LA PARTITA PERFETTA, ELIZABETH GIULIA GREY. Recensione.


Titolo: La partita perfetta
Autore: Elizabeth Giulia Grey
Serie: Novelle Italian style #1
Editore: Self publishing
Pubblicazione: 12 marzo 2018
Genere: Sport romance
Prezzo: € 0,99 ebook


Può una sola giornata cambiare il destino di due persone che non si erano mai incontrate prima? Quando arriva l’anima gemella, è giusto rimettere tutto in discussione e voltare le spalle a una vita che si credeva quasi perfetta? Asia è la palleggiatrice titolare della Nazionale femminile di pallavolo, è talentuosa e molto amata dalle folle, forse troppo. Ecco perché, all’improvviso e suo malgrado, si trova coinvolta in un gioco di potere che riguarda i più alti vertici della Federazione e che finisce per interessare anche la Nazionale maschile e Mark, il suo capitano. Asia e Mark dovranno fare i conti con qualcosa di più grande di loro, ma anche con una sintonia, un’intesa, un’attrazione che non avevano mai sperimentato prima di allora e che pochi altri hanno la fortuna di provare nella vita. Saranno così coraggiosi da afferrare la felicità di un solo attimo o vi rinunceranno per sempre per timore dell’ignoto?

Immaginiamo che le regole che conosciamo vengano sovvertite, che le carte in tavola vengano rimescolate, facciamoci guidare dalla fantasia, non poniamole alcun limite e lasciamola cavalcare a briglia sciolta come in una favola.

Perché La partita perfetta è proprio questo: una favola moderna che parla di passione, coraggio e soprattutto di sport. Perché lo sport è come la vita, perché lo sport è la vita.

La partita perfetta è il primo romanzo della serie "Novelle Italian style".


Da quando Vittoria Santemi è diventata presidente della Federvolley le cose sono cambiate. Femminista convinta da sempre, la Santemi ha pensato di inserire nella squadra della Nazionale una donna. Il suo nome è Asia De Grandi ed è la palleggiatrice della Nazionale femminile. Fantasiosa, intelligente, in gamba. Il suo arrivo non sarà accettato di buon grado: tutti, o quasi, si ribelleranno. Come i peggiori maschilisti mai visti.
Le difficoltà saranno tante, sia in campo che negli spogliatoi, per Asia. Non essere accettata dalla sua squadra, sentirsi solo una pedina nelle mani della Santemi, le chiacchiere della gente la porteranno a essere insicura, a dimenticare ciò che vuole, a non saper dare il meglio di sé in campo come ha sempre fatto. Ma questo durerà poco.
Dimostrerà a tutti che è una giocatrice valida, che sa tenere in piedi una squadra diventando una leader. Senza mai risparmiarsi, Asia si dà. Mette a rischio la sua incolumità per salvare palle impossibili, prova a ridare grinta ed energia a una squadra che sembra sottotono e al tempo stesso combatte per essere riconosciuta come una di loro.
Mark Latham è l’uomo che le darà più filo da torcere nella fase iniziale e che poi finirà per essere stregato dal suo modo di giocare. La sottovaluterà, per il semplice fatto che appartiene al genere femminile, e poi dovrà ricredersi di fronte al talento.
La partita perfetta è una novella al cui centro c’è lo sport. Tutto ruota intorno al gioco di squadra, alle partite, alle vittorie e alle sconfitte. La storia d’amore e i suoi protagonisti passano quasi in secondo piano; la maggior parte delle scene di svolgono sul campo. Ci sono l’adrenalina che anticipa una partita, il desiderio di vincere, di portare a casa il risultato. Ci sono le difficoltà di avere in squadra una persona nuova, di rimettere in piedi strategie di gioco, di non deludere l’allenatore e chi ha scommesso su di loro.
E poi ci sono Asia e Mark. Lei affiancata da un uomo che non la ama e che non sa guardare oltre il suo naso, troppo preso dai suoi soldi, dalla sua Porsche e dal suo successo; lui troppo impegnato a cercare il divertimento di una notte e niente più. Sarà il gioco ad avvicinarli, si innamoreranno prima sul campo, tra una palla passata e l’altra, un gioco di sguardi e di intesa e l’altro, poi nella vita.
Sarà un innamoramento flash, un colpo di fulmine silenzioso che scoppia all’improvviso e cambia le loro prospettive.
Ora che l’aveva incontrata, ora che l’aveva conosciuta, non riusciva più nemmeno a immaginare una vita senza di lei. In poche ore Asia aveva riempito tutto il suo mondo, aveva colorato la sua esistenza, aveva reso lo sport che amava ancora più unico per il solo fatto che lei ne facesse parte.
Il numero di pagine de La partita perfetta è esiguo, alcuni passaggi avvengono alla velocità della luce, senza che il lettore riesca a prevedere il passo successivo. Ho sentito la mancanza di spazio dedicato ai protagonisti e al loro innamoramento. Avrei voluto saperne di più su di loro e sui loro sentimenti, piuttosto che leggere così tante scene in campo. Forse in questa novella c’è troppa pallavolo e troppo poco romance.
Elizabeth Giulia Grey ha uno stile impeccabile, la sua scrittura è sempre precisa, lineare, pulita. Nonostante il poco spazio di cui vi parlavo, la caratterizzazione dei personaggi è buona. Il lettore riesce a conoscerli, a inquadrarli, e a restare soddisfatto. La terza persona risulta impersonale, anche se riesce a fornire un quadro completo di Asia e di Mark – e dei personaggi secondari. Probabilmente avrei voluto che l’autrice andasse più a fondo e superasse certe barriere. L’impressione è che sia rimasta in superficie, che abbia raccontato di Asia e Mark senza scavare, senza tirare fuori le loro emozioni e i loro stati d’animo. Mi sono mancate emotività ed emozione. Non è mai facile raggiungere profondità in una novella, me ne rendo conto, e la storia di questi personaggi meritava un approfondimento maggiore. Ciò non toglie che La partita perfetta sia una lettura piacevole, con cui passare delle ore spensierate e immersi nello sport. Se amate la pallavolo, o lo sport in generale, sono certa che riuscirete a farvi conquistare. Sentirete l’adrenalina, la paura, l’insicurezza, il desiderio di fare, di vincere, di dare. E poi l’unione della squadra, quella che porta a urlare “uno per tutti, tutti per uno” credendoci veramente.
Ma oltre a quello c’era altro, almeno per lui. Era come se qualcosa gli dicesse che la partita più importante, quella vera, quella che avrebbe deciso il suo futuro, fosse ancora tutta da giocare. Una partita in cui la pallavolo c’entrava solo in parte.
Resto in attesa degli altri volumi della serie. Ho già intravisto dei personaggi interessanti che potrebbero renderci felici.






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