per cambiare tutto.
Giacomo ha un problema: se stesso. Troppo basso, troppo goffo, troppo medio. Per fortuna ci sono gli amici: senza Fabione e Martina sarebbe stato impossibile sopravvivere fino all’ultimo giorno di liceo. Lui, l’amico migliore del mondo. Lei, la ragazza che ha sempre sognato. Un trio perfetto. Un trio che ha superato ogni difficoltà, fino all’impossibile prova di maturità. Ma una cosa è certa: dopo gli esami arrivano le vacanze e dopo le vacanze c’è la libertà, la vita vera. E Giacomo non intende perdersi nemmeno un istante del futuro che lo aspetta. Il futuro però comincia nel peggiore dei modi, perché Giacomo, mentre fa le valigie, non si sente bene, e Fabione complica la situazione poco prima della partenza. E, come se non bastasse, piove, continua a piovere: un luglio caldissimo annegato da una pioggia ininterrotta. Sembra proprio che tutto voglia mettersi contro Giacomo e la sua avventura alla volta del Salento. Che tutto gli stia dicendo di non partire. Ma Giacomo non ascolta, e alla fine il viaggio inizia. Mille chilometri di musica, confidenze, segreti. Un viaggio in cui ogni attimo è unico e irripetibile e conta, e niente va sprecato. Perché tutto può finire all’improvviso.
Ogni attimo è nostro è
la storia di Giacomo alle prese con l’esame di maturità e l’estate più bella
della sua vita. Un’estate tutta da organizzare, da vivere, da sognare. È l’estate
delle paure più grandi, dei sogni più irrealizzabili che sembrano d’improvviso
realizzabili; è l’estate in cui tutto è possibile. Giacomo si sente
invincibile, come tutti i suoi amici.
Ha un viaggio organizzato nel Salento, con il suo migliore
amico Fabione. Viaggeranno di notte, per trovare meno traffico, si
divertiranno, conosceranno gente, si godranno il mare. È così tanto che sognano
questo viaggio che niente potrà rovinarlo.
Martina è la ragazza di cui Giacomo è segretamente
innamorato. Gli basta vederla per smettere di ragionare: balbetta, pronuncia
frasi senza senso, gli tremano le mani. Il passato di Martina nasconde un
dolore grande, una violenza subita da sconosciuti, e la ripresa è lenta e
difficile. Eppure la ragazza non si perde d’animo, si sta rialzando, con
coraggio e maturità. Da quel giorno vede la vita in maniera diversa e sa quanto
sia preziosa.
Giacomo, Fabio e Martina li conosciamo in un arco di tempo
brevissimo. L’intero romanzo si svolge in un paio di giorni. “Così pochi?” penserete. Eppure,
credetemi, il romanzo non ne risente affatto. Li conoscerete alla perfezione,
riuscirete a cogliere ogni aspetto della loro personalità, anche quelli meno
evidenti. Entrerete nella vita di Giacomo come fulmini, farete luce sulla sua
storia e lascerete rumore. O forse sarà lui a lasciare rumore nella vostra.
Sin dalle prime pagine ho fatto fatica a capire dove l’autore
volesse arrivare. Nei primi capitoli, più che negli altri, la vita e le
abitudini di Giacomo sono descritte in maniera quasi ossessiva, pedante e
precisa. L’autore fa giri immensi, si perde in chiacchiere, dando importanza
anche ad aspetti irrilevanti ai fini della storia. Ci racconta con minuzia il
momento della colazione in casa di Giacomo, cosa scelgono di mangiare lui e suo
fratello per iniziare la giornata, dove tengono i biscotti, quali
biscotti/cereali preferiscono, dove li compra sua madre. E i pensieri del
protagonista sono rumorosi, fanno di lui un personaggio logorroico, prolisso e
anche un po’ ingenuo. Come solo a diciotto anni si può essere.
Giacomo è un ragazzo puro, puro nei pensieri, negli intenti,
nei fatti. Si porta addosso tutta l’immaturità e la freschezza dei suoi anni. Pensa
spinto dalla frenesia, dalla voglia di fare, dalla voglia di vita che si ha
quando si è giovani e il mondo ci apre le sue porte per accoglierci. Pensa come
chi non ha mai ancora preso le prime, decisive batoste, quelle che cambiano il
modo di vedere, pensare, rapportarsi.
Il futuro invece mi spaventa. I miei genitori, cui non sfugge nulla, soprattutto se sono un po’ giù, mi chiedono sempre ma come fai a essere preoccupato che hai la vita davanti? Non capiscono che è proprio questo che mi preoccupa: avere la vita davanti, tutta la vita. Ho mille dubbi: non so se ho scelto bene la facoltà, non so se passerò gli esami, non so se riuscirò a finirla, non so se dopo troverò lavoro e nemmeno se mi piacerà e se riuscirò a farlo con successo. Non so e basta. Ingabbiato tra ciò che è terminato e ciò che deve ancora iniziare, non mi sento a mio agio e neanche al mio posto. Un posto: mi piacerebbe avere un posto, trovare un posto, costruirmi un posto. Però non so da dove partire.
Il pensiero di abbandonare la lettura, perché lontana da ciò
che mi piace leggere, è stato tanto. Fino al 40%. Poi le cose sono migliorate. Fino
alla prima metà del romanzo non succede assolutamente nulla di rilevante. L’autore
si prende un tempo lunghissimo per farci conoscere il suo protagonista in ogni
dettaglio delle sue giornate servendosi di una “giornata tipo”. Giacomo pensa,
pensa tanto, pensieri di ogni tipo e su ogni cosa. Pensa a voce alta, pensa
sussurrando, pensa tra sé e sé.
Dal 50% in poi, invece, il protagonista inizia a vivere. La situazione
si movimenta, ci sono una serie di episodi ed eventi sfortunati che cambiano i
progetti di Giacomo e dei suoi amici. Fabio è vittima di un infortunio, Martina
insegna nuove cose a Giacomo e il loro legame finalmente raggiunge lo step
successivo.
Ho continuato la lettura per essendo consapevole che non
avrebbe mai potuto raggiungere le quattro o cinque stelle, perché l’inizio è stato
uno scoglio duro da superare. Ho voluto comunque dargli una possibilità, sono
andata avanti come faccio sempre quando un libro non mi convince, nella
speranza che poi si riprenda.
Ogni attimo è nostro racconta
la spensieratezza di un’età pulita, piena di sogni e speranze, che a volte si
infrangono in un istante. Racconta la bellezza di momenti pieni di significato
e affetto, racconta l’amicizia, la famiglia, l’amore. Il primo amore, in tutta
la sua goffaggine e in tutti i suoi passi falsi. L’amicizia che dura da una
vita e ti spinge a mettere te stesso dopo l’altro. La famiglia che c’è sempre,
nei momenti belli come in quelli brutti da morire, senza mai abbandonarti. A volte
una presenza ingombrante ed invadente, altre volte presenza invisibile che ti
cammina accanto e ti stringe la mano anche quando non ne hai contezza.
Sentimenti belli, emozioni belle, vere. Ma anche l’ineluttabilità
della vita, che a volte è cattiva e tira brutti scherzi. Colpi che non
riusciamo a parare, perché siamo umani e di fronte alla vita possiamo solo
piegarci. Combattiamo, fino all’ultimo secondo, poi però soccombiamo. È
inevitabile.
L’impressione che tutto il racconto fosse finalizzato a un
evento finale che sapeva di colpo di scena da dieci e lode è stata forte per l’intera
lettura e pertanto non mi ha spiazzato come avrebbe dovuto/potuto fare. Mi ha
lasciato comunque l’amaro in bocca, la sofferenza nel cuore.
Ogni attimo è nostro è
un romanzo che non fa per tutti. Un romanzo particolare, narrato in maniera
altrettanto particolare. Un romanzo che non sono riuscita ad apprezzare fino in
fondo, ma di cui ho saputo apprezzare l’intento di raccontare una fase della
vita di ogni essere umano secondo prospettive diverse.
«Non sempre i nostri genitori sono come li vogliamo, Fab. Ci lamentiamo tanto che loro non riescono ad accettarci per quello che siamo, però anche noi non siamo capaci di farlo con loro. Non credi? Li vorremmo perfetti, infallibili, sempre al posto giusto, delle specie di dei, ma in realtà sono umani, proprio come noi.»




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